Conte: cose di sinistra

(Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – Se uno è povero e disoccupato è un po’ colpa sua. Bisogna lasciar fare al mercato. Il Reddito di cittadinanza crea un esercito di fannulloni. Dobbiamo aiutare le imprese, basta sussidi a pioggia. Quanto vi urtano queste asserzioni? Se poco, è perché ormai le abbiamo introiettate; ce le hanno somministrate per via intramuscolare per quarant’anni.

Il 27 settembre, in collegamento col Festival nazionale dell’Economia civile di Firenze, Giuseppe Conte ha fatto un discorso al cui centro erano invece queste parole: giustizia sociale; sviluppo sostenibile; spesa pubblica; valorizzazione della dignità del lavoro opposta al consumismo individualista. “Negli ultimi decenni – ha detto – il capitalismo si è avviluppato in una prospettiva neoliberale, inadeguata ad affrontare le crisi recenti”. Noi eravamo rimasti che il capitalismo era l’igiene del mondo e il neoliberismo lo Spirito del Tempo, e non bisognava mostrarsi schizzinosi ad abbracciarlo, altrimenti si finiva come in Cina.“Distruzione del valore d’impresa, massimizzazione del profitto di breve periodo, l’uomo ridotto a una visione economicistica”, ha proseguito, impongono di “rimeditare il nostro agire in politica economica e sociale”, per rompere il “fallace incanto del benessere” secondo “l’obiettivo della giustizia sociale”.

Sono parole da tempo impronunciabili, anche a sinistra; a parte Bersani, che infatti dal Pd è uscito, governanti e oppositori del centro(-)sinistra, dal D’Alema di Nanni Moretti in poi, si sono ben guardati dal dire “cose di sinistra”, convinti dai guru della comunicazione che ogni idea radicale fosse “massimalismo” e “pregiudizio ideologico” (del resto già De Gasperi, nel 1958, veniva accusato dai liberali e dal Sole 24 Ore di aver concesso all’opposizione, in nome della giustizia sociale e del solidarismo cristiano, troppe restrizioni all’economia di mercato); parimenti, i politologi spiegavano che “si vince al centro”, e intanto vinceva la Lega.

Berlusconi ha insegnato a generazioni di servitori dello Stato che l’elettore appena sente l’espressione “giustizia sociale” pensa alla patrimoniale, e non bisogna spaventare il ceto medio produttivo, sennò poi quello si offende e porta i soldi all’estero (intanto i ricchi lo facevano lo stesso, impuniti o condonati, e la politica servile e cieca creava 8 milioni di poveri assoluti).

Eravamo abituati a sentire “premier” che, citando a vanvera La Pira e vantandosi di guidare “il governo più di sinistra degli ultimi 30 anni”, parlavano col vocabolario della banca d’affari JP Morgan e del Centro Studi Confindustria e flirtavano coi magnati e gli squali apolidi della finanza, mentre la destra additava ai poveri i poverissimi quali causa della loro miseria, così da spezzare ogni solidarietà tra disgraziati. Non era solo questione di linguaggio: secondo alcuni leaks stranoti, la nostra Costituzione andava rivista in senso meno “socialista”, manovra peraltro tentata e per fortuna fallita. Norberto Bobbio, in Destra e Sinistra (1994), scrisse che la diade destra/sinistra va vista nell’ottica della dicotomia tra eguaglianza e diseguaglianza; per ironia crudele della sorte, l’edizione del 2014 uscì con un commento di Matteo Renzi, che dichiarava “superati” i confini stabiliti da Bobbio e li sostituiva con altri: “Aperto/chiuso”, come “dice oggi Blair. Avanti/indietro, chissà, innovazione/conservazione, movimento/stagnazione”.

E invece no: la pandemia ha reso vieppiù chiaro che esiste una destra, nazionalista, individualista, antiscientifica, che difende il profitto a ogni costo ed è tarata sul singolo (persino sulla sua presunta libertà di infettare), e una sinistra che tutela la collettività e i diritti sociali, prevede l’intervento dello Stato in economia e a soccorso dell’indigenza e valuta le autonomie regionali nell’ottica di un’amministrazione pragmatica e funzionale, non di un’egemonia monetaria su questioni fondamentali di salute pubblica.

Ci voleva un evento mondiale di portata catastrofica per demolire le farneticazioni su terze vie e “problemi né di destra né di sinistra”, perché se è vero che il virus non fa distinzioni di ceto, i suoi effetti sono diversi su fasce diverse della popolazione (e per fortuna il Reddito di cittadinanza dei “grillini” ha attutito il colpo per 3 milioni di cittadini), e le soluzioni per contenerlo e limitare i danni economici del lockdown sono eccome di destra o di sinistra.

Ci sono gli squinternati, i minimizzatori devoti al Pil, Bolsonaro e Trump, Gallera e Fontana, “Milano non si ferma” e “Bergamo non fermarti”; oppure c’è la soluzione di Speranza e Conte di ascoltare gli esperti e adottare misure d’emergenza e di Sanità pubblica mettendo in secondo piano il Pil.

Ogni terza via ambigua, come quella di Macron in Francia, si è rivelata non efficace. L’ha capito pure il premier inglese Johnson: “Non risponderemo a questa crisi con ciò che la gente chiama austerità”, e ha specificato: “Non sono un comunista”.

Ci voleva tanto, per pronunciare l’indicibile: esiste un problema di distribuzione della ricchezza, di sfruttamento schiavistico del lavoro, di erosione del welfare e quindi dell’uguaglianza e della dignità umana. Questo perché la sinistra ha fallito proprio nell’interpretazione nel suo ruolo dentro la globalizzazione, omettendo di rappresentare la sua base d’elezione – i poveri, gli operai, i disoccupati, i precari, gli insegnanti – e consegnandola allegramente agli aguzzini dei finti contratti e dell’indegno salario, condividendone e ricalcandone pedissequamente il lessico e i non-ideali. Così la giustizia sociale, sotto la scure di una manipolazione progressiva, è diventata “invidia sociale”, mentre il lavoro è (ri)diventato una concessione dei padroni e il mero luogo della riproduzione della loro ricchezza, in una sudditanza psicologica che gli elettori hanno fatto pagare, da ultimo, al Pd di Renzi, il più alacre nel rinforzo ai forti col sacrificio dei deboli (vedi Jobs Act). La Lega di Salvini, che aveva preso i voti come forza di aggregazione dei popoli contro le élite e i poteri forti, si è rivelata invece una propaggine neoliberista del potere a guardia dello status quo, con, in più, innesti di furbo provincialismo finanziario. In un momento in cui i soliti rottweiler competitivisti (spesso “progressisti”) attaccano quotidianamente e con ferocia i lavoratori, il settore pubblico, il blocco dei licenziamenti e le misure di sostegno al reddito (anche con volgari spiritosaggini da bar, come fa il dottor Bonomi) e assolvono bonariamente gli imprenditori che hanno finto la Cassa integrazione per rubare soldi pubblici, Conte ha pronunciato parole-tabù, liberandole da decenni di interdizione; sarebbe bene che il M5S e il Pd le facessero proprie e le traducessero in politica vera, invece di allontanare sempre più il popolo con astratti bizantinismi identitari.

25 replies

  1. Bellissimo articolo complimenti! Conte,sfottuto e umiliato, anche in Europa, così come in casa nostra, “Servtore di 2 padroni” si sta dimostrando uno dei migliori presidenti del consiglio mai avuti. Il suo stile, l’infaticabilita,l’umiltà e bei modi che non ci ricordavamo da tanto che lo hanno fatto apprezzare da tanti con un indice di gradimento fra i più alti al mondo

    Piace a 10 people

  2. Eccole le cose di sinistra del vostro super Conte, il fantameraviglioso:
    anche gli spazzini (pardon, operatori ecologici) potranno fare le multe. E siccome fare ricorso al giudice di Pace è più costoso che pagarla entro 7 giorni… beh, basterà un piccolo incentivo o la promessa del rinnovo di un contratto…

    “Decreto Semplificazioni”, articolo 17-bis: (potete saltare e andare al chiuse virgolette)«al fine di semplificare il processo di riscossione degli enti locali, all’articolo 1, comma 791, lettera a), della legge 27 dicembre 2019, n. 160, dopo le parole: “nell’Anagrafe tributaria” sono inserite le seguenti: «ivi inclusi i dati e le informazioni di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605» … tradotto in italopiteco: qualunque impiegato regionale o comunale potrà farvi i conti in tasca.

    “Decreto Rilancio”, articolo 134: esenzione da pagamento della futura patrimoniale i possessori di patrimoni superiori a 7 milioni di euro. In linea con la legge paperoni del PD. Poi non dite che non vi avevano avvertito della Patrimoniale (per chi a qualcosa ma non troppo).

    Aumento già pianificato e concesso (e detto a denti stretti) sulle vostre bollette, nonostante il calo del valore del petrolio. Lo stato svende la materia prima alle multinazionali, che poi ve la restituirà carissima. Vedere per credere, a breve, purtroppo.

    E se le cose si mettessero davvero male, fantameravigliosi CCFS per restare nell’euro, ossia:
    lo stato li darà alle aziende che non può pagare, le aziende li rifileranno a lavoratori e partite iva che, previo “piccolo sconto” potranno rivenderle alle aziende stesse. Un affarone.

    Il resto in un’altra occasione.

    "Mi piace"

    • @unoerre

      😀👍 Sì, mi chiamo Liana, ma la scelta del nick non è dovuta al fatto che è il rovescio del mio nome…
      Anail è un vocabolo che in idioma gaelico irlandese significa “respiro, brezza” e che attraverso vari passaggi, deriva dal persiano “nil” – indaco – e in origine dal sanscrito, “blu scuro”.
      Si pronuncia pressappoco Yenil.
      Questo per dirti che è stata una scelta “spirituale” e non un tentativo di celare, malissimo, il mio vero nome. 👋😉

      Piace a 1 persona

  3. Sono meravigliato!
    Non sapevo che qualcuno che frequenta il blog
    fosse un Onorevole Deputato e quindi legittimato a presentare disegni di legge.
    Complimenti a, lei non sa chi sono io!

    "Mi piace"

  4. ROMA, 01 OTT – “Oggi entrerà in vigore la “Fiscalità di vantaggio” per tutte le aziende del Sud. Tutte le imprese che operano nelle regioni del Mezzogiorno potranno contare su un taglio del 30% del costo lavoro per tutti i loro dipendenti. I lavoratori non subiranno nessuna riduzione delle proprie retribuzioni”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. “E’ una misura che abbiamo introdotto anche grazie all’impegno del Ministro Peppe Provenzano. Vogliamo rendere questa boccata di ossigeno stabile e duratura in modo da favorire la ripartenza e il rilancio produttivo del Sud. Un Sud più solido e competitivo renderà più forte l’Italia intera….

    "Mi piace"

  5. A parte che scrive e sciorina che è una meraviglia, destra, sinistra, Conte. ( 5S non pervenuti )
    Sinistra senza Renzi.
    Conte il magnifico.
    È Conte, è lui, o Travaglio, tutti sotto la bandiera Conte, la sinistra rinasce grazie ai 5 S che si ricordano degli ultimi.
    (Nomina il reddito senza nominare i 5S).
    Davvero, da incorniciare, vediamo dove, ahh si sul camino.
    Cosi quando le fiamme dell’ira diventeranno lingue di fuoco senza controllo sarà la prima cosa ad essere divorata.
    Mi piace.

    "Mi piace"

  6. Se così fosse sarrebbe un braciere e non un camino… ma il camino è lungo e avvolte tortuoso ma pieno di soddisfazioni e avvolte anche le cicogne trovano agio nel nidificare sui comignoli ed è sempre di buon auspicio

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.