Napoli, San Martino: permane il degrado e l’abbandono

Subito una conferenza di servizi tra MIBACT, Regione e Comune

            ” Ad un mese di distanza dal precedente sopralluogo, con la denuncia del grave stato d’abbandono e di degrado nel quale versa l’area, sono tornato oggi  nella zona di San Martino al Vomero, uno dei posti più belli e suggestivi di Napoli, da dove è possibile ammirare un panorama mozzafiato, riscontrando che nulla è cambiato, se si eccettua un intervento di pulizia effettuato in questi giorni lungo il marciapiede dove comunque resta il puntellamento del muro di contenimento posto a confine con Castel Sant’Elmo. Un intervento di mera facciata che di certo non risolve gli annosi problemi di uno dei più importanti e prestigiosi siti monumentali e ambientali della Regione Campania  “. Ad intervenire ancora una volta sulla gravità della situazione è  Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione del Vomero.

            “ In quest’area si trovano beni artistici e ambientali unici al mondo, con la Certosa e il Museo di San Martino e Castel Sant’Elmo – afferma Capodanno -. Eppure coloro che si arrampicano sulla collina per ammirare queste bellezze sono decisamente pochi rispetto alle potenzialità notevoli della zona. Ad aggravare la scarsa ricettività contribuì, anni addietro, la chiusura dell’unico albergo, che si trovava in zona. Nei suoi pressi si osserva ancora oggi un manufatto abbandonato, sovrastato da un’imponente gru, più volte segnalata dai residenti preoccupati per la sicurezza, dal momento che, nelle giornate ventose, la torre del manufatto oscilla paurosamente, mentre il lungo braccio gira su stesso, facendo ondulare il pesante gancio pendente dallo stesso braccio “.

            “ Ritornando ancora una volta su quei luoghi  – puntualizza Capodanno – ho osservato, tra l’altro, che il muro di contenimento, nei pressi dell’accesso al castello, resta ancora puntellato con una struttura provvisoria in legno. Muro lungo il quale un tempo insistevano le aperture di diverse attività artigianali, quelle dei “corallari”, ubicati in locali del demanio regionale che, in passato, avevano contribuito non poco a far conoscere l’area di San Martino in tutto il mondo, per l’abilità di questi artigiani nella lavorazione del corallo. Non si comprendono le ragioni per le quali, da oltre un lustro, continua a rimanere in sito questa brutta e antiestetica struttura provvisoria, che peraltro versa anch’essa oramai in precarie condizioni a ragione dell’azione degli agenti atmosferici, e non si sia ancora provveduto, dopo tanto tempo, a far effettuare i lavori di ripristino necessari per eliminarla “.

            ” Ad aggravare il degrado e l’abbandono – sottolinea Capodanno – contribuisce anche un doppio transennamento realizzato sia a monte, su un tratto del marciapiede antistante il panorama, sia a valle lungo le scale della Pedamentina, immediatamente al di sotto del tratto di balaustra interessato da dissesti. Una situazione il cui permanere, a distanza di tanto tempo, nonostante gli impegni, al momento solo a parole, assunti da rappresentanti dell’amministrazione comunale, crea non poche perplessità per problemi di sicurezza, per eliminare i quali si sollecitano ancora una volta le verifiche e gli interventi necessari, al fine di ripristinare la piena e totale agibilità dei manufatti interessati “.

            Sui problemi evidenziati, Capodanno sollecita ancora una volta l’interessamento immediato del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Campania e del Comune di Napoli, da realizzarsi attraverso la convocazione di un’apposita conferenza di servizi che veda attorno allo stesso tavolo tutti gli enti e gli uffici interessati, oltre che per mettere in campo tutti gli interventi necessari per il totale risanamento della zona anche al fine di provvedere, in tempi rapidi, a varare un piano d’iniziative per il rilancio turistico dell’intera area, rilancio atteso da lustri, con la possibilità, tra l’altro, di creare numerosi posti di lavoro.