Apocalypse now, il despota Conte e gli indisposti

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono e regalate un osso al cane, alleluja alleluja la popolarità di Giuseppi collassa di dieci punti e che nessuno osi turbare l’annuncio di una scintillante epifania. Che crac, che rovescio, che tracollo e anche se, a dirla tutta egli è ancora e pur sempre il leader più gradito (orrore), lasciate che gli aerei volteggino nel cielo e scrivano la lieta novella. Si cacci ordunque l’usurpatore da Palazzo Chigi, che sia ricondotto tra le oscure pandette cui fu sottratto dall’infausto, per il Paese, destino a cinque stelle. Disarcionato il premier tiranno, che si proceda a inviare i più titolati ambasciatori nel maniero umbro di Mario Draghi (Draghi! Draghi!) per deporre ai suoi piedi la sacra corona virus. Un momento però: siamo proprio sicuri che informatosi della crescita esponenziale dei contagi, delle faide tra i virologi, dell’anarchia regionale, degli incombenti lockdown (per citare soltanto l’ordinaria amministrazione), l’Eletto (ma non ancora eletto) sia colto da voluttà di masochismo? E decida di inabissarsi nell’apocalypse now delle rivolte di piazza, del giornalismo tre palle un soldo, dell’allucinato mondo popolato dai Fontana, Gallera e De Luca? Non è che adducendo improvvisa indisposizione farà perdere le tracce mentre le sue ultime parole (fossi matto) si perderanno nel vento? Che si interpelli senza indugio Giorgia Meloni, l’unico uomo forte dell’opposizione e a lei si affidi il compito di restituire all’Italia l’antico splendore, più bella e più superba che pria (Bene! Brava!). Come dite? Purtroppo ella già comunicò di essere, al momento, riluttante. Pronta, s’intende, alla pugna elettorale ma solo quando l’emergenza se la sarà cuccata l’odiato premier, raschiando fino in fondo il barile della pandemia.

E l’unità nazionale allora? E le larghe intese? E i comitati di salute pubblica? Suvvia, che s’interpelli il sempre probo e leale Renzi. E l’ardimentoso Zingaretti. Dove si trovano? Intenti a fornicare con disgustosi rimpasti, voi sostenete? Si dovrà insomma ricorrere ancora ai maneggi del despota di Volturara Appula? Del resto, quale dissennato vorrebbe in questo momento essere al suo posto, per giunta tormentato dai profeti del giorno dopo? Non a caso il mitico Mannelli ce lo mostra mentre arringa le folle in subbuglio, con il fervido auspicio: andate pure liberamente affanculo. Ma per fortuna è solo una vignetta.

5 replies

  1. Bell’articolo che forse spiega molte cose. Su Draghi son ipotesi brillanti, forse plausibili ma non (ancora) confermate dai fatti. Sull’inascoltabile Meloni-sora Cecioni sono certezze, e ci sono prove televisive (da rivedere al VAR 1) intervistata tempo addietro da Fazio, che le diceva che tutto sommato è comodo non stare al governo in questo momento, rispose, per una volta simpatica, con un sorriso complice; 2) in un “francobollo” (primo piano ravvicinato e tre minuti a disposizione) durante un recente TG, gridava, peraltro stavolta molto meno simpatica: “E quando la crisi sarà passata si vada a libere elezioni!!!”. Capito? Ci tirino fuori da questa merda, facciano loro il lavoro sporco e dopo tocca a noi. Fra l’altro, tutto da dimostrare.

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  2. La Melona ha già dimostrato il suo “valore” da ministra della gioventù nei governi Berlusconi. Qualcuno si ricorda le sue strabilianti performances a favore della giuventù? Eppure va in giro a dire che dopo la pandemia si vada a votare… facile così. Ma si ricordi che chi semina pioggia , raccoglie tempesta….

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  3. Pandemia o non pandemia in corso, sarà pur vero che nessuno dei politici che strillano, un giorno sì
    e l’altro pure, alla Dittatura Sanitaria abbia sul serio la voglia e il coraggio di prendersi in mano la patata
    bollente, ma chi sta dietro di loro e li manovra ha invece la voglia e l’urgenza di mettere le mani sulla
    valanga di quattrini che dovranno essere spesi nei prossimi mesi e anni.
    Saranno pur sempre soldi a debito, ma a loro questo piccolo particolare non disturba: hanno sempre
    trovato il modo di prendersi e inguattarsi gli utili e lasciare i debiti a quei fessi che votano i loro
    beniamini.
    Per cui non escludo affatto l’ipotesi che stiano manovrando sul serio per saltare i vari intermediari
    Renzi, Salvini, Meloni, Zingaretti, Berlusconi e puntare decisamente su uno dei loro: San Mario Draghi.
    Il giochino gli era riuscito con Monti una decina di anni fa, ma allora gran parte degli Italiani non vedeva
    l’ora di liberarsi del Grande Puttaniere, mentre ora il Presidente Conte gode di generalizzata stima e
    fiducia e pugnalarlo alle spalle come Cesare nel Foro può provocare conseguenze imprevedibili.
    E’ solo per questo motivo che Lorsignori sono restii a mettere il pugnale nelle mani di Bruto/Renzi
    e dargli il via libera a tagliare la gola a Cesare/Conte.

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