Conte vuole guidare la crisi, Renzi teme il voto e le fughe da Iv

COME AL PAPEETE – IL PREMIER DECIDE DI CONVOCARE I PARTITI: VUOLE “TRASPARENZA” SULLA FIDUCIA RECIPROCA. IL LEADER DI ITALIA VIVA ADESSO CORTEGGIA DI MAIO

(di Wanda Marra e Paola Zanca – Il Fatto Quotidiano) – A qualcuno ricordano i giorni dell’estate 2019. Solo che qui, anziché i mojito al Papeete c’è il Natale col Covid. E per qualcuno è anche una consolazione: “Nessuno ci manderà a votare in piena pandemia”. Non è il messaggio che ha fatto recapitare il capo dello Stato, per cui dopo il Conte 2 ci sono solo le urne. Messaggio che tutti hanno ben chiaro, oramai. Anche se molti confidano nell’ancestrale capacità del Parlamento di trovare altre maggioranze, pur di non sciogliersi. Ma quel che è evidente a tutti è che, appena varata la legge di Bilancio, si scatenerà il putiferio. Quello vero, non le schermaglie di adesso. Prima di ripartire da Bruxelles, dopo il vertice europeo che ha dato il via libera al programma Next Generation, Giuseppe Conte ha deciso di non fare più finta di nulla e di provare a “guidare la crisi”. Il messaggio gliel’ha recapitato via El Paìs lo stesso Renzi, in mattinata: un’intervista in cui si è detto pronto a far cadere il governo, proprio mentre il premier italiano era impegnato a trattare al Consiglio europeo. Conte perde la pazienza: “Ci sono istanze critiche, che sono state rappresentate in modo molto vocale, molto sonoro, in varie trasmissioni tv e vari giornali. Sono molto impegnato, ma non è che non cerco di tenermi aggiornato”. E allora chiede “trasparenza”, vuole “capire che cosa nascondono, quali obiettivi”. Un confronto con i partiti che finora lo hanno sostenuto, per chiarire se la fiducia c’è ancora oppure no. Il calendario è ancora da fissare, ma avverrà “presto”, dicono da Palazzo Chigi.

La crisi è profonda. E ha Matteo Renzi come testa d’ariete, ma una marea di giallorosa dietro di lui. Alcuni perfino assetati di vendetta: “Sapevamo dall’inizio che Iv sarebbe stata una spina nel fianco: ma cosa abbiamo fatto per fermarla? Niente, abbiamo continuato a sfamarli, accontentandoli su ogni singolo dossier. E adesso ci presentano il conto”.

Per la verità, non è che il premier avesse molta scelta, visto che Iv conta 18 senatori e il Conte 2 non sarebbe mai stato possibile senza l’avallo di Renzi, allora ancora nel Pd. Lui lo sa bene e ancora una volta si trova a una curva pericolosa della sua carriera, dove la cosa che reputa più inaccettabile è finire nell’irrilevanza politica. Quindi ancora una volta si gioca l’azzardo. E mentre il premier è ancora a Bruxelles, dicevamo, lo attacca frontalmente dalle colonne di El País. Continua a sostenere, Renzi, che “non si va al voto”, perché “bisogna prima verificare che non ci sia una maggioranza alternativa”. Renzi in realtà sa benissimo due cose. La prima è che tutti stanno lavorando per un assetto diverso – senza l’attuale presidente del Consiglio – a partire dal Pd, che pure ieri, prima con Goffredo Bettini, poi con Andrea Orlando agita la minaccia del voto (“No a Papeete di Natale, o si va a votare”). Ma la seconda è che la parola elezioni deve essere disinnescata il prima possibile: perché davanti a questa eventualità, la maggior parte dei parlamentari di Iv sarebbero pronti a lasciarlo solo nella sua decisione di sfiduciare Conte, consapevoli del fatto che a rientrare in Parlamento sarebbero forse meno di una decina di loro, stando ai sondaggi. Anzi, molti si sfogano con i colleghi del Pd, alcuni vorrebbero rientrare. Insomma, Renzi potrebbe non avere i numeri per staccare la spina.

Intanto gli abboccamenti si moltiplicano. Gli uomini di Iv fanno circolare la possibilità di un governo con Di Maio premier. Tanto è vero che spuntano post Facebook di fedelissimi renziani in difesa del ministro degli Esteri “massacrato” per un congiuntivo. Ma per lui sostituire Conte avrebbe non pochi ostacoli: difficile da reggere per il Pd, insopportabile per parte del Movimento, ostativo per l’entrata di FI. E infatti dalla Farnesina smentiscono che quest’ipotesi possa mai realizzarsi.

La carta vera sarebbe un governo a guida Pd. I nomi che si fanno circolare sono quelli di Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Ma anche qui: M5S reggerebbe? Al Nazareno sanno che si tratta di un gioco pericoloso. Per questo, dopo aver mandato avanti per giorni l’ex premier, ieri Nicola Zingaretti l’ha stoppato: “Nessuno deve chiedere marcia indietro a nessuno”. Non è piaciuto al Nazareno l’attacco a Conte in pieno Consiglio, non è piaciuto il suo voler dettare le regole. Il Pd teme che il gioco gli sfugga di mano. E che magari anche un approdo “light” come il Conte-ter a più evidente trazione Pd ormai non sia più a portata di mano.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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13 replies

  1. C’e un collante che non viene mai meno. Un collante che unisce tutti i parlamentari senza distinzione che li rende alleati nel non voler tornare al voto, esso si è ulteriormente reso più efficente dopo l’ultimo referendum .La consapevolezza persino nei potenziali candidati dei partiti vincitori della competizione elettorale di non avere la certezza di essere rieletto per via della riduzione dei parlamentari.Da queste considerazioni si può concludere che Conte resterà dove si trova.

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  2. “Non è piaciuto al Nazareno l’attacco a Conte in pieno Consiglio, non è piaciuto il suo voler dettare le regole.”
    Da che cosa si evince? Non hanno detyo una patola!

    Questo buffone non ha niente in mano, punta sul far cedere Conte per far vedere al mondo che il potere ce l’ha lui, e se così non sarà, e io lo spero, Giuseppi tira dritto, il bomba confida sul fatto che il pdr non se la sentirà di sciogliere le camere in questo momento. Deve tuonare un’altra volta un po’ più chiaro, e vedremo i 18 senatori rimangiarsi tutto. Rimangono lui, la cavallina storna (cit) e la vispa teresa.

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    • @paolapci,
      Quello ha già in mano un accordo con la destra.
      Mi ci gioco le…orecchie e tutti gli organi pari che ho.
      Altrimenti non avrebbe detto a El Pais che secondo lui esiste una “ampia maggioranza “in parlamento per un nuovo governo senza andare a elezioni.
      Che poi , il Parlamento dovrebbe essere prima”Pensamento”.

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      • Ho capito stai puntando alla pensione!

        Mattarellum, in tal caso si sbilancerebbe dalla parte di Conte (facendo uno sgarbo istituzionale?
        “ma chi se ne frega, direbbe lui”, non è la prima volta che un PDR lo fa) per il semplice motivo che non lascia la nazione in mano a un Delinguenti
        dichiarato e 3 Scalmanati senza che il popolo li elegga “legittimamente”
        bye

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      • Che inguaribile ottimista che sei! L’accordo ce l’ha con i suoi prodi rimasti nel pd. Con le destre non ha i numeri se non si aggiungono le serpi rimaste in seno.

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  3. Renzi ha la bava alla bocca, perchè i poteri più o meno occulti che lo sostengono, pretendono fatti (soldi) dal Recovery, per cui il CAZZARO ROSA non ha scelta, deve fare qualsiasi cosa per arrivare in meta, non ha importanza come, fosse anche allearsi con i topi di fogna.
    Se venisse accontentato CONTE dormirebbe tra due guanciali.
    Vedrete che per tenere in piedi questo governo, molti del PD e del M5S cercheranno di far cedere Conte e Gualtieri.
    Un buon tattico gli darebbe un ruolo puramente decorativo ed altisonante ma nessun portafoglio perchè sparirebbe subito.

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