Cuore di mamma

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non essendo mai riuscito ad arrivare primo alle elezioni politiche, l’Innominabile si accontenta del record mondiale della lite temeraria. Così, non bastando le 15 intentate al Fatto, ne annuncia una contro Davigo, colpevole di avergli ricordato in tv che “non basta essere onesti: bisogna anche sembrarlo” (alla parola “onesti”, ha messo mano alla fondina). Ora, non vorremmo frustrare le sue scarse speranze residue, ma temiamo che il record sia già assegnato di diritto per almeno trent’anni a Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidentessa del Senato, che ci ha appena recapitato un atto di citazione ineguagliabile. Più che una causa civile, una pièce teatrale che inaugura un nuovo genere drammaturgico: il vaudeville giudiziario. Già la “premessa in fatto” è irresistibile: “L’attrice (cioè lei, ndr) è notissimo avvocato matrimonialista, di fama nazionale, che ha sempre condotto grandi battaglie a tutela delle donne e dei minori…”: tipo Ruby, la celebre nipote di Mubarak, almeno secondo la mozione votata nel 2011 dal centrodestra, Casellati compresa. “…e in generale a sostegno della famiglia in tutte le sue espressioni”: infatti nel 2005, sottosegretaria alla Salute, assunse come capo della sua segreteria sua figlia Ludovica con uno stipendio – scrisse Gian Antonio Stella sul Corriere – “di 60mila euro l’anno, quasi il doppio di quanto guadagna un funzionario ministeriale del 9° livello con 15 anni di anzianità”.Ma l’autoagiografia prosegue: “Scesa in politica (sic, ndr) nell’anno 1994 ha assunto fin da subito ruoli di vertice…”: tipo presidente di commissione, vicecapogruppo di FI, sottosegretario e commissario provinciale del partito a Rovigo. “…distinguendosi per competenza ed equilibrio, e manifestando grande dignità e rispetto nei confronti delle istituzioni”: infatti nel 2013 partecipò alla gazzarra dei parlamentari forzisti davanti al Tribunale di Milano che osava processare il suo capo e, quando quello fu condannato per frode fiscale ed espulso dal Senato per legge (Severino), si presentò in aula di nero vestita insieme alle altre prefiche in segno di “lutto per la democrazia” contro un fantomatico “plotone di esecuzione”. Caso tipico di equilibrio, grande dignità e rispetto nei confronti delle istituzioni. Esaurita la causa di autobeatificazione, si passa alle vite dei congiunti. La figlia Ludovica lavora a Mediaset e Publitalia ’80, poi “per ragioni familiari si dedica esclusivamente al cicloturismo”, diventando subito “un punto di riferimento per il mondo a due ruote”, ma anche “nel mondo del web”, dove “è conosciuta come Ladybici”. Accipicchia. Spiace che, nella fretta, sfugga alla biografa l’impiego di Ladybici a capo della segreteria di mammà.

Poi c’è il figlio Alvise, “violinista, manager e direttore d’orchestra”, che voi non ci crederete, ma è “considerato uno dei talenti emergenti degli ultimi anni”. Cuore di mamma. Voi direte: ma perché vi fa causa? Perché il Fatto “ha imbastito una pressoché quotidiana campagna di dileggio dell’attrice (sempre lei, ndr)”. E non perché abbiamo pubblicato fatti falsi (sono tutti veri), ma perché lei è “donna, per di più eletta nella lista di Forza Italia”. Insomma, siamo sessisti: mica come il suo capo, sempre così rispettoso del gentil sesso fin dalla più tenera età. Segue una lista di articoli improntati al “vituperio e vilipendio” che avrebbero leso la sua immacolata reputazione e rovinato la sua vita e la sua famiglia: tipo quelli sulle strabilianti coincidenze fra i concerti di Alvise in giro per il mondo e le sue missioni istituzionali nelle stesse località, anche le più remote ed esotiche, tipo Colombia e Azerbaijan (dov’è popolarissima e tutti la vogliono); e sul suo strano vitalizio extralarge, esteso agli arretrati del Csm, in barba ai regolamenti parlamentari.A noi parevano fior di notizie, non su una passante, ma sulla seconda carica dello Stato, che potrebbe pure diventare la prima (Dio ci conservi Mattarella). Invece per lei dare notizie vere è “stalking mediatico” e “fuoco di fila circa tre volte la settimana”, prima e dopo i pasti. La prova? Siamo “l’unica testata nel panorama della stampa ad aver mantenuto un tale atteggiamento”, mentre le altre non le danno mai fastidio. Il che – testuale – “allontana qualsiasi ipotesi di oggettiva esigenza notiziale”. L’idea che noi facciamo i giornalisti notiziali e altri i camerieri servili non la sfiora. E dire che si crede “in primis giurista”. Infatti ci accusa di averla “colpita nei suoi affetti più cari” e, per tutta risposta, ci colpisce nel portafogli. Però si contenta di poco: 150mila euro. E “non certo per finalità di locupletazione personale”: solo per lenire un po’ “l’incidenza negativa” dei nostri articoli “sulla qualità di vita dell’attrice”. Si è sentita poco bene? Peggio: è “condizionata dall’automatica insorgenza di remore ogni qual volta ella, come madre, si trovi a condividere esperienze e successi dei figli”. Pensa di nominare Ludovica da qualche parte? Ecco insorgere automatica la remora: oddio, cosa scriverà il Fatto? Non solo. La “campagna mediatica la turba, avvilisce e scoraggia dal partecipare ai concerti del figlio Alvise” e addirittura “la induce a rinunziare spiacevolmente e ingiustamente alla propria presenza ai concerti, e alla passione per la musica”: non mette più su nemmeno un disco, per dire, “quando la musica è interpretata e diretta dal figlio”. Non so voi. Ma io, nei panni del Maestro Alvise, qualche domanda me la farei.

47 replies

  1. Delle beghe di Trabajo, almeno a me, frega unca e se le dovrebbe tenere per sé (capisco anche che una comica così è difficile non divulgarla), ma se una come “l’attrice” o “ella”, può arrivare dove è arrivata, in ItaGlia non ci può essere più speranza, ma solo Speranza, e Trabajo avrà sempre, buon per lui, vita facilissima…

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    • Al felino sfugge che l’attrice o begante che dir si voglia sia la seconda carica dello Stato, indi per cui a me interessa sapere come dedica il suo tempo, considerando costei una mia dipendente…

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      • Alla “sarda in saòr” sfugge che anche a me interessa come dedica il suo tempo, quello istituzionale però, non quello privato nel quale bega con Trabajo: chiaro?

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      • Mi inchino alle capacita’ feline di identificare in una missione di Azerbaijan il ruolo istituzionale, ostante la fortunata coincidenza dl concerto prolifico della prole musicale. Ma, si sa, i felini hanno sette vite e “occhi di gatto” (questo e’ il nome del trio compatto)…

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      • Ma poi, di quale bega privata si starebbe parlando? Credo che anche quel battibecco, tirato fuori da noi commentatori, non da MT, avesse un tema più che “pubblico”, oltre che svolgersi PUBBLICAMENTE , in TV.

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      • Non ha capito un cazzo “sarda in saòr” (la ciliegina non stupisce, per cui soprassediamo…): dove avrei mai identificato “…in una missione di (sic) Azerbaijan il ruolo istituzionale”? Io parlavo semplicemente di “… ci ha appena recapitato un atto di citazione ineguagliabile”: che interessa all’Universo delle noie legali del Trabajo? La tagliamo ancora più fina la prossima, col laser?

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      • Ringrazio il raffinato felino: dissemino i miei post di refusi che lui, ottimo proofreader, scova senza tema e senza sosta. Ebbene si, lo ammetto, mi sono accorto di aver sbagliato un “di” invece di un “in”, sono colpevole, aspetto la Quaresima per la cenere in testa che il felino dispensera’ generosamente. Ora, visto che il baffuto fatica a capire, provo a usare un “miao” alla sua portata. Se la seconda carica dello Stato, invece di rispettare la stampa libera, fa querele ad minchiam (o ad minkiam che dir il felino voglia), io lo voglio sapere, perche’ e’ ne suo diritto, ma la qualifica sotto il profilo politico e io lo voglio sapere. La seconda carica dello Stato ha oneri e onori: fra l’onere c’e’ anche quello di aver poco margine veramente privato (beh, se si mette le dita nel naso, in effetti, mi interessa poco) e di rispondere delle sue azioni che la qualificano in senso politico. Questa querela lo e’.Miao. Io non capisco un cazzo, ma miao miao fatica a fare 2+2. PS Prego, corregga pure le bozze, in fretta, please. Meow.

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      • Ma qui siete tutti malati! Per la terza volta lo rispiego: i “sic” non vogliono essere una segnalazione di un errore (è evidente, in più, che in questo caso trattasi di una svista…), ma la conferma che non è una disattenzione del redattore che riporta la citazione. Quante volte lo devo dire?…

        Allora usiamo il laser. Leggo: “…E non perché abbiamo pubblicato fatti falsi (sono tutti veri), ma perché lei è “donna, per di più eletta nella lista di Forza Italia”. Insomma, siamo sessisti: mica come il suo capo, sempre così rispettoso del gentil sesso fin dalla più tenera età. Segue una lista di articoli improntati al “vituperio e vilipendio” che avrebbero leso la sua immacolata reputazione e rovinato la sua vita e la sua famiglia…”.

        Ora, a parte che non si capisce chi la Casellati abbia querelato, se la redazione, Travaglio come persona giuridica (direttore) o Travaglio come persona fisica, quando una si sente offesa come donna e non contesta i fatti istituzionali che la riguardano, ma solo quelli della sua famiglia, non è più in quanto seconda carica dello Stato che fa la querela, ma in quanto cittadina. Lasciando perdere la “libbbera stampa” (ahahahah), il tuo “voglio”, quindi, te lo puoi pure mettere là. Trabajo ci ha voluto rendere partecipi di questa assurdità? È stato, minimo, inopportuno: Trabajo aveva già denunciato a suo tempo tutte le cose istituzionalmente imbarazzanti che interessavano la Casellati; facendoci partecipi di questa comica, non ha aggiunto nulla di rilevante, ma si è limitato a sputtanare, meritatamente se si vuole, una cittadina. Quando si fa un mestiere delicato come il giornalista, a maggior ragione se direttore responsabile di una testata, bisogna saper scindere deontologicamente ciò che è la funzione pubblica e istituzionale e la persona che ne è il supporto. Quando non c’è più nulla che interessi la prima, ci si ferma e se si ha tempo e non si ha altro da fare in quel momento, si va al bar a bere un caffè, ci si fa una canna, o si va dall’amante a Formentera, a seconda dei gusti…

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      • Mamma mia, come affila le unghie il felino. <> dove di preciso? Il Fatto Quotidiano non prende contributi statali, quindi affermo che si possa chiamare “stampa libera”. Poi, so bene come sia orientato politicamente, e lo leggo perche’ mi ci ritrovo. Liberamente.

        C’e’, certo, la liberta’ di criticare sempre tutto e tutti a prescindere come un Gatto che guarda le alici di “Dado-memoria”, ma quella liberta’ a noiosa e banale ai miei occhi.

        De facto, la Casellati fa una querela per intimidire – a mio modesto e umile avviso – una delle poche voci non omologate del giornalismo italiano, e, per me, l’unica seria, basandosi sul nulla. Io ci vedo un intento intimidatorio, di cui sono a conoscenza grazie all’articolo di… a proposito, si chiama Travaglio, il giochetto di storpiare i nomi fa molto Emilio Fede. Miao.

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      • Il nel precedente commento va letto: “Il tuo “voglio” te lo puoi mettere ” – citare le frasi migliori, comporta dei rischi.

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  2. Ho le lacrime.
    Per chi fosse interessato, suggerisco di recuperare gli interventi dell’attrice, prima che il suo donatore di lavoro fosse condannato: allora il codazzo di gente preoccupata e iscritta sul libro paga del padrone si presentava ovunque a difenderlo, ebbene l’attrice non conosceva manco il capo di imputazione e pensava di spuntarla con Travaglio, ricordandogli pure che lei è avvocato, e conosce molto bene il diritto. Prima però prendetevi una pasticca di qualcosa, perché pensare che è poi diventata pds vi farà sentire male.

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      • e Di Maio… innamorato del Cazzaro Verde, compreso Grillo
        ricordare le sue parole
        “Salvini? è uno che mantiene la parola” o era una delle sue battute?

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      • @Adriano58
        Il M5S aveva già rifiutato quell’altro (come si chiama, Romano?) adducendo come motivazione i problemi giudiziari.
        Tac.. gli hanno piazzato questa che era pulita, che cosa facevano? Rifiutavano perché era l’avatar di Berlusconi?
        Certo era la cosa da fare, ci abbiamo sperato, ma sarebbe sembrato pretestuoso…

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      • @adriano58
        Beh, all’inizio sembrava così. Io stesso, nonostante fortissimi dubbi, ho cominciato a pensare che forse faceva sul serio visto che molte cose con la Lega sono comunque state fatte. Quindi come biasimare Di Maio e Grillo?

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  3. La Contessa Maria Elisabetta Alberti Casellati Serbelloni Mazzanti Viendalmare (ma quante sono?)
    s’adonta (adontarsi = incazzarsi come una biscia) quando qualcuno (Travaglio… which else?) le legge
    la vita inanellando l’una dietro l’altra le sue malefatte.
    Un’altra delle mancanze che si possono addebitare al nuovo corso del M5S è quella di non aver
    provveduto (lo so che è difficile con simili compagni di viaggio!) a riformare l’istituto della querela
    rendendolo moooolto più oneroso per chi distribuisce liti infondate e temerarie come fossero
    noccioline.
    Se l’attore (o guitto?) della lite dovesse soccombere e fosse costretto a pagare all’ingiustamente
    querelato, da dividere fifty-fifty con lo Stato, la somma richiesta come risarcimento, improvvisamente
    l’epidemia di “querelite compulsiva” (il nome Renzi vi dice qualcosa?) sparirebbe all’istante.

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      • Come sempre, tanto di cappello per il tuo commento, Piero!

        Mi permetto, però, e con un certo imbarazzo, di farti notare che si scriva “who else” e non “which…”, in quanto riferito a persona e non a cosa. 😊
        Un caro saluto da Firenze, Piero. 😅

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      • @Cekko Bilecco
        Con imbarazzo ben più grande del tuo chiedo venia, mi cospargo il capo di cenere e da
        domani indosserò il cilicio per almeno una settimana.
        Scherzi a parte, la mia frequentazione della lingua inglese non è così pacifica e amichevole
        come mi piacerebbe… pazienza! Un caro saluto da Genova.

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      • @Anail
        Posta ricevuta e risposta inviata. Grazie Liana

        P.S.: Ribadisco l’invito agli amici del forum di far precedere le loro risposte ai commenti
        dal nick dell’utente che li ha postati.
        Il sistema di sfalsamento utilizzato dal sito non è molto efficiente.

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      • Figurati, Piero. E ora avverto Cekko, perché anche lui, se non torna qui, non scopre di avere una risposta, visto che anche quella l’ho ricevuta io…Mi sento una staffetta partigiana! 😊

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    • @pieroiulia
      Lasciamo perdere la riforma della prescrizione.
      Quello che tu proponi sarebbe una formidabile barriera per chi non fosse ricco.
      Eh già, come potrebbe una persona che fa fatica ad arrivare a fine mese, semmai con famiglia a carico, a far valere le proprie ragioni in caso di torto subito se prima non trovasse il denaro da immobilizzare per anni in una causa civile, col concreto rischio di prescrizione nel penale??
      Quindi nella tua visione solo chi è ricco potrebbe permettersi di sporgere querela pagando???
      Chiedo per un amico critico e che si pone domande.
      Costui invece propone il pagamento delle spese processuali per tutti i soggetti, querelato e tribunale, nel caso fosse dimostrata la temerarieta’ della causa intentata, con l’aggiunta di una sanzione commisurata AL PATRIMONIO. Al reddito NO, perché troppo diffusa è l’evasione in questo stato mafioso.

      L’82% dei redditi dichiarati nel 2018 derivava da pensionati e lavoratori dipendenti (!).

      https://www.fiscooggi.it/rubrica/dati-e-statistiche/articolo/dichiarazioni-irpef-e-iva-2018-online-statistiche-del-mef

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      • Jerome, ma Piero intendeva riferirsi alle liti infondate o temerarie. Dubito che una persona poco abbiente si avventuri ad intentare ripetute cause temerarie, come fanno Renzi e altri, più a scopo intimidatorio che altro.
        Stante lo stato del nostro sistema giudiziario, mi sa che, se non ha motivi più che validi, neanche una persona “normalmente benestante” (per distinguerla dall'”eufemisticamente benestante”), si azzarderebbe.
        A questo scopo, prevedrei anche una corposa e proporzionale sanzione a carico dell’avvocato querelante, giusto per evitare che gli brillino gli occhi comunque, sapendo in partenza di perdere la causa, ma guadagnarci.

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      • @Anail
        Partiamo dall’assunto che la legge debba essere uguale per tutti.
        Querelare lasciando una caparra deve valere SEMPRE E PER TUTTI.
        Una querela non la si può considerare temeraria finché non si arriva al dibattimento dinanzi all’autorità giudiziaria.
        E valendo tale principio della caparra saresti comunque costretto a rilasciarla anche quando tu avessi ragione prima, durante e dopo l’attività del giudice.
        E non mi va nemmeno giù l’idea di punire l’avvocato.
        Il diritto alla difesa è imprescindibile per qualsiasi società che voglia dirsi civile.
        Perché l’alternativa sarebbe la legge del taglio e, tipico delle dittature e teocrazia, abituate a risolvere sbrigativa ente e velocemente le questioni giudiziarie con decisionei di pancia.
        Ribadisco. Una volta accertato con dibattimento in tribunale che si trattava di lite temeraria, chi l’avesse promossa andrebbe punito toccando lo nel patrimonio.
        Però, ad oggi, non esiste una legge specifica in questa materia per difendere le persone oneste da stalker giudiziari.
        Che ci pensasse il Parlamento a proporla e vararla.

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      • Jerome, ma perché parliamo di caparra? Non mi sembrava che Piero l’avesse proposto e neanche io, ma sono ignorante in materia e magari è un sistema già in uso? Certo, la caparra sarebbe penalizzante, ne convengo, ma si parlava di sanzioni a posteriori, come quella che hai proposto tu. Inoltre io proponevo una sanzione per l’avvocato in quanto, da conoscitore della legge, dovrebbe essere conscio della temerarietà della causa, ben più del querelante e, anzi, potrebbe approfittare della sua ignoranza in merito, per convincerlo ad intentare una causa conveniente solo per lui. Sono a conoscenza di avvocati che, lungi dal consigliare i querelanti, li hanno spinti ad intentare cause palesemente temerarie, convincendoli anche di avere ragione e di poter contare sulla vittoria, tanto loro non ci perdevano nulla anzi. Il risultato lo immagini… quello non era diritto alla difesa(casomai all’attacco), era truffa con circonvenzione d’incapace.

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  4. e pensare che, l’attrice nel ruolo di serva del suo donatore di lavoro, il noto delinquente naturale che pagava la mafia, é diventata presidente del senato coi voti del moV…!!!
    che vergogna… che tradimento degli onesti (33%) che hanno votato pentafive…!!!

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      • @SOMARO CRIMINALE NEGAZIONISTA
        Dovresti vegetare sotterrato dal peso delle tue uscite Negazioniste, dal tuo disprezzo verso i morti causati dall’epidemia, dalla tua partigianeria oscena verso i decerebrati no mask, FREEVIRUS e no Vax.
        Sei il solito C0J0NE che scrive stronzate di auto compiacimento quale unico custode e depositario delle regole grammaticali.
        Un conta peli in altrui q.li per dare un senso alla sua inutile e non richiesta partecipazione a commentare gli articoli proposti dal blog.
        Torna nelle catacombe delle fogne in cui ti ha figliato quella cagna perennemente in calore che ti CAG0′ tra putridi liquami.

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      • E chi lo dice che io disprezzerei i morti, putrido cacciaballe? Tu, infame? Dovresti vegetare sotterrato dal peso delle tue uscite Affermazioniste, dal tuo disprezzo verso i morti per altre patologie non più prese in considerazione (decessi per infarti triplicati, ecc…, ecc…) causati dalla falsa pandemia (epidemia dici? Quindi non siamo in pandemia: buono a sapersi…), dalla tua partigianeria oscena verso i decerebrati sì mask e sì Vax.
        Sei non il solito, ma l’unico C0J0NE che scrive stronzate di auto compiacimento, quale unico custode e depositario di un turpiloquio che non riesce nemmeno a offendere, perché fa solo ridere e che è preso seriamente e caldeggiato solo dai deficienti tuoi pari (che qui abbondano…).
        Difficile che io, poi, conti peli in altrui q.li: a forza di prendervelo, siete diventati glabri! Per dare un senso alla tua inutile e non richiesta partecipazione a commentare gli articoli proposti dal blog sei costretto a usare parafrasi ed esempi affini alla tua intima natura di “water aziendale”, che non può permetterti di pensare ad altro che a putridi liquami, visto che tutti i giorni, senza che tu te ne accorga, ti cadono in testa e te li bevi.
        PS: la cagna della prosa è l’amante di tuo padre, che è riuscito, nonostante tutto, a preferirla alla stronza che ti ha messo al mondo! Pensa un po’ come devi essere messo…

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      • e.c.: “… la cagna della prosa è l’amante di tuo padre, che è riuscito, nonostante tutto, a preferirla alla stronza DELLA MOGLIE che AVREBBE DOVUTO METTERTI al mondo!…”.

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      • @SOMARO CRIMINALE NEGAZIONISTA
        BASTARD0 E LURlD0 devo ricordarti quando dubitavi, ERA Agosto, dei 35.000 morti da Covid fino a quel momento raggiunti.
        Di ricordi delle tabelle ISTAT sul numero di morti fra febbraio, marzo e aprile nelle province lombarde? In Lombardia morirono il 190% di persone più del 2019. E con la tua ghenga di profili alias dell’ignobile giannini sostenevate che non fossero dovuti al Covid.
        È a cosa allora? Ad un’epidemia di infarti?

        Continua ad inqlarti con giannini, MASTERCAZZ, Riccardo e gli altri profili alias che trollavano minkiate.
        Sei uno svergognato e vile che non ha nemmeno il coraggio di assumere le proprie responsabilità per le passate dichiarazioni estive.
        Avevi scritto di voler abbandonare il blog ma ti ritrovo ancora a pontificare scemenze.
        E smettila di comportarti da bimbominkia che risponde col giochino dello specchio riflesso per alleggerirsi delle sue colpe dopo essere stato beccato in flagranza di idiozia.

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      • Non sei all’altezza di capire un cazzo nemmeno della lista della spesa che ti fai fare dalla badante, figurati il resto: suicidati prima della pensione, defici3nt3!!!

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  5. Anail e lucapas
    il duo (Grillo-Di Maio) ha avuto paura di dover andare ancora alle elezioni.
    Avevano il pallino in mano potevano chiedere e fare quello che volevano, Salvini si sarebbe adeguato visto che alle elezioni la Lega è andata oltre le attese, e molti di loro, con l’aquolina in bocca, spingevano per andare al governo, si era ancora nelle prime fasi bastava gettare l’amo e avrebbero aboccato.
    Capisco però che fossero troppo euforici in quel momento e non avessero bene in mente che Forza (mafia) Italia aveva perso pesantamente, vi ricorderete, spero, il programma di legislatura e governo RENZUSCONI.

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    • @adriano 58,

      Egregio, c’è una certa associazione che, tirando troppo la corda, non discute più e reagisce in modo esplosivo.
      O si decide di farle una guerra FEROCE, accettando di pagare lo scotto che una guerra spietata impone alle due parti. con la Magistratura pronta a seminare ergastoli e 41 bis ( veri) e decenni di carcere (veri) ai soci, senza stare tanto a sottilizzare, come fece all’inizio la dittatura con il prefetto Mori. In tal caso c’è qualche speranza di estirparla. In uno Stato di Diritto il contrasto è mooolto più difficile. D’altra parte, c’è un largo strato della popolazione ( o fetta verticale che riguarda un po’ tutti i ceti – vedi il recentissimo caso di quell’imprenditore coi festini -) che partecipa attivamente alla vita criminale:

      – La spesa per il consumo di stupefacenti in Italia ammonta a 14,4 miliardi di euro (il 40% per cocaina, il 28% per la cannabis e il 16% eroina). Le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresentano il 75% del business e pesano per lo 0,9% sul Pil. Solo considerando la fascia di età 15-64 anni, il 22% ha fatto (e probabilmente lo fa tutt’ora) uso di stupefacenti.(fonte:quotidiano net 30.4.2019)

      – La prostituzione in Italia “vale” 3,9 miliardi di euro, 3 milioni di clienti e 90.000 le operatrici del sesso, il 10% minorenne
      ( fonte:SestoPotere.com 23 Gennaio 2018 )

      Davanti a questi numeri non ci si può stupire della forza e delle pressioni ( e del diffuso consenso ) che quell’associazione può sviluppare.
      Un saluto

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