Elogio di Floriano Panza

(Raffaele Pengue) – Ho appena finito di leggere la lettera di commiato di Floriano Panza che lascia il suo mandato di sindaco di Guardia. Non avrei mai pensato di scrivere un giorno un elogio sperticato di Floriano Panza e un accorato appello alla di Lui persona. Quel giorno è arrivato, ora che, tra l’altro, si annuncia il Suo approdo politico nella capitale del Mezzogiorno. In verità da anni quel pensiero osceno mi ronzava nella testa ma non avevo il coraggio di confessarlo, neanche a me stesso. Visto come sta diventando questa mia comunità, sempre di più lo specchio limpido e niente affatto deformato di quel che siamo diventati, cioè dei poveretti di spirito, mi sono chiesto se valesse la pena ancora scriverne. In effetti no, ma ho ‘sto vizio e mi tocca nutrirlo ogni tanto. Scherzavo, ne scrivevo male, lo bistrattavo, giravo intorno, o al più ammettevo che al di là di tutto a me Floriano sta simpatico; ma una simpatia irragionevole. Un simpatico gaglioffo, aggiungevo, per temperare la mia simpatia o per stemperarla in un giudizio controverso. Il primo turbamento però mi giunse una decina di anni fa, quando appresi che Floriano Panza era candidato sindaco della mia comunità; pensai subito a una mascalzonata del gossip, a uno scherzo perfido, ma poi è accaduto veramente. Ora, a distanza di tempo, considero Floriano non più tanto simpatico, ma un vero gaglioffo, diciamo pure paraculo; esponente di punta di una corrente di pensiero seria e tutt’altro che banale, la versione secolarizzata e pragmatica di quel pensiero che appartiene a noi guardiesi da più qualche lustro. Il cui massimo ideologo nel passato per molti fu Orietta Berti che teorizzò: finché la barca va lasciala andare. Una filosofia di pensiero che avverso e che Lui ha adattato alla sua trascorsa militanza democristiana ma che è precristiana, forse preumana. Così col tempo la simpatia per Lui è decresciuta e adesso è sotto lo zero.

Floriano è passato alla storia di questa comunità, anche se io mi ostino a condannarlo alla geografia, perché grazie a lui Guardia ha avuto per la prima volta dal dopoguerra un sindaco aperto al mondo anglosassone; dove non sono riusciti altri prima di lui è riuscito Floriano. Garantendo, tra l’altro, alla suddetta comunità e a una ristretta e selezionata parte di guardiesi, una serena lungodegenza con la maglia della salute. Per loro si è addirittura dato allo spettacolo, ai docufilm e agli amarcord. Oggi, forse anche a causa delle dimissioni e del clima pre-elettorale, Floriano è assente, scrive, saluta, lancia messaggi, anatemi; ha assunto fattezze teologiche, non percepibili ad occhio umano, ma le senti alitare ogni giorno, infilate nelle pieghe del vivere civile. Aleggia sulla realtà guardiese come un sottinteso permanente, un’allusione paranormale. In fondo è l’unico che non dispiace troppo a due delle parti in campo. Una delle due liste in campo, la Sua, “Guardia sei tu”, infatti, sta a Floriano come la posa sta al caffè. “Abbiamo operato con risorse finanziarie decrescenti ed esigenze ed aspettative crescenti”, ha scritto nella sua lettera di commiato. Ma se è stato l’ultimo sindaco di Guardia che ha potuto scialare allegramente prima della crisi pandemica, ma anche delle vicende poco chiare, che hanno toccato la sua amministrazione e i suoi uomini, ne è uscito miracolosamente indenne. Una prova in più che lo Spirito Santo a Guardia è Lui, ma solo ad honorem. “Non è un addio, carissime/i, ma il principio di nuove cose che verranno!”, è la promessa/minaccia. Chi a Guardia Sanframondi pensava che con la candidatura alle regionali sarebbe via via scomparsa la Sua ombra e il Suo alone, ha fatto male i conti con l’eternità di Floriano che sfida i secoli, il maltempo e sopravvive anche ai suoi eredi terreni. Insomma, Floriano Panza per Guardia è un evento naturale come la pioggia: non possiamo fermarla ma solo ripararci sotto l’ombrello. E chi oggi vuole costruire un dopo-Floriano deve prima dimostrare che sia scomparso e non creare più equivoci e più danni di quanti ne denuncia. Ne guadagneremo tutti: Guardia, la politica, lo spettacolo, noi guardiesi, persino Lui.

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