Di Maio: “Lo schema tripolare non funziona, ma ora il governo è più forte”

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Era innanzitutto la sua partita, giocata in prima persona. E ora rivendica di aver accettato i rischi: “Sono orgoglioso di aver fatto la campagna per il Sì, esponendomi molto. Ho ricevuto molti attacchi, l’avevano trasformato in un referendum sul Movimento e su di me”. Cioè su Luigi Di Maio, ex capo politico del M5S.

Cosa rappresenta l’esito del referendum per il Movimento? La chiusura di una lunga fase?

Io lo vedo piuttosto come la porta verso un nuovo inizio. Ora può iniziare una stagione riformatrice che segnerà i prossimi tre anni del governo. E non penso solo alla legge elettorale e alla necessità di evitare che gli eletti siano paracadutati dai partiti. Parlo anche della riduzione degli stipendi dei parlamentari, magari legandoli all’effettiva presenza, e di norme per scoraggiare i cambi di casacca, intervenendo sui regolamenti parlamentari.

Le urne hanno blindato il governo?

L’esecutivo è più forte. L’assalto delle opposizioni alla diligenza del Recovery Fund è fallito. E ci sono dati che colpiscono: per esempio Luca Zaia in Veneto con la sua lista prende molto più della Lega.

Governo più forte, ma per le Regionali non potete certo prendervi il merito. L’unica alleanza che avete accettato è stata in Liguria, ed è andata male.

Ho già detto che avrei organizzato diversamente queste elezioni. E proprio per evitare errori di questo tipo in futuro ho già proposto al Pd un tavolo per le Comunali del 2021.

Nell’attesa gli elettori del M5S sono stati più lungimiranti dei dirigenti, scegliendo il voto disgiunto in Puglia e Toscana Ossia ciò che non avete avuto il coraggio di chiedere direttamente, no?

Per giudicare voglio attendere i dati esatti e i flussi. Ora le valutazioni sono premature.

Va bene: ma i vostri elettori hanno fatto una chiara scelta. Significa che vi vogliono in coalizione, anche per blindare Conte e il governo?

Di certo c’è stata una forte polarizzazione del voto. Lo schema a tre non ha funzionato. Dobbiamo tenere conto del fatto che dove siamo in coalizione spesso andiamo meglio nelle urne. E questo deve farci valutare anche intese con liste civiche.

Secondo Alessandro Di Battista “scegliere il meno peggio porta inevitabilmente alla distruzione”. Il tema dell’identità esiste, nonostante tutto?

Io non voglio certo polemizzare con Alessandro, se ho qualcosa da dirgli lo chiamo. Dopodiché grazie a un compromesso di governo siamo arrivati a scegliere come premier Giuseppe Conte, e non mi pare affatto il meno peggio.

Resta il fatto che nel voto locale il Movimento è andato male. Deludente al Sud, disastroso al Nord.

Il M5S resta comunque determinante, lo è stato anche in questa tornata elettorale.Il Pd vince con i suoi candidati, e ora potrebbe chiedervi con più forza il Mes.

Le posizioni rimarranno le stesse, ci sono delle differenze tra noi. Ma con il Pd lavoro bene e lavoro benissimo con Nicola Zingaretti. Gli hanno rivolto attacchi ingiusti.

Però c’è pure il tema rimpasto. Per il ministro del Sud, il dem Provenzano, “starà a Conte decidere”.

Abbiamo sempre detto tutti che le Regionali non avrebbero influito sul governo, e così deve essere. Non credo che il Pd chiederà il rimpasto.

Quando ci saranno gli Stati generali del M5S (ieri Vito Crimi ha annunciato l’avvio del percorso, ndr)?

Non sarò io a organizzarli, spetta al capo politico Crimi. Spero però prima che si facciano prima possibile: non se ne può più di questa attesa (sorride, ndr).Vanno fatti online o con un’assemblea in carne e ossa?

Direi proprio con le persone fisicamente presenti.

Resta dell’idea che serva una segreteria collegiale?

Assolutamente sì, abbiamo tanti problemi da risolvere e tanti temi da definire, quindi serve la massima collegialità.

Lei ne farà parte?

Per ora sono concentrato sul mio lavoro da ministro degli Esteri.

Di certo non ne potrà far parte la sindaca di Torino, Chiara Appendino, condannata per falso ideologico.

Chiara si è subito autosospesa, e non è da tutti. Lei ha a cuore il M5S e la stimo per come sta governando Torino.

Non dovrebbe dimettersi?

È una condanna di pochi mesi, e la legge le consente di portare Torino a nuove elezioni. Spero vivamente che in appello la decisione possa cambiare.

1 reply

  1. Un testa di legno.
    Siamo allo sbando e lui parla di fase nuova, di rafforzamento ecc… Della sua poltronite acuta… Tranquillo continua così e il PD o una banca collegata, un posto da fancazzista a vita te lo trova…
    Se gli elettori fossero felici di questa linea di governo il movimento veniva premiato dal voto. Complimenti anche all intervistatore quindi che parla di M5S a cui gli elettori indicgerebbero di continuare così

    "Mi piace"

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