Raggi, sabato si va a sentenza. “Decisi io la nomina di Marra”

A processo per l’incarico al fratello del funzionario

(di Valeria Pacelli – Il Fatto Quotidiano) – “Secondo la Procura di Roma io avrei dichiarato il falso per coprire Raffaele Marra con il quale non avevo rapporti da tempo. Gli facevo fare ore di anticamera senza neanche riceverlo”. Virginia Raggi, ieri in aula per il processo che la vede imputata per falso, inizia le spontanee dichiarazioni parlando del rapporto con Raffaele Marra, ex capo del Personale del Campidoglio. Per la nomina al Dipartimento Turismo (poi revocata) del fratello di Raffaele Marra, Renato, la sindaca di Roma si ritrova a dover affrontare un processo. Assolta in primo grado perché il fatto non costituisce reato, la Procura ha fatto ricorso. I pm sono convinti che la Raggi abbia dichiarato il falso al responsabile anticorruzione del Campidoglio – che doveva rispondere all’Anac – quando ha affermato che nella nomina di Renato Marra, il fratello Raffaele aveva avuto un ruolo di “mera e pedissequa esecuzione delle determinazioni da lei assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali”. La sentenza d’Appello è prevista per sabato. Intanto ieri la Raggi ha parlato in aula. “Io ho risposto all’Anac – ha detto la sindaca – per ciò che è avvenuto sotto i miei occhi: Raffaele Marra per me ha svolto un ruolo meramente compilativo nella procedura che portò alla nomina del fratello. Non ci fu alcun tipo di valutazione, perché la valutazione l’ho fatta io”. La sindaca ha così ripercorso l’iter dell’interpello (la rotazione di un gran numero di dirigenti comunali), parlando anche di una riunione del 26 ottobre 2016, durante la quale secondo le accuse, sarebbe maturata la domanda di Renato Marra. “Non ero a conoscenza di quella riunione – ha spiegato la Raggi –, cosa peraltro confermata da chi vi aveva partecipato. Oggettivamente non avevo elementi per immaginare che le cose fossero andate diversamente da come ho scritto”.

In aula “volevo revocare subito, ma non si poteva”

Quando Renato Marra viene nominato al Dipartimento del Turismo “dalla stampa – ha continuato la sindaca – scopro che guadagnava di più. Mi infurio con De Santis (suo delegato per l’istruttoria, ndr) e Meloni (ex assessore, ndr). Così chiesi la revoca e la Turchi (ex responsabile della prevenzione della corruzione, ndr) disse che non si poteva fare, bisognava motivarla. Per cui ho preso questa nomina così com’era. L’ho dovuta ingoiare”. Finché arriva la lettera dell’Anac. “Il 30 novembre 2016, la Turchi – ha continuato ieri la sindaca – mi scrive una lettera riservata in cui mi informa che l’Anac aveva aperto un procedimento. Mi dice che lei risponderà per la sua parte. Così io parlo della parte che è a mia conoscenza”. Tra i quesiti dell’Anac, c’è quello – costato l’imputazione alla Raggi – sul “ruolo in concreto svolto” da Raffaele Marra. “Ha svolto ruoli compilativi”, ha ribadito la sindaca. Versione che ha reso anche durante il processo di primo grado convincendo il giudice Roberto Ranazzi che l’ha assolta. Per Ranazzi, come si spiega nelle motivazioni della sentenza, la sindaca è stata “vittima di un raggiro ordito dai fratelli Marra”. Tuttavia anche per il giudice di primo grado un errore la Raggi lo ha commesso: “L’affermazione che il Marra – è scritto nelle motivazioni – non ha partecipato alla fase istruttoria dell’interpello per le nomine da dirigente amministrativo non corrisponde alla realtà”. La sindaca, già durante il processo di primo grado, ha spiegato che si trattava di una deformazione professione. Concetto ribadito anche ieri: “Sono un avvocato civilista – ha detto in aula –. Ho scoperto con questa storia che l’istruttoria è dalla culla alla tomba. Io uso istruttoria per il significato che in quel momento aveva per me”.

Il procuratore generale: pena mite rispetto al danno

Ieri la sindaca ha risposto anche alle domande dell’accusa, nel frattempo cambiata: la pg Emma D’Ortona per motivi di salute non era presente, sostituita da Mario Ardigò. Il procuratore generale ha ereditato il fascicolo del processo venerdì scorso. Ed è a sua firma la memoria depositata ieri. Richiamando le motivazioni dell’Appello proposto dalla Procura, il pm scrive che “l’esito del giudizio di primo grado è palesemente frutto di un potente bias (inganno) cognitivo da immedesimazione. L’imputata è infatti una di noi, pratici del diritto, una avvocata, per di più di elevata qualificazione giuridica”. “L’inaffidabilità della comunicazione della sindaca – è scritto nella memoria – in merito alla richiesta di Anac di informazioni su elementi critici nella nomina dirigenziale di Renato Marra” “è stata accertata in maniera incontrovertibile”. Il pg chiede quindi di riformare la sentenza di assoluzione, con una condanna dell’imputata, “come chiesto nell’atto di appello della Procura (…) alla pena di 10 mesi”. “Una pena – aggiunge – certo mite rispetto al grave danno arrecato al sistema di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte della sindaca (…), ma che tiene conto (…) del fatto di una persona di elevata qualificazione giuridica travolta dall’arbitrio di una macchina amministrativa della quale all’epoca era inesperta”.

6 replies

  1. la motivazione fa ridire

    “”Il pg chiede quindi di riformare la sentenza di assoluzione, con una condanna dell’imputata, “come chiesto nell’atto di appello della Procura (…) alla pena di 10 mesi”. “Una pena – aggiunge – certo mite rispetto al grave danno arrecato al sistema di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte della sindaca (…), ma che tiene conto (…) del fatto di una persona di elevata qualificazione giuridica travolta dall’arbitrio di una macchina amministrativa della quale all’epoca era inesperta””

    insomma la Raggi per loro è colpevole, ma solo un pochino
    sembra più una supplica per accontentare qualcuno

    e a queste persone è demandata l’amministrazione della giustizia?

    Piace a 3 people

  2. mentrel’avvocato di rignano, il bomba cassaro rosa, per le assunzioni illecite di “amichi” fu assolto…!
    lui evidentemente é stato valutato dai suoi giudici come un avvocato di bassa caratura legulea, al contrario della meravigliosa Viginia che nel suo caso viene valutata (dagli inquisitori) come un avvocato eccellentissimo…!

    la giustizia dei due pesi e delle due misure e dell’io so io e voi nun sete un ca…!!!

    "Mi piace"

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