Eccesso di coerenza

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Quattro anni fa, quando Roberto Giachetti si candidò a sindaco di Roma ed escluse dalle liste l’ambientalista Nathalie Naim perché imputata per diffamazione ai danni dei bancarellari abusivi, scrivemmo che c’è un limite anche alla coerenza: le “liste pulite” sono un dovere civico, ma bisogna sempre verificare i fatti alla base di un’imputazione e anche di una condanna. Se sono criminali, o soltanto immorali, o scorretti e dunque incompatibili con i requisiti di “disciplina e onore” prescritti dalla Costituzione per chi ricopre pubbliche funzioni, è giusto non candidare chi li ha commessi o, se è già stato eletto, cacciarlo dal partito e dalla carica. Altrimenti nessun problema. Solo così la politica può affermare il suo “primato”: non coprendo gli amici da ogni delitto e rinfacciando ai nemici condotte meno gravi; ma decidendo autonomamente e chiaramente cosa si può fare e cosa no, a prescindere dai processi penali che seguono altre logiche e regole, e poi risponderne ai cittadini. Non tutto ciò che è reato è immorale e non tutto ciò che è immorale è reato.Lo ripetiamo anche oggi, alla notizia che Chiara Appendino, dopo la condanna a 6 mesi in primo grado per falso ideologico, si è autosospesa dal M5S e ha deciso “per coerenza” di non ricandidarsi a sindaca di Torino. Convinta di ribaltare quel verdetto in Appello, ma sa bene che – sebbene abbia scelto il rito abbreviato – la sentenza non arriverà mai prima dell’estate, quando la città tornerà alle urne. È un gesto tanto nobile quanto raro, anzi unico. Ma a noi pare un eccesso di coerenza. E i 5Stelle, impegnati in mille beghe su questioni molto più secondarie e trascurabili, dovrebbero affrontare la faccenda subito, per affidarla ai probiviri e aggiornare il loro Codice etico, ancora troppo rigido e dunque inefficace. Giusto allontanare i condannati, anche in primo grado, per reati gravi, qual è certamente sulla carta il falso. Ma l’ultima parola deve sempre spettare ai probiviri, dopo aver esaminato i fatti. Che, per l’Appendino, sono a dir poco kafkiani. Nel 2012 la giunta del Pd Piero Fassino contrae un debito con una società privata, la Ream, che versa al Comune una caparra di 5 milioni per avere il diritto di prelazione sull’area ex Westinghouse, interessata da un progetto di riqualificazione e rilancio con un mega-centro congressi. Nel 2013 il progetto viene aggiudicato a un’altra società e i 5 milioni vanno restituiti. Ma la giunta Fassino non paga. E, ai solleciti della Ream, risponde nel 2014 e nel 2015 che ridarà i soldi solo al termine delle procedure per l’aggiudicazione della concessione al vincitore della gara, bloccate dal ricorso al Tar di un concorrente escluso.Nel 2016 arriva la Appendino e si ritrova pure quel debito. Siccome le casse sono vuote e si rischia il pre-dissesto, la nuova giunta 5Stelle apre una trattativa con Ream per rinviare la restituzione dei 5 milioni, che nell’attesa restano fuori bilancio, tantopiù che il centro congressi è sempre bloccato al Tar. Ma i capigruppo di opposizione, compresi i partiti di centrosinistra che non hanno mai restituito un centesimo, presentano un esposto in Procura contro la Appendino. Così la sindaca viene indagata per due abusi d’ufficio e due falsi (sui bilanci 2016 e 2017), insieme al capo di gabinetto Paolo Giordana e all’assessore al Bilancio Sergio Rolando. I tre rivendicano la scelta, viste le trattative in corso con Ream per rinviare il pagamento: tant’è che poi ottengono di restituire i soldi nel 2018 e infatti iscrivono il debito, d’intesa con Ream, nel bilancio 2018. E la Corte dei Conti dà loro ragione nella relazione al rendiconto 2016 e al bilancio di previsione 2017-’19, entrambi approvati come ineccepibili, smontando la tesi contraria dei revisori dei conti: la caparra poteva non essere registrata nei “debiti fuori bilancio”. Ma la Procura la pensa diversamente, arrivando a sostenere che, siccome Ream continuava a chiedere indietro i soldi, non c’era alcuna trattativa col Comune; e che, malgrado il centro congressi sia rimasto bloccato al Tar fino al mese scorso, l’aggiudicazione si era perfezionata già quattro anni prima, nell’autunno 2016. Dunque la caparra andava iscritta a bilancio e restituita nel 2016.

Alla fine il gup, con rito abbreviato, assolve gli imputati dai due abusi e dal falso del 2017, ma li condanna per il falso del 2016. In soldoni, la Appendino viene condannata per aver favorito il suo Comune iscrivendo un debito atipico nel bilancio sbagliato: quello del 2018 anziché quello del 2016. Si vedrà in Appello e in Cassazione se ha sbagliato lei o il Gup: se la sentenza sarà confermata, la sindaca avrà sbagliato una posta di bilancio; se sarà annullata, i pm e il gup avranno preso una cantonata. Ma, per la reputazione della Appendino e per il suo futuro politico e amministrativo, non cambierà nulla: nel peggiore dei casi, avrà commesso un errore, peraltro avallato dalla Corte dei Conti. E non nell’interesse proprio, ma della sua città. Non ha rubato, mafiato, truffato, sperperato, abusato del suo potere a fini personali. E neppure il suo più acerrimo nemico può accusarla di condotte men che cristalline. Un movimento che ha a cuore l’onestà dovrebbe annullare la sua autosospensione e spingerla a ricandidarsi. Non malgrado la sentenza, ma alla luce della sentenza. Non per la presunzione di innocenza, ma per la certezza di onestà.

16 replies

  1. Mi è sempre piaciuta la Appendino e spero possa proseguire con altri due mandati proprio a roma. Però poi che torni al lavoro di prima.

    Di Maio non mi piace più, non mi fido più di lui. Veramente pensa, come temo, che possa continuare per altri 20 anni in parlamento impedendo così ad altri giovani bravi (magari anche con una laurea) di giocarsela? Al limite potrei accettare un ultimo mandato, 3 e non 2. Ma poi ti devi trovare un lavoro. E fare quello che fanno tutti. Oppure patire la fame.

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      • @enzo calderini

        Io sono per 2 mandati, non di più. Cerco solo di dare flessibilità alla cosa per evitare che ci siano STRAPPI BRUSCHI che potrebbero sabotare/destabilizzare il m5s. E’ una fase molto difficile, solo uno stupido non può vederlo, e solo per questo ho parlato di un terzo mandato, al quale nei fatti sono il primo a essere contrario. Però è evidente la GRAVITA’ della situazione, il corona ci ammazzerà, perchè sta distruggendo la sola cosa che è sempre andata bene, il turismo con TUTTO il suo indotto (i numeri sono enormi). Solo per questo ho accennato all’eventualità del terzo e ultimo giro di giostra. Però in linea teorica sono contrarissimo.

        Ovviamente per me i 2 mandati sono il cardine principe delle regole m5s, cambiarle significa disiscrizione IMMEDIATA dal sito e astensione.

        Cioè non andrei più a votare, detto chiaramente.

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    • Sarà dura spingere Gigino a mollare l’osso. Mi sa che gli piace troppo stare dove sta, o dintorni. D’altra parte, non è un bel po’ più a sud dalle sue parti che si dice che “ Cumannari è megghiu di futtiri ”?

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      • purtroppo la penso come te. La mia idea su giggino è cambiata in maniera drammatica e drastica. Ma spero ancora di sbagliarmi, cioè spero di sbagliare io e solo io.

        Tra poco più di 2 anni sapremo con chiarezza chi avrà ragione. E ripeto, spero di sbagliarmi io. E solo io.

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  2. Beh sì, evocare Il Processo di Kafka per descrivere questa vicenda della brava Sindaca, è assolutamente pertinente. C’è da sperare che i probiviri del Movimento facciano sentire la loro voce e, se la realtà dei fatti è aderente con il concetto di onestà prevalente, preghino Chiara Appendino di sospendere l’auto sospensione e tornare a presentarsi come candidata a Sindaco. Anche se forse, in un momento in cui il Movimento ha bisogno di persone con idee chiare e risolute per superare un’impasse devastante, Chiara potrebbe essere “sprecata” come sindaco, sia pure in una città importante come Torino

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  3. Ma Travaglio che chiede di trasformare il codice etico del m5s, lui gia sa che il piddi e la Appendino farebbero alleanza a Torino?
    Mi domando come faccia, conoscendo tutti questi fatti, come quelli ben spiegati nell’editoriale di oggi, a spingere per un alleanza con il piddì…..

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  4. Ho l’impressione (spero di sbagliarmi) che Di Maio stia cercando di mettere in ombra tutti quelli che possono insidiare il suo potere sul Mov.
    Vedremo a Novembre con gli “Stati generali” come andrà, nel frattempo ha già tessuto la sua tela.
    Se ci fosse la volontà avrebbero già preso una decisione, ma hanno solo replicato con delle frasi di circostanza, al che la Appendino ne ha tratto le conclusioni e penso abbia detto un “quasi” addio.

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  5. Mi spiace ma questa volta Travaglio ha “toppato”, quello della Appendino non è un eccesso di coerenza, è un gesto dovuto che non solo va a favore del M5S ma di tutta la politica Italiana. Poco importa la gravità della condanna, il popolo italiano in questo momento storico non è in grado di comprendere nessuna differnza, capisce solo condannato e non condannato. Gli è stato fatto digerire che anche se un politico è condannato o pluricondannato va comunque bene, in alcuni casi è anche meglio e che nessuno deve fare un passo indietro solo perchè condannato, non deve essere così o non cambierà nulla. Ogni rivoluzione ha le sue vittime ed i suoi eroi se no non è una rivoluzione, ricordo ancora l’uomo che nel sud non potè candidarsi nel Movimento perchè aveva una condanna per aver rivelato i verbali di ARPA che dimostravano l’inquinamento di un fiume che stava avvelendo il paese. Ogni azione ha delle conseguenze, la disobbedienza civica, il combattere le ingiustizie con i mezzi leciti sono le uniche armi che possono davvero cambiare le cose. Nonni e bisnonni sono stati costretti ad impugnare il fucile per la loro rivoluzione non è durata 5 anni ed ora guarda che “bel paese” ci hanno lasciato

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  6. Chiara Appendino fa bene a non sprecare un mandato come sindaco la attendiamo a Roma appena si è liberata di questo inconveniente bizantino, persone come lei non vanno sprecate in cariche locali. Condivido pienamente la diffidenza crescente, espressa qui da qualcuno, per la figura di Di Maio anche a me appare sempre più posseduta da potere, privilegi e un po’ di narcisismo. Sta cercando in maniera subdola, senza esporsi di far fuori una parte molto identitaria dei 5S.

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  7. Da un lato trovo il ragionamento sensato, anche perchè un giudice politicizzato disposto a condannare un M5S in primo grado per il nulla si trova sempre, e questo permetteebbe di eliminare giudizialmente tutti i candidati del movimento che spaventano la casta.
    Dall’altro temo che derogare una regola per una causa giusta sia la breccia attraverso cui passerebbero deroghe sempre meno giuste fino ad arrivare ad eliminare la regola stessa.

    Non si potrebbe sospendere Appendino, farle perdere un giro, e poi ripresentarla alla prossima occasione con la fedina penale immacolata?
    In fondo Di Battista dimostra come perdere un giro non significhi perdere forza, e anzi da la possibilità di ricaricarsi e schiarirsi le idee, per poi tornare ed essere di nuovo utili, e magari ancora più di quello che si sarebbe stati rimanendo…

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  8. “È un gesto tanto nobile quanto raro, anzi unico. Ma a noi pare un eccesso di coerenza. ”

    Ma quale nobile? Ma quale raro? Ma quale eccesso di coerenza?

    Chiara Appendino si sarebbe immediatamente dovuta dimettere dalla carica di Sindaca al momento della condanna (21 settembre u.s.)

    Certo, siccome Chiara Appendino ai sensi del Codice etico del M5S – art. 6 – “costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura ed il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo” (https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/associazionerousseau/documenti/codice_etico_MoVimento_2017.pdf)), è incompatibile con la carica di Sindaco, Travaglio propone ingegnosamente – udite udite – di rimuovere l’ostacolo normativo interno cambiando il Codice etico del M5S “ad personam” sulla falsariga di ciò faceva B. ai bei tempi.
    Così diventerebbe “morale”, secondo lui, benché penalmente rilevante, il reato falso in atto pubblico (doloso – come il codice penale prevede) ma che invece Travaglio giudica frutto di mero errore – peraltro avallato dalla Corte dei Conti. Che poi sarebbe un reato kafkiano, quindi non valido nemmeno legalmente, perché i PM ed il GUP si sono sbagliati rispettivamente a perseguire ed a condannare Appendino. Che anzi, oltre a non doversi dimettere da Sindaca dovrebbe rientrare nel M5S e ricandidarsi per il secondo madato da Sindaca. Così si compie la canonizzazione di Santa Chiara martire da Moncalieri. “Non malgrado la sentenza, ma alla luce della sentenza. Non per la presunzione di innocenza, ma per la certezza di onestà.” Amen!
    Travaglio ma non ce l’hai una faccia? Ma non ti vergogni nemmeno un po’ delle scemenze che dici?

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    • Scusa, ma vorresti mettere i fatti addebitati alla Appendino sullo stesso piano, ad esempio, di quelli di un Sala che retrodata dei verbali per (semplificando) far assegnare gli appalti di Expo ai suoi amici? Anche lui è stato condannato per falso, se possiedi un minimo di coerenza stai sostenendo che anche lui si sarebbe dovuto dimettere al momento della condanna, e lo stai sotenendo nientemeno che dal 13 maggio 2019. A me sta bene, ma che lo stesso metro valga per tutti. Vogliamo fare condanna=dimissioni? Benissimo, per ogni Appendino condannata su questioni del tutto marginali e comunque non causanti danno alla collettività ci sono mille amministratori locali=zecche della società di cui ci libereremo: il cambio mi pare vantaggioso, lo prendo.

      A me sembra stupido basare il giudizio interamente su condanna o assoluzione, come se non avessimo altri strumenti per approfondire,di volta in volta, i fatti; eppure, è tanto semplice: basta conoscere, e valutare di conseguenza, quanto, di volta in volta,emerso da eventuali indagini (ma non solo), e sulla base di quello chiunque dotato di discernimento può tranquillamente decidere caso per caso, non c’è alcun motivo per generalizzare, se non quello di lasciar intendere che, siccome i politici sono tutti ugualmente ladri (come se fosse di una qualche consolazione), è più confortante affidarsi ai bei ladri navigati d’una volta.
      Oltretutto, questo si può benissimo fare indipendentemente dalla magistratura. Naturalmente, il giudizio che di volta in volta ci si forma può e deve variare mano a mano che fatti nuovi dovessero emergere, e la maggior parte delle volte, considerata la spiccata propensione a corruzione e ruberie dell’attuale classe dirigente, le due cose finiranno per coincidere, ma ci possono essere delle eccezioni, come in questo caso.
      Il partito d’appartenenza non c’entra nulla, quando si è abituati a ragionare con onestà intellettuale.

      Ah, Berlusconi non cambiava “ad personam” lo statuto del suo partito, cosa che avrebbe potuto legittimamente fare (e magari avrà pure fatto) tutte le volte che avesse voluto, ma il codice penale che riguarda tutti i cittadini, che per aver visto depenalizzati i suoi reati ora si trovano con recinto pieno di buchi da cui i delinquenti continuano a passare, non credo ci sia bisogno di spiegare perchè siano due cose un po’ diverse.

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  9. L’Appendino non si ricandida? Largo alle altre “madamine” , quelle SI TAV, sostenute da Lega, FdI, FI, Italia Viva, Calenda, PD, Sgarbi, Confindustria, Confcommercio, Sindacati. Avanti, si apparecchia il tavolo, mangiatoia in vista…

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  10. Si conosce perfettamente il pensiero di travaglio. Se si tratta di un amico/a allora il reato e la condanna sono da verificare se e’ un suo nemico anche uno starnuto e’reato grave. La Appendino ha fatto il suo dovere ma i magistrati ( quelli difesi da Travaglio a giorni alterni interni) hanno deciso diversamente e allora? Il travaglio, che e’nu guajo, vorrebbe inventarsinuna nuova procedura. Cattivo sangue e cattiva coscienza non mentono ma affermano che Travaglio non e’ persona per bene ma solo per male.

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