Castelfranco Emilia (MO), rottura dell’argine del Panaro: solidarietà e vicinanza alle famiglie colpite

ROTTURA DELL’ARGINE DEL PANARO:

SOLIDARIETA’ E VICINANZA ALLE FAMIGLIE COLPITE,

GRAZIE A PROFESSIONISTI E VOLONTARI INTERVENUTI,

MA CAUSE ED EVENTUALI RESPONSABILITA’ VANNO ACCERTATE

Nella mattinata del 06/12/2020 si è verificata la rottura dell’argine del Panaro nei pressi di Gaggio, circostanza che ha costretto diverse famiglie ad essere evacuate, non solo di Castelfranco Emilia, ma anche della vicina Nonantola.

La zona della rottura è, in pratica, a ridosso di quella che fu oggetto di analogo evento verificatosi il 19/01/2014 e, quindi, doveva essere oggetto di un monitoraggio e controllo “particolare”. Sono stati eseguiti? Ci sono stati interventi di manutenzione?

Le previsioni metereologiche, già alcuni giorni prima, avevano previsto abbondanti piogge che, associate allo scioglimento delle nevi, avrebbero dovuto far scattare controlli puntuali, ma, addirittura, sembra che a dare l’allerta siano stati alcuni Cittadini che si sono ritrovati sommersi e già questo aspetto merita di essere chiarito.

Sembra anche che uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia del 2015 avesse preannunciato il possibile verificarsi di un evento simile a quello registrato nei giorni scorsi ed allora ci chiediamo quali interventi di manutenzione siano stati eseguiti nel mentre, quali istanze e progetti ed a chi fossero stati richiesti, individuati o proposti per adeguare e rinforzare per la necessaria messa in sicurezza l’argine già analogamente rotto in un punto vicino a quello della rottura attuale, forse con finanziamenti erogati, ma rimasti inutilizzati.

L’aspetto più significativo e meritevole, a nostro avviso, di attenzione è quello relativo alle casse di espansione a Sant’Anna (Comune di San Cesario) risalenti a quaranta anni fa, costate oltre 30 milioni di euro e, a quanto pare, mai collaudate e da annoverarsi tra le grandi opere incompiute e forse neppure più rispondenti all’evoluzioni climatiche e normative. Quanto è costato ad oggi il procedimento di collaudo e quando sarà portato a termine? Si riuscirà entro il 2021? E in 40 anni, quali sollecitazioni e richieste per detto collaudo sono state fatte dall’Unione dei Comuni del Sorbara e dai singoli Enti interessati?

Sembra che si sia scelto di non aprire la cassa di espansione secondaria per evitare danni ancor più gravi di quelli verificatisi anche perché, nelle aree che l’apertura avrebbe invaso con l’acqua, nel mentre, sembra siano state insediate unità abitative, produttive e ricreative. Ma quando sono state concesse le licenze/autorizzazioni per questi insediamenti si è ritenuta la zona comunque sicura?

Ancora, ci chiediamo se, a seguito degli eventi sismici del 2012 siano state individuate le zone potenzialmente suscettibili di liquefazione e se siano state eseguite le opportune verifiche di stabilità delle strutture e infrastrutture presenti in quelle zone, degli argini fluviali potenzialmente interessati oltre che delle reti (acquedotti, fognature, rete gas, ecc.) che le attraversano.

Infine, ci chiediamo quali attività sono state poste in essere e con quali risultati sia dal Comune di Castelfranco Emilia che dall’Unione dei Comuni del Sorbara, di concerto con la Provincia di Modena,  nell’ambito del piano sulla sicurezza dei corsi d’acqua e a tutela degli argini contro i danni provocati dalla fauna in base alle vigenti norme atteso che la Regione Emilia Romagna ha legiferato in materia adottando il Piano regionale per il controllo della nutria e delle specie fossorie quali istrice e tasso.

Ovviamente, esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie colpite dall’evento, il nostro ringraziamento ai professionisti e volontari che sono intervenuti, ma riteniamo doveroso anche accertare le cause e le eventuali responsabilità ed è per questo che abbiamo presentato una specifica interrogazione urgente all’Unione dei Comuni del Sorbara, al Comune di Castelfranco Emilia ed abbiamo interessato, per quanto di competenza, la Procura di Modena, la Corte dei Conti, la Prefettura, la Provincia di Modena, l’Aipo e il Comune di San Cesario.

Attendiamo le risposte e soprattutto auspichiamo e chiediamo interventi manutentivi e strutturali, non più solo “pezze” o annunci più di bandiera che di sostanza, che mettano in sicurezza il territorio e i Cittadini.

Castelfranco Emilia (MO), 10/12/2020

Cristina Girotti Zirotti

Capogruppo Lega Salvini Premier

Modesto Amicucci

Capogruppo Liberi di Scegliere

                             Enrico Fantuzzi

 Consigliere Lega Salvini Premier

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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