I Trettré

(Fabio Luppino – huffingtonpost.it) – Ad un certo punto mentre sistemi l’albero di Natale con la tv accesa, aspetti il tg, temi che nemmeno per pranzo il 25 e il 26 si potrà andare al ristorante e ti fai paziente e ti allinei perché al primo posto viene il bene di tutti, guardi distratto e stanco i titoli e come se non fossimo già sepolti da un mare di guai, ritorna montante la crisi di governo. A stanchezza aggiungi stanchezza, ma in fondo ne abbiamo osservate da dentro e da fuori qualche decina di altre di crisi di governo e, dunque, come tutti, cerchiamo di capire anche questa.

Irrompono sulla scena tre personaggi,  punti irrevocabili destinati a moltiplicarsi, ultimatum e penultimatum, le frasi di sempre, non è una questione di poltrone, quello che voleva i pieni poteri lo abbiamo mandato via… Insomma, non sappiamo ancora se nonna potrà salutarla qualcuno a Natale e alla vigilia, ma tremate tutti perché a Italia Viva fanno sul serio per farci maldigerire le feste. Renzi dimentico delle mille sconfitte torna a fare lo statista, la Bellanova dimentica dei tavoli di crisi non risolti (quelli risolti contano meno, come sempre) e dell’agricoltura dove non è che stia cambiando proprio granché, non le manda a dire a Conte, la Boschi dimentica di essere stata dimenticata da un bel po’, oggi invece su questi schermi ritorna a stretto giro per mettere punti (e sguardi) fermi, dicono, tutti, all’unisono, che stavolta fanno sul serio.

Prima del Covid stavano (e stavamo) più o meno nella stessa situazione. Allora c’era l’indigeribile prescrizione lunga, oggi la pletora di manager immaginata da Conte per gestire il Recovery plan a fare da miccia. Quando è troppo è troppo e allora, meraviglie della matematica, facendo tanto casino un partito dato tra l′1,5%-2% (virtuale) diventa l’ago della bilancia a cavallo delle feste. Quelli del 34% (M5s) (ormai quasi 32 viste le fughe nel gruppo fritto misto) e quelli del 18% (a tanto le derive renziane hanno ridotto il Pd alle politiche, ma sempre in doppia cifra rispetto a Italia viva) sono costretti a guardare e tremare. O a capire e smussare. Loro, i pieni poteri a Conte non li daranno (a parte che li ha già ampiamente usati tra dpcm e discorsi all’ora di cena, nemmeno De Gaulle).  

Archiviando i salti di qualità e i i rafforzamenti della squadra senza rimpasto richiesti da altre latitudini politiche, oggi siamo in attesa di Conte, perché l’attacco è partito, ma ora spetta a lui, “la palla è totalmente nelle sue mani”, fa sapere Matteo Renzi dal Corriere della sera. Quaranta minuti (tanto è durato il tribolato incontro sul far della sera così tortuosamente convocato, tra ripicche e rinvii) bastano per poi lasciarsi, se serve, “noi siamo liberi e coraggiosi, per noi la politica è passione, non sistemazione personale”, anche se lo stesso Renzi non lo accusa di niente, ma pretende che le cinque pagine della lettera consegnate siano condivise, o no. Ma mettiamo che non siano condivise o lo siano solo in parte o in minima parte, come andrà a finire? Noi tutti non dimentichiamo l’esultanza di Italia viva per aver conquistato nella stesura del precedente dpcm il pranzo al ristorante per il 25, il 26 e per Capodanno. Conte, ma anche Speranza, Boccia e Franceschini con l’appoggio esterno di Zingaretti (esterno perché non è ministro per quanto Bettini lo voglia) faranno quasi certamente saltare questo pasto tra poche ore. Come andrà a finire, allora? Salta anche tutto il resto? A quel punto, ma davvero, qualcuno i pieni poteri li prenderà. Con il consenso degli elettori, però.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. Conte solo una cosa deve fare, andare avanti sulla strada intrapresa senza se e senza ma. Il teatrino che lo continuino a fare questì inetti di Iv, (compresi Lega, FdI, PD e 5S). IGNOBILI. Spero che la maggior parte del paese non guardi (come Lei) i TG e sono sicuro che al pranzo di natale ci pensa solo l’establishment (loro si che si faranno natale e capodanno)

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    • Solo di poter mangiare al ristorante il 25 e il 26 si preoccupa, questo qui? Nessun altro problema al mondo?
      Ma così male si mangia, a casa sua?
      Eccheé!!
      Sui pieni poteri, che secondo il tipo sarebbero costituiti dai DPCM e dai discorsi all’ora di cena (guai a disturbargliela!), stendiamo un piumone pietoso.
      Che articolo miserabile.

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  2. Giovanni 2
    Un grande yogi, Sri Aurobindo, diceva che sono esistiti 4 asura (i sura sono gli dei, gli asura i demoni, il nostro satana).
    Due di loro, nei millenni, sono partiti per il loro cammino dell’evoluzione. reincarnazione ecc.
    Ne sono rimasti due. Durante la seconda guerra mondiale uno di questi due, il demone della morte, ha cercato di conquistare il mondo usando Hitler come suo strumento. non ce l’ha fatta, ed anche lui è partito, dalla sua condizione di subumano, nel suo viaggio evolutivo. Adesso sarà (aggiungo io) un burdigone (scarafaggio), non lo so. È partito per il suo viaggio.
    Ne è rimasto uno. È l’asura della menzogna, quello che sta agendo adesso. Oggi il “male” usa come arma la menzogna.
    Queste cose Aurobindo le diceva negli anni 40-50, subito dopo la seconda guerra mondiale.
    Aveva ragione, oggi viviamo la menzogna. la buona notizia è che dovrebbe essere l’ultima trappola gettata all’essere umano. Se ne usciamo (cioè quando impariamo a discernere), età dell’oro, era dell’acquario ecc ecc, chi più ne ha più ne metta. Perché non ci frega più niente.
    Naturalmente non si parla di caproni con le corna, ma di energie, di modi di esistere e manifestarsi di quello che definiamo sotto il termine di “male”.
    Ormai come umani siamo vaccinati un po’ contro tutto, rimane da vaccinarci contro la menzogna.
    Ma questa sembra la cosa più difficile.

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  3. EWAN
    “Pronto, chi parla!?”
    “Sono Matteo, se non ci ascoltate facciamo cadere il governo”.
    Conte: “Non vi preoccupate, mo’ me lo segno proprio”.

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  4. L’INDIPENSABILE BELLANOVA- Francesco Erspamer.
    Una volta i cavalli di razza facevano politica: Fanfani e Moro nella DC, per esempio. Non è che oggi non ce ne sarebbero: Di Maio e Di Battista avrebbero le qualità per diventarlo se non fosse che purtroppo il M5S non fa politica, fa solo il bene dell’Italia, che sarebbe magnifico se prima avesse convinto gli italiani che effettivamente quello è il loro bene, ossia se avesse fatto politica. Così come Conte, che almeno ha l’attenuante di non far parte di nessun partito. A fare politica sono allora (per estendere agli altri equidi l’immagine introdotta da Donat Cattin) le zebre, le quali in questo contesto mi servono per indicare i trasformisti, allo stesso tempo bianchi e neri, e gli asini, numerosissimi perché il liberismo, oltre che all’economia e alla morale, la sua deregulation l’ha applicata all’intelligenza e alla competenza.
    Accade così che ad accendere la tv immancabilmente ci si imbatta in personaggi imbarazzanti come Meloni e nelle sue lunghissime esternazioni, ostentatamente becere per coprire un vuoto assoluto di idee e di valori; o come Renzi, che ha distrutto ogni cosa alla quale si sia accostato e ciò nonostante (anzi, proprio per questo) continuano a permettergli di diffondere le sue cazzate quotidiane. O come Teresa Bellanova, che fino a ieri non sapevo chi fosse e adesso che lo so mi sento un po’ più depresso: capodelegazione di Italia viva e ministro, che siccome era altrove il governo non ha potuto prendere urgenti decisioni sul Covid. L’“indispensabile Bellanova” dovrebbe essere un ossimoro umoristico e invece è un fatto, che illustra la tragica deriva del nostro paese, nave sanza nocchiere in gran tempesta perché i validi nocchieri che pure esistono (non solo nel M5S) sono troppo preoccupati delle forme e della superiorità morale e così non si rimboccano le maniche, non si sporcano le mani, non affilano i coltelli per contrastare adeguatamente, cioè politicamente, i politicanti del nulla con i quali il neocapitalismo sta privatizzando gli Stati e americanizzando il pianeta. Solo la politica può salvare l’Italia e il mondo dalla dittatura mediatica e finanziaria, e la politica include ideali e progetti ma anche strategie e tattiche, include fini e mezzi, include compromessi, propaganda e sotterfugi, soprattutto include la capacità, quando necessario, di essere senza pietà e senza rimorsi.

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  5. CRISI DI GOVERNO O FORSE NO? – Viviana Vivarelli.
    Renzi dall’alto del suo 2%, cioè dalla sua nullità assoluta, si è divertito per una settimana a minacciare una crisi di governo a riempire i giornali dei suoi ultimatum dove giurava sfracelli ma Conte ha neutralizzato la sua grandiosa sceneggiata con una mezz’oretta di incontro cordiale, spostato per due volte e il ritiro di un memorandum in 15 punti, peraltro già circolato sui giornali dove il generaletto da due soldi ha stilato la sue roboanti richieste, che poi sono due: partecipare alla spartizione del bottino e pretendere l’inutilissimo MES di cui non ha proprio bisogno nessuno e che sancirebbe presso l’Ue la nostra dipendenza dalla Troika e presso le agenzie di rating uno stato fallimentare inesistente. Dunque tuonò, tuonò ma non piovve. E Renzuccio misura la sua sconfitta, presentando al popolo solo una figura roboante ma fasulla di cui tutti facevano anche volentieri e meno. Peccato che non ci sia una graduatoria delle figuracce perché Renzi la vincerebbe tutta, scendendo sempre più nel gradimento degli italiani, apparendo solo come il sassolino messo proditoriamente nella scarpa del corridore alle Olimpiadi. Insomma Renzi è utile quanto un porro sul naso di Miss Mondo alla vigilia della proclamazione. Quanto il raglio dell’asino nella capannuccia all’arrivo dei Magi. Ma non è vero che Renzi è del tutto inutile, è utile come esempio di ciò che non si dovrebbe essere e che non si dovrebbe fare se si vuole salvare un minimo di credibilità e di consenso. Ma che fa? Ormai le sbaglia tutte. La strada del diavolo è in rapida discesa e finisce solo all’inferno e lui è impegnatissimo a percorrerla tutta.
    Scrive Viva l’Italia: “Mi raccomando, per il bene dell’Italia, dell’economia, della salute, della collettività e anche delle forze progressiste e giallorosse ricompattatevi, fate pace. La gente non capirebbe una crisi di governo ed elezioni anticipate in piena pandemia! unità del governo giallorosso fino a fine legislatura e nuova legge elettorale con un bel sistema proporzionale puro! solidarietà al premier Conte un galantuomo. Solidarietà al governo giallorosso che sta lavorando bene. La gente vuole che il governo giallorosso duri fino al 2023, che la legislatura termini alla sua scadenza naturale e che la maggioranza giallorossa approvi una bella legge proporzionale con sbarramento basso (2%) in modo da attenuare i pericoli per il pluralismo e la rappresentanza derivanti dal taglio dei parlamentari. Crisi di governo ed elezioni anticipate sarebbero una follia che la gente non perdonerebbe. Innanzitutto, siamo in crisi sanitaria e crisi economica, aggiungere pure la crisi di governo sarebbe una follia. In secondo luogo votare in piena pandemia sarebbe una follia che causerebbe milioni di contagi! In terzo luogo da luglio c’è semestre bianco, poi nel 2022 c’è elezione del capo dello stato e quindi a quel punto è giusto e doveroso finire la legislatura naturalmente nel 2023. Peraltro sarebbe un suicidio per gli stessi parlamentari (di maggioranza come di opposizione) finire anticipatamente la legislatura quando molti di loro sanno che non saranno rieletti a causa del taglio dei parlamentari.”
    E un altro consiglia:
    “Mi raccomando, Renzi….Guardati allo specchio … E dopo esserti detto “Stai sereno”… rottamati!”

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