Coprifuoco in Lombardia, ma altre 9 regioni sono a rischio lockdown

(Veronica Di Benedetto Montaccini – tpi.it) – Per l’aumento esponenziale dei contagi la Lombardia ha deciso di applicare un coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre. Il ministro della Salute Speranza ha accolto la richiesta dei sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, del presidente dell’Anci, Mauro Guerra, dei capigruppo di maggioranza e di opposizione e del governatore Attilio Fontana per lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi “eccezionali” (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità). Ma quali sono le altre zone a rischio in Italia? Sono 10 le Regioni in pericolo per le terapie intensive: oltre la Lombardia, si tratta di Liguria, Campania, Sardegna, Valle D’Aosta, Umbria, Abruzzo, Toscana, Puglia, Emilia Romagna. Metà Paese, in pratica, che da novembre rischia di dover destinare ai malati gravi di Coronavirus ben oltre il 30 per cento dei suoi posti letto di terapia intensiva (soglia massima fissata dal ministero della Salute), i quali, naturalmente, servirebbero anche per altri pazienti con altre necessità. Un esempio su tutti: l’Abruzzo ha già riempito il 150 per cento dei posti letto aggiuntivi che aveva predisposto per far fronte alla seconda ondata di Covid.

La Campania in affanno

Sono 9338 le persone risultate positive al Covid nelle ultime 24 ore, 73 i morti. I tamponi effettuati sono stati 98.862. Il tasso dei positivi sul territorio nazionale, tenendo in considerazione la totalità dei test, è del 9.5 per cento. Un balzo importante, se si considera che poco più di due settimane fa il tasso era fermo intorno al 2 per cento. Lombardia e Campania sono le due regioni che fanno registrare ben più di mille casi (rispettivamente 1.687 e 1.593).

In Campania inizia a esserci una importante pressione sugli ospedali: dal report diffuso dall’unità di crisi regionale emerge che ad oggi ci sono 85 posti di terapia intensiva occupati, sette più di ieri, su 113 posti complessivi. Restano, quindi, 28 posti letto liberi sul territorio regionale. Su 925 posti letto di degenza complessiva, ne sono occupati 884 (35 più di ieri). I posti liberi ammontano, quindi, a 41 unità, pure a fronte di un numero più ridotto di tamponi. Oggi nella regione i positivi sono 1.593, Di cui 79 sintomatici e 1.514 asintomatici. I tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore sono 12.695. Lo comunica l’unità di crisi regionale. Si tratta del dato più elevato di sempre. I deceduti del giorno sono 21, ma l’unità di crisi precisa che si tratta di persone decedute tra il 1 e il 17 ottobre, registrati solo nella giornata di ieri. I guariti sono 123.

In Sardegna molti in isolamento

Sono 6.255 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 159 nuovi casi, 116 rilevati attraverso attività di screening e 43 da sospetto diagnostico. Non si registrano nuove vittime, in tutto 174. In totale sono stati eseguiti 231.011 tamponi con un incremento di 2.306 test rispetto all’ultimo aggiornamento. Sono invece 210 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+2 rispetto al dato di ieri), mentre è di 33 (+4) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 3.259.

Valle d’Aosta: il picco

Non si ferma la crescita del numero di casi positivi al Coronavirus in Valle d’Aosta. Nelle ultime 24 ore – secondo il bollettino dell’unità di crisi (sulla base dei dati forniti dall’Usl) – sono stati registrati 130 i nuovi contagiati. Il totale dei casi positivi sale così a 658. I tamponi effettuati sono stati 453.

In Umbria problemi con i dati

Sono 167 i nuovi casi di contagio al Coronavirus accertati in Umbria nelle ultime 24 ore, dopo il picco di 327 di ieri. Basso, come sempre nel fine settimana, il numero dei tamponi processati: sono 1.028 secondo quanto si è appreso in Regione. Si registra un decesso in più: un uomo di 79 anni positivo al Covid è morto nella serata del 18 ottobre all’ospedale di Terni, secondo quanto ha reso noto l’azienda ospedaliera. Il paziente, residente a Terni, era ricoverato in terapia intensiva dallo scorso 2 ottobre. Non è stato possibile, al momento, reperire altri dati sull’andamento della pandemia nelle ultime 24 ore, per un problema tecnico al dashboard Covid-19 della Regione Umbria.

In Toscana aumentano i morti

Sono 986 i casi positivi al Covid-19, età media 43 anni circa, nelle ultime ventiquattro ore registrati in Toscana – 462 nei territori dell’Asl Centro, 363 nella Nord Ovest e 161 nella Sud est – che portano il numero complessivo delle persone al momento ammalate a quota 10.851, pari a +8,7 per cento rispetto a ieri.In totale da inizio epidemia sono 23.788 i contagi avvenuti in Toscana. Purtroppo si contano anche dodici morti, sei uomini e sei donne, età media 87 anni, che portano a 1.206 il numero dei decessi da febbraio.

Focolaio Puglia

Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 2446 test per l’infezione da Covid-19 e sono stati registrati 321 casi positivi: 165 in provincia di Bari, 24 in provincia di Brindisi, 31 nella provincia Bat, 63 in provincia di Foggia, 20 in provincia di Lecce, 13 in provincia di Taranto, 2 residenti fuori regione, 3 provincia residenza non nota. Sono stati registrati 4 decessi: 2 in provincia di Foggia, 1 in provincia Bari, 1 in provincia di Taranto. Lo rende noto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro.

1 reply

  1. Inutile ripetere che la stragarande maggioranza (forse la quasi totalità) muore CON Covid e non PER Covid.
    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2020/10/12/tumore-colon-119-morti-con-ritardi-diagnosi-per-covid_36e7cd69-48d9-490b-87b1-e811b3dfb457.html
    Ora, se tra questi disgraziati, ci saranno dei positivi, per beffa del destino saranno contemplati tra i degenti o morti per Covid.

    Cosa sta accendo lo dicono alcuni medici: “Mancanza di assistenza sanitaria, è questo che sta accadendo. Pazienti oncologici che devono ritardare follow-up, che devono supplicare la chemio; anziani che hanno bisogno di degenza per patologie croniche- non possono perché sono occupati da gente che ha tosse, un po’ di febbre. … Perché chi dovrebbe raccontare le cose, invece sta zitto. ..”
    https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=3501698166542551&id=100001072061340&sfnsn=scwspmo&_fb_noscript=1

    La sanità universale è finita, cari miei. Nella New Normal, chi vuol curarsi dovrà farlo privatamente.
    Iniziate a trovarvi e pagare (chi può) una buona ssicurazione sanitaria.
    Le riforme strutturali chieste dai mercati, hanno trovando la scorciatoia per una veloce applicazione.
    E non crediate gli manchino i complici.

    "Mi piace"

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