Renzi, il nemico numero uno di SuperMario

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ci sono almeno cinque motivi per considerare Matteo Renzi il peggior nemico (o se volete il peggior amico) di Mario Draghi.

1. Dopo l’attentato di Demolition man contro il governo Conte, il quadro politico sembra la città di Coventry rasa al suolo dall’aviazione nazista. Un panorama di macerie con il Pd diviso, i 5Stelle dilaniati pur nella contrarietà al governo tecnico. Mentre a destra si aprono vaste crepe tra chi dice a Draghi proprio sì (Berlusconi), o proprio no (Meloni), e chi (indeciso a tutto) forse sì, ma anche no (Salvini).

Nel presente sfacelo mettere insieme una maggioranza sarà un compito improbo. E lo sarà molto di più far convivere nel tempo pezzi di sinistra con pezzi di destra: Zingaretti e Orlando con Salvini e Berlusconi. È la tempesta perfetta officiata dallo sceicco rignanese.

2. Costui, orgoglioso di aver terremotato il Paese nella situazione che sappiamo, appare, dalla sera di martedì, in preda a conati irrefrenabili di boria in una crisi compulsiva di vanterie (“noi contro il resto del mondo, tre a zero”). Per una personalità autorevole e sobria come l’ex presidente della Bce avere intorno che gli fa la ola questo rodomonte (con arie da kingmaker) non è certo il massimo della vita.

3. Che il politico di gran lunga più impopolare abbia abbattuto il politico più popolare accresce la corrente di solidarietà nei confronti di Giuseppe Conte.

Tanto più che si tratta di un premier a cui pochi giorni fa Camera e Senato avevano confermato la fiducia, e le cui dimissioni non sono state al momento accolte da Mattarella.

4. Oltre all’accordo con i vertici dei partiti, per governare l’Italia in emergenza a Draghi occorre il consenso più vasto dei cittadini, stremati da un anno di pandemia. Dovrà prima di tutto convincerli che lui con i complotti renziani non c’entra niente. Non sarà facile ma dovrà provarci.

5. È del tutto evidente che l’ascesa al Quirinale, tra un anno, è un orizzonte legittimo di Draghi, classica personalità en réserve de la république.Ricorrono in questi giorni le analogie di SuperMario con un altro banchiere centrale, quel Carlo Azeglio Ciampi che da Palazzo Chigi salì al Quirinale. Nel campo dei supertecnici prestati alla politica c’è però un altro esempio, e non proprio augurale: quel Mario Monti che entrò a Palazzo Chigi papa e ne uscì cardinale. E non aveva neppure un Renzi attaccato ai maroni (che magari adesso pretende come cadeau un ministero per Maria Elena Boschi).

13 replies

  1. A costo di fare la figura di colui che si presenta in casa del vampiro con una treccia di aglio in dono, ma mi sento di condividere l’articolo di Feltri jr, che a differenza del padre a quanto pare non si ubriaca.

    Crisi di governo: se salta anche Draghi salta il Paese
    M5s e Pd hanno una chance di riprendersi dalla miserevole prova degli ultimi giorni

    Un paio di settimane fa c’è stato un momento in cui ho pensato – me ne pento, me ne dolgo – che la strategia di Matteo Renzi fosse quella demente del kamikaze, che salta in aria con la sua vittima. Il rischio c’è ancora, lo vediamo dalle timide o sciagurate reazioni dei partiti all’ipotesi di Mario Draghi, ma se l’incastro riesce toccherà parlare di capolavoro. Renzi ha portato tutti, il Partito democratico, i cinque stelle, l’intera opposizione esattamente dove voleva, all’incarico all’ex presidente della Banca centrale europea, e se non ci fossero implicazioni personali, di potere e di vendetta, che sono irrimediabilmente nel sangue della vita, e se ci si fermasse un secondo a pensare, a guardare le due figurine – la figurina di Conte e la figurina di Draghi – si arrossirebbe a coltivare il più piccolo dubbio. C’è qualcuno immerso nella serenità di giudizio e in possesso delle facoltà mentali che affiderebbe il conto corrente all’avvocato di Volturara Appula invece che al banchiere romano? Ce n’è uno al mondo attrezzato meglio di Draghi a gestire i 209 miliardi del recovery fund di modo che non siano gettati in strizzatine d’occhio ma per rinsaldare le fondamenta economiche a beneficio di tutti?

    Se però un senatore a testa di un partito dal due e mezzo per cento sta riuscendo a giocarsi il restante novantasette e mezzo, i giocati avrebbero da rifletterci più di un po’. Non so se sia un esercizio all’altezza delle ambizioni del Movimento cinque stelle, fin qui così giovani e già così disponibili, al governo con chiunque, a destra e a sinistra, fuori e dentro dall’Europa, ma al governo col più qualificato di tutti no. Almeno da quello che dicono stamattina. Se alcuni di loro rintracciano la testa laddove è stata collocata dalla natura, sulle spalle, il Movimento finirebbe con lo sbriciolarsi, e non sarebbe nemmeno un cattiva notizia davanti a un caravanserraglio cresciuto fra l’assemblea d’istituto e Topolinia, mentre Beppe Grillo tace giocondo, e assiste asserragliato nel blog al cataclisma della sua surreale creatura, che sta contribuendo con fervore al cataclisma del paese, e con la volenterosa e spensierata collaborazione di un elettore su tre, quanti nel 2018 si sono affidati a questi venditori ambulanti di cineserie pensando fossero il mago Magò. Non so come uno storico di domani saprà spiegare ai lettori la sbronza collettiva in cui siamo sprofondati.

    Ma ancora più incomprensibile, ancora più disarmante è il collasso del Partito democratico, e lo dico con dolore poiché è l’ultimo grande partito pervaso da qualche idea del radicamento costituzionale e istituzionale della politica. Sono andati avanti fino a dodici ore fa a dire o Conte o voto, cioè con un piano A debolissimo e un piano B inesistente, oppure esistente ma devastante, come ha spiegato ieri sera Sergio Mattarella senza sbagliare una sola sillaba: lasciamo perdere la pandemia, tanto ormai le centinaia di morti quotidiane ci fanno l’effetto soporifero della statistica, ma andare a elezioni significherebbe esporsi almeno per i prossini tre mesi alle spietatezze del mercato (a cui ci siamo affidati noi, col debito, mica ci ha tirati dentro col trucco e con l’inganno uno alla Soros) e significherebbe non riuscire a presentare un progetto per il recovery almeno fino a giugno. Tanti auguri. Ecco, il Pd non aveva un piano alternativo e sebbene fosse lì da vedere, da toccare con mano: Mario Draghi. Ancora due giorni fa il segretario era impegnato a ingaggiare un duello con Concita De Gregorio, se lei fosse o non fosse radical chic, un po’ come lamentarsi della temperatura dello spumante mentre l’aereo precipita. Mi rendo conto che la similitudine è scialba, ma faccio fatica a trovare le parole a restituire lo sbalordimento. Spero escano presto dall’ipnosi, lì dentro c’è ancora gente di valore, stimabile, penso a Dario Franceschini, ad Andrea Orlando, a Peppe Provenzano, a Walter Verini, gente che deve riprendere in mano la baracca perché resti in piedi.

    Bisogna che sappiano spiegare – come a destra stanno facendo i meno corrivi con la sbandata sovranista, come Renato Brunetta, Andrea Cangini, Mara Carfagna, il più recente Giovanni Toti – che Mario Draghi non è Mario Monti, Draghi avrà soldi da investire, Monti aveva soldi da recuperare, e li ha recuperati con qualche non rara brutalità, che i tempi sono profondamente diversi, che l’Europa ha un altro spirito, che Draghi è ammirato ma non amato in Germania proprio perché la sua politica alla Bce è quella che ci ha tenuti per la collottola e ha evitato che le finissimo con la testa sott’acqua. Se affonda l’ipotesi di Draghi, possiamo salutarci caramente e chiuderci in casa a pregare la madonna degli spiantati, attività cara a Matteo Salvini. Perché dopo le ultime 24 ore, dopo questo formidabile fallimento della politica, dopo questa spettacolare prova di impotenza ma soprattutto di inettitudine, il sistema è completamente saltato. Ma ha ancora la forza di far saltare il Paese.

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    • certo che per leggere ciò che scrive il piccolo “feltrino” sul “fuffapost” (e addirittura riportare qui articoli del) dimostra si debba avere una foresta nera di peli ispidi sullo stomaco… da far invidia a una pelliccia di un orso…!!!

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    • Jerome B.
      stavolta penso che tu abbia scambiato i tuoi desideri, legittimi, con la realtà che c’è sotto il cielo d’Italia.
      Con l’incarico improvviso a Draghi Mattarella ha sbagliato due volte. secondo me.
      Aveva fatto dichiarare o Conte o voto.
      Con il suo discorso di Governo autorevole per evitare il voto e combattere la pandemia, ha sconfessato il precedente Governo e le sue scelte, e nel contempo, ha tolto auterevolezza a Conte e ai suoi ministri, di cui non ha ANCORA accettato le dimissioni.
      Se Draghi non ce la facesse non si andrebbe lo stesso alle elezioni?
      Doveva mandarlo alle camere per togliere al parlamento ogni alibi e, a se stesso, ogni accusa.
      Tenersi la carta Draghi, solo dopo l’eventuale voto di sfiducia.
      Ora invece ha resuscitato il pezzo di merda che passa per il costruttore invece che per il distruttore.
      Non ce li vedo Berlusconi Lega Renzi e rimasugli vari votare per la riforme richieste dall’europa in cambio dei fondi.
      Renzi voleva solo far saltare Conte, non aveva un piano B, e’ dal 2016 che non ha piani B, ma uno solo: essere al centro della scena.
      Prima dici che Zingaretti è ostaggio dei parlamentari nominati dal Cazzaro Rosa, poi lo accusi di non avere un piano B.
      Accusi i 5 stelle di essere incoerenti su tutto e quando difendono il loro 33% e il loro Presidente del Consiglio, li tratti da incoerenti.
      Draghi, insieme a Trichet, è quello che ha dato il via alla mattanza nel 2011 con la lettera inviata al governo italiano in quella estate.
      E’ quello che da governatore poteva fermare la valanga, o almeno la poteva attuttire, quando hanno lasciato affogare la Grecia, per salvare i 200 miliardi di prestiti delle banche francesi e tedesche.
      Quando si sono accorti che la valanga stava per travolgere mezza Europa (Portogallo, Spagna, Italia, Francia) si è ricordato del suo ruolo di governatore della seconda Banca Mondiale, per importanza.
      Draghi è stato un economista sociale all’inizi, poi il più intransigente dei liberisti e ora sembra essere ritornato agli insegnamenti di Caffè, qual’è quello vero?
      Cosa e quanti compromessi potrà promettere a tutti per avere i loro voti di fiducia in un parlamento balcanizzato?
      Ora quale sarebbe il piano B?
      Draghi è un banchiere sopratutto, mi ricordo che Morgan Stanley chiese nel 2012 l’attivazione di una clausola di estinzione anticipata di un contratto capestro con danni per lo stato di 4miliardi, Draghi al tempo era governatore della Banca d’italia, il quale ha mancato anche la vigilanza sulle nostre banche, chiudendo gli occhi sul gioco a risiko dei banchieri nostrani, con conseguenze devastanti di li a pochi anni.
      Draghi ha guardato sopratutto a rendere più efficiente il mercato dei titoli più che a difendere i risparmiatori, basta guardare ora come si è mossa la Borsa.
      Nel mio piccolo, con questa crisi, comprando prima e vendendo oggi i miei BTP e azioni bancarie, ho guadagnato un pò di soldini, da acquistare la mia nuova auto elettrica compresi gli incentivi degli eco-bonus.

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  2. Avevo dimenticato un aspetto FONDAMENTALE.
    In queste situazioni la propaganda del capitone sciacallo È FENOMENALE.
    Il suo capo Morisi si posiziona SEMPRE dalla parte maggioritaria dell’opinione pubblica, così come emerge dai sondaggi.
    Non ci posso credere che venga lasciata alla lega la bandiera dell’Europa.

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  3. Jerome B. La popolarità Conte se l’è guadagnata con i risultati ottenuti anche se ha avuto sempre la stampa contro. Questi sondaggi a favore di Draghi sono l’effetto della propaganda fatta da certi media i cui proprietari hanno interessi ad accaparrarsi una belle fetta dei 200 miliardi di euro. Ma ci rendiamo conto cosa ha fatto Draghi alla Grecia? Sembra che parlino di San Francesco che fa miracoli
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_collasso_della_grecia_e_le_responsabilit_di_mario_draghi/11_39562/

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  4. Punto 4: convincere che non c’entri con le manovre di Renzi mi pare difficile. Non è che se uno gioca al poliziotto cattivo con quello buono, i due non siano una coppia di fatto.

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  5. Impensabile che l’innominabile ha fatto tutto ciò, c’è dietro la lunga mano delle Lobby, dell’industria, dei Banchieri, dell’informazione, delle mafie, dei politici. CI sono tutta una serie di personaggi all’interesse del Recovery, dove tutti si devono piegare , anche Mattarello che avrebbe dovuto rimandare Conte in parlamento avendo ottenuto la maggioranza relativa. Ora secondo me se si attenessero alle parole dette e giurate il M5S e il PD devono votare contro e vediamo che fine farà Draghi. Ma secondo la mia teoria voteranno tutti a favore.

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  6. Io sono dell’idea che non si possano valutare le intenzioni deducendole dai risultati, altrimenti si rischia di scadere nel complottismo più spinto.
    Non credo affatto che R. sia questo gran genio, anche perché il PDR avrebbe benissimo potuto fare un ultimo tentativo, dando a Conte il cosiddetto “incarico al buio” e, a quel punto, se fosse andata bene, Demolition man si sarebbe demolito da solo.
    Tutto l’atteggiamento di R rientra nel suo solito metodo: “comune di Firenze”, “Enrico, stai sereno”, popcorn vari e ora questo.
    È il classico scorpione della rana: cambiano le rane, ma lui risorge sempre, come L’ARABA fenice, per l’appunto.
    Adesso, questo essere infido e narcisista che, non essendo riuscito a svuotare il suo ex partito, intendeva distruggere l’alleanza in nuce di 5s, pd e Leu ed eliminare il suo avversario Conte, si pavoneggia, dall’alto della sua boria, vendendosi come “colui che ha fatto il bene dell’Italia”!
    Ma mi faccia il piacere, quando mai ha VOLUTO fare il bene di qualcuno che non fosse lui ed il suo ego ipertrofico?
    Purtroppo, tutta la schiera di giornalai che sta stendendo tappeti di bava per Draghi, ne sta riservando congrue quantità per questo traditore, che ancora non è stato messo sotto accusa per la questione araba.
    Non posso dimenticare e non sottolineare questa vicenda vergognosa, che mi auguro venga fuori in tutto il suo inquietante splendore.
    Ora, non giurerei, e ci spero, che Draghi non applichi, per questa serpe in seno, il metodo Erode: distruggerlo prima che osi fare qualche strana mossa anche con lui.
    A Erode non è riuscito… ma R non ha la protezione né di Magi, né di Arcangeli!

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    • Abbiamo un nuovo animale mitico: l’ARABA SCORPIONA ovvero lo SCORPONE FENICE! glu, glu, glu….sssccciaccccq… ghghghlll, ghghghlll… SPUT: …o partigiano, portami viaaa, o bella ciao, o bella ciao, o bella ciao, ciao , ciao…

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