Governo, la sgrammaticatura del contratto

(Franco Monaco – huffingtonpost.it) – Davvero non se ne può più dell’ipocrisia che avvolge da ogni lato e in tutti i suoi passaggi la crisi di governo. L’ultima bufala suona così: prima i contenuti, solo poi gli organigrammi. Ci prendono per gonzi. Offendono la nostra intelligenza. Non c’è un italiano minimamente avveduto che non abbia inteso che le questioni di merito, per sé rilevantissime, per i promotori della crisi contino zero; che esse siano cavalcate strumentalmente da chi ha aperto la crisi, cioè Renzi; che la ragione e l’obiettivo siano altro ovvero sbarazzarsi del premier Conte e non, come sostengono gli osservatori superficiali, per un dissidio personale (i due, per carattere, non si prenderebbero), ma per una genuina ragione politica intesa come  contesa per il potere. Renzi, la cui Italia Viva non decolla, va cercando un’altra via per uscire dall’angolo e Conte, ai suoi occhi, rappresenta un doppio ostacolo: sia in quanto egli assicura la saldatura tra PD e M5S nel governo oggi e in un’alleanza strategica domani che Renzi si propone di spezzare (facendo leva sulle divisioni interne a ciascuna delle due formazioni); sia perché Conte stesso, che ha capitalizzato un suo personale consenso, potrebbe candidarsi a occupare politicamente l’area centrale del sistema politico che Renzi aspirerebbe a egemonizzare. I problemi degli italiani sono l’ultima cosa.

Altro che crisi incomprensibile. Scellerata e irresponsabile sì, ma comprensibilissima. Una questione di potere, ove le questioni programmatiche (alcune eccentriche, altre scelte con cura in quanto divisive, ogni giorno avanzandone una nuova, seguendo la dinamica incrementale del “più uno”) sono manifestamente pretestuose.

In questa logica della dissimulazione e dell’ipocrisia si inscrive la proposta del “contratto di governo” da mettere nero su bianco. Non una novità. I precedenti non sono incoraggianti. Si pensi al contratto in sei punti con gli italiani firmato unilateralmente da Berlusconi in TV sulla scrivania di Bruno Vespa; si pensi al contratto siglato con solennità tra M5S e Lega alla vigilia del varo del governo giallo-verde, contratto rescisso nel giro di un anno.

Ma, ben al di là, della scarsa fortuna dei precedenti, il contratto di governo tra i partiti rappresenta una sgrammaticatura in punto di principio sotto tre profili. Primo: il contratto è istituto di natura privatistica, che contrasta con l’obbligazione politica informata all’interesse generale tra parti asimmetriche. Da un lato l’istituzione politica-governo, dall’altra la generalità dei cittadini. Secondo: come ben sanno i giuristi, il contratto disciplina gli interessi tra parti che si mettono così al riparo da sgradevoli sorprese. Per capirci: vi soggiace più la sfiducia più che la fiducia. Non un buon ingrediente per la politica, non un buon viatico per il varo di un governo. Terzo: nel caso in oggetto, stride con la prassi costituzionale la predisposizione di un programma “contrattato” tra i partiti del quale il premier dovrebbe essere il semplice notaio o il mero esecutore. All’opposto il premier deve essere l’artefice primo del programma di governo sin dalla sua elaborazione, dovendo poi egli assicurare la coerenza e l’unitario indirizzo dell’azione dell’esecutivo. Sennonché – ecco la contraddizione – è proprio sul premier che chi ha aperto la crisi non smette di giocare a nascondino per la banale, ma decisiva ragione che il problema sta proprio lì. E allora ci si esercita nei tatticismi e nell’ipocrisia. Non è una cosa seria. Ecco perché non se ne può più.

8 replies

  1. IL RENZI PLAN . Viviana Vivarelli.

    Renzi ordina e comanda:

    – TOGLIERE IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA (cos’è questo spreco di soldi pubblici? Se ci sono soldi, diamoli alle banche!)

    – LIBERALIZZARE I LICENZIAMENTI (jobs act 2)

    – VIA LO STATO SOCIALE (era riuscito a toglierne metà e deve finire l’opera)

    – PRENDERE IL MES (non c’è nemmeno la maggioranza parlamentare per votare il MES e nessun Paese europeo lo vuole ma lui e Zingaretti sono rimasti a disco fisso sul MES e non si schiodano)

    – LA BOSCHI MINISTRO DELLE FINANZE AL POSTO DI GUALTIERI (tra l’altro Gualtieri sotto le lenzuola è più sexi della Boschi se lo fotografa Toscani)

    -PONTE DI MESSINA (ma facciamo pure un Ponte sull’Albania così le mafie esultano)

    -VENDITA DI ARMI A BIN SALAM (lo vietano l’Ue, Conte e l’Europa ma chi se ne frega!)

    -RECOVERY PLAN SCRITTO (però grande, sul quaderno a quadretti di prima, e con i pennarelli di colore diverso, a strisce, a pallini, coi fiorellini, la decalcomanie e i fumetti di Lupo Alberto.. e se non gli piace, lo cancella)

    E non vuole nemmeno l’ius primae noctis e il culo degli italiani, com’è buono lui!!!!

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  2. E basta che ci vuole ai 5 stelle a dire” con Renzi mai più ,meglio le elezioni o un governo di unità nazionale ma senza di lui???? Disposti ad un governo per l’emergenza ma senza di lui.????
    ENTRO 5 minuti il 50 %degli italo vivoti tornerebbero all’ovile.

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    • Terribile, TOGLI il governo di unità nazionale. Ci manca solo che togli Renzi e imbarchi Salvini.
      A parte che, con questa opposizione, qualsiasi provvedimento tranne i ristori sarebbe bloccato.
      In più avrebbero le zampe sul recovery plan. 😱

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  3. Non è straordinario che su un giornalaccio, quale il Fuffa_in_Town_Post, vi sia un tale Franco Monaco capace di fare, nalla fattispecie, una analisi semplie, onesta e sensata quanto logica?

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  4. Ottimo articolo, che mette l’accento anche sull’intento DIVISIVO da parte di R. dell’alleanza tra 5s, Pd e Leu, che io ho sempre segnalato.
    A lui non importa niente di spaccare il m5s, come molti commentatori sostengono (a quello pensa il media unificato, suo compare), vuole impedire con tutte le forze questa coalizione che lo escluderebbe dal polo di centrosinistra e lo evidenzierebbe come marginale centro destrorso.

    Stante l’attuale presenza di questo rispettabile e onesto giornalista in campo nemico e minato, mi permetto di suggerire a Travaglio di tenere ben aperte le porte del Fatto.
    Franco Monaco arriverà a breve.

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