Qualcuno fermi l’emorragia di capitale umano: portate al Sud agenzie europee e grandi enti pubblici

(PIETRO MASSIMO BUSETTA – quotidianodelsud.it) – In molti hanno affermato che il mancato sviluppo del Sud dipende dalla mancanza di una classe dirigente nel Mezzogiorno. Questo il motivo dominante di alcune delle tesi della difficoltà di tali aree riportate da molti studiosi. E anche Giampaolo Galli e Giulio Gottardo, nella replica all’alzata di scudi conseguente alla prima uscita di contestazione del cosiddetto scippo di 60 miliardi annui, ricca di grafici ed elaborazioni, hanno fatto riferimento a tale carenza. Che forse erano anche eccessivi per dimostrare l’indimostrabile e cioè che il Mezzogiorno è stato inondato di risorse, contro ogni evidenza derivante dai dati forniti dai Conti pubblici territoriali, voluti da Azeglio Ciampi, che, pur facendo parte del sistema statistico nazionale, vengono messi in discussione. Ma le conclusioni confliggono con la realtà che ogni giorno ci si presenta davanti.

IL BUCO MIGRAZIONI

Infatti nel secondo intervento si parla meno dello scippo e vi è un riferimento, che un’ampia letteratura sul Mezzogiorno e più in generale sui temi dello sviluppo ha sottolineato, sull’importanza cruciale della qualità/efficienza delle pubbliche amministrazioni, nonché del capitale umano e sociale disponile in un’area. Carenza di capitale sociale, sulla quale concordano in molti, che è poi il vero problema delle realtà a sviluppo ritardato e alla quale si collega anche, in parte, la carenza di efficienza della pubblica amministrazione.

Il tema di fondo è capire qual è la soluzione, perché è facile dire che se lo zoppo non fosse zoppo vincerebbe le Olimpiadi. Bisogna forse fornirgli delle protesi per farlo correre. Come intervenire per aumentare la dote di capitale umano formato esistente nelle realtà meridionali che ha portato al prevalere al Sud di una classe dominante estrattiva, che fa spesso il bello e il cattivo tempo, utilizzando in modo improprio, spesso ricorrendo al cosiddetto voto di scambio, gli strumenti della democrazia? Certamente la scuola è uno strumento fondamentale, ma ha due problemi: il primo è che dà risultati a lungo termine e il secondo è che potrebbe anche non darli, se vi è un forte processo emigratorio che fa perdere il miglior capitale umano formato.

È evidente che se in una pentola c’è un buco bisogna cercare di chiuderlo, altrimenti non basterà mai l’acqua che vi si verserà. Il buco delle migrazioni si potrà chiudere solo creando posti di lavoro, cosa alquanto complicata. Nel frattempo che scuola e nuova occupazione creata aiutino il processo di formazione e selezione della classe dirigente, qualcosa si può fare. Per esempio, localizzare le agenzie europee al Sud perché portino persone con un maggior senso civico già formato, che possano influenzare, come lievito, il contesto complessivo. E poi trasferire alcuni grandi enti pubblici con occupazione numerosa nelle realtà come Napoli, Palermo o Bari. Penso all’Istat o all’Inps o all’Agenzia delle entrate centrale.

L’INTERESSE COMUNE

Ormai con gli strumenti a disposizione non è più un problema essere distanti da Roma. L’Inegi, l’istituto centrale di statistica del Messico, non è localizzato nella capitale ma ad Aguascalientes. Mi rendo conto che è un’operazione complicatissima, che creerebbe moltissime resistenze, ma che avrebbe un effetto rigenerante per alcuni grandi centri. Tutto questo, ovviamente, se si vuole affrontare il problema Sud non solo a parole ma con azioni serie e importanti. In questo caso certamente non sappiamo quale sarà la reazione dei ricercatori che parlano di capitale umano quando dovremo dire che l’agenzia dell’innovazione invece che a Torino va a Palermo o che il tribunale dei brevetti non va più a Milano ma a Bari o che la Rai sposta da Milano a Napoli il suo secondo centro di produzione. Allora si presenteranno elaborazioni complesse per dimostrare che al Paese non conviene. È più facile, ovviamente, fare dichiarazioni in libertà che azioni concrete che tocchino il portafoglio del bulimico Nord.

Questa previsione sarà valida fin quando non ci si renderà conto da parte di tutti che lo sviluppo di più di un terzo del Paese non interessa solo ai “cialtroni” meridionali, ma anche agli altri. Per evitare che fra poco non ci invitino più, come paese Italia, nel G7 né nel G8, perché perderemo ulteriori posizioni nella graduatorio per produzione di Pil nel mondo, cosa già avvenuta negli ultimi anni con il distanziamento della Francia e l’avvenuto scavalco effettuato dalla Gran Bretagna. La lezione della Germania non ci è servita per imparare che uniti si va più avanti? Dobbiamo imparare dalla Cecoslovacchia che separati si sta meglio, sempre però nell’Unione europea? Credo che ormai il tempo sia maturo per cambiare registro. Purtroppo gli interventi per il Mezzogiorno sono stati sempre parziali, mai sistemici. Tranne poi lamentarsi, come fanno i due ricercatori dell’osservatorio di Carlo Cottarelli, che l’enorme afflusso di risorse non ha dato i risultati sperati e che quindi sono risultate risorse sprecate.

IL VERGOGNOSO MANTRA

Il riferimento alle tante risorse sprecate diventa più pesante in presenza di finanziarie da definire o in generale quando vi sono risorse da distribuire o investire. In questo caso il dibattito si è acceso perché vi sono da investire le risorse del Recover Plan. Che vengono date in quantità maggiore al nostro Paese, considerato che anche l’Europa si è accorta che da noi i Paesi sono due e non uno. Ma il tentativo, maldestro, per dimostrare che il Sud ha usufruito di grandi investimenti da una certa intellighenzia nordica parte immediatamente, con l’aiuto del quasi monopolio dei media, che alcune volte, la maggior parte per interesse, altre per insipienza dei commentatori, sono pronti a dare contro alla parte più debole, incapace di reazione, e diventano più realisti del re, cavalcando il mantra del Sud assistito, sprecone, mafioso, pozzo senza fondo, dove le risorse finiscono per essere dissipate e consentono una qualità della vita migliore di quella dei poveri nordici, costretti a lavorare notte e giorno per mantenere questi nullafacenti.

Pronti a disconoscere anche che i diritti di cittadinanza debbano essere uguali nelle varie parti del Paese, ma anche a giocarsi la dimensione nazionale di un Paese di 60 milioni di abitanti, quando questo serve, per diventare sede di Expo, a Milano ovviamente, o delle Olimpiadi invernali, a Milano e Cortina ovviamente. O sede del tribunale dei brevetti, meglio non dire dove. Ovviamente nelle dichiarazioni senza un euro proveniente dalla fiscalità generale, nei fatti a carico quasi completo di essa. Ma forse il treno ha fischiato e le reazioni alla vulgata sono diventate più forti.

8 replies

  1. “Sud inondato di risorse “: ma dove, ma quando?
    Lo avrebbe mai consentito , il ”bulimico nord”, che malgrado la crisi deve continuare a permettersi il secondo attico in centro e la terza villetta al mare, a spese del necessario che manca al sud?( a Matera non c’è la ferrovia).
    Tante chiacchiere per dire in sintesi:vogliamo continuare con il sopruso di fare tutti investimenti al nord e le briciole al sud.Lo rispetterei di più.
    Poi c’è il problema della classe dirigente del sud.A me pare quasi che , quando sono eletti in Regione/Parlamento, firmino un atto di sottomissione agli interessi del (solo)nord.
    Ricordo ancora a novembre scorso , quando ci furono le alluvioni, che Conte sganciò 60 milioni solo per Venezia, e al sud , Matera, Sicilia e Salento devastati, una ceppa. Di Maio disse di pregare per il Sud.Ah, quindi , stiamo pari .Non solo, anche la Protezione Civile (ente statale) fece la raccolta sempre solo per Venezia! E la protezione civile del sud , dove e’? Inutile che si arruffianano il nord , tanto poi scalciano in faccia.
    Tutti che hanno “il sud in cima ai loro pensieri “, e li rimane! Un pensiero , una idea, pacche sulle spalle, photo opportunity con i prodotti locali , poi , quando tornano a Roma, evitano anche di parlare di sud, per non innervosire il nord. I soldi veri e i cantieri veri tutti al settentrione . Vedere L operato della De Micheli, niente sotto la linea gotica!

    Piace a 2 people

  2. Ci prendono in giro da 160 anni .Tutte le risorse del sud sono andate al nord.Adesso che sia il governo che l’Europa STANNO pensando di investire al sud ,quellu del nord sono pronti a rimandare Garibaldi per schiacciarci di nuovo .Tutti i giornali contro non vogliono che si investa un euro al sud.Hann paura che ol sud gli faccia il culo ciao me una scimmia

    "Mi piace"

  3. Il tunnel della manica è lungo 50 km.Il tunnel tra Calabria e Sicilia sarebbe di massimo 5 km.Per percorrere on treno cagliari sassari occorrono 4 ore e mezzo.Fsi intempo da.milano venire a roma e.tornare a milano.News nostante la Sardegna facesse parte fel regno di Sardegna,scusate eta il regno sulla Sardegna

    "Mi piace"

    • Secondo te se si creano nel sud i collegamenti e le infrastrutture i turisti andrebbero ancora al mare nei “minestroni “della riviera romagnola?
      O gli studenti andrebbero tutti nelle Università di Milano-Bologna?Vanno li’ perché ci vuole meno tempo per raggiungerle rispetto alle università meridionali.
      Le strade , i porti, le ferrovie ,i collegamenti sono TUTTO per lo sviluppo di un territorio; nel retro porto di Gioia Tauro manca 1 solo km di ferrovia per consentire la movimentazione delle merci dal porto via terra.Non viene fatto apposta.Per favorire i porti del Nord , come Genova.
      Con il Conte 1 e 2 la musica non è cambiata , malgrado il sud abbia chiesto rappresentanza al M5S.

      "Mi piace"

    • Il regno di Sardegna esisteva già. I Savoia se lo sono preso per DIVENTARE regno e, come hai detto tu, è stato un regno sulla Sardegna. In tutti i sensi.

      "Mi piace"

      • Infatti nel 1860 il regno di Sardegna comprendeva piemonte liguria sardegna.Il metodo coloniale usato dai piemontesi era atato ampiamente collaudatodsi.piemontesi.sulla sardegna,considerata solo per le tasse e come carne da macello dei suoi abitantiIn Sardegna quando vogliono maledire qualcuno dicono “che ti porti via il bogino”.ma se chiedete chi.è il bogino.? Vi sentirete rispondere ” il demonio”.per sapere chi.era questo basta digitare su internet bogino

        "Mi piace"

  4. L’articolista è rimasto impressionato dalle iniziative di Bossi, Maroni e Calderoli: vi ricordate di quando, con la Lega al governo, decisero di istituire delle “succursali” dei ministeri romani presso la Villa reale di Monza ? Naturalmente le chiusero 6 mesi dopo. Oggi tra telelavoro e smart working potresti delocalizzare Agenzie, Ministeri, Enti pubblici a Taormina e Cortina d’Ampezzo avendo i lavoratori a Pescara o a Cagliari. In ogni caso, meglio tornare a zappare, meglio se in modo moderno spezzando il cerchio del caporalato degli immigrati illegali, che condannare a crepare di cancro se stessi e le proprie famiglie all’ Illva di Taranto.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.