Coronavirus: basta panico, una normale attenzione è sufficiente

(di Maria Rita Gismondo – Il Fatto Quotidiano) – Che non abbia mai fatto parte del club dei “coristi pro panico” è a tutti noto. Rischiando di attirarmi addosso altre saette – visto che diventa sempre più comune la sensazione che di questo virus non ci libereremo, ma dovremo abituarci a convivere – desidero invitare a qualche riflessione. Innanzitutto precisiamo alcuni dati che sono stati oggetto di scontro, ma ora sembrano finalmente chiari (anche se mancano ancora le scuse).

Si tratta di un’infezione con alta contagiosità, ma bassa letalità. Anche ammettendo che tutti i decessi siano stati causati da Covid (e non, come anche l’ISS ha dimostrato, dovuti nel 49% dei casi a gravi patologie preesistenti, di cui Covid-19 è stato una complicazione aggravante), in Italia ne sono stati registrati circa 35.000, una letalità del 2% che, come anche detto dall’infettivologo Bassetti, realisticamente scenderà allo 0.7-1%. Dati più che discutibili hanno riferito che il 2,5% della popolazione italiana abbia avuto contatto con il virus. Percentuale, a mio avviso, in forte difetto per i limiti dell’indagine. Oggi la malattia Covid-19 è praticamente scomparsa. Il direttore generale dell’Oms (sperando che non cambi idea) ha dichiarato che non ci sarà una seconda ondata, ma che siamo davanti a un’unica altalenante fase che non si sa quanto possa durare. In questo scenario, come intendiamo condurre la nostra convivenza con il virus SarsCoV2, che un esimio virologo oggi definisce manipolato in laboratorio (si attendono altre scuse)? Continueremo a fare tamponi e test sierologici di scarsa validità? A isolare i positivi e i loro contatti? Adotteremo ancora il distanziamento sociale, lo smartworking? Non esiste infezione per la quale, senza patologia, si proceda così. Attenzione sempre. Ma panico no.

10 replies

  1. Gentile dr.ssa, prima dei vaccini e degli antibiotici si “schiattava” allegramente di vajolo, difterite, tubercolosi, sifilide, colera, peste, lebbra. Quando nel 1984/1985 si diffuse l’AIDS, sembrava che ne saremmo tutti morti anche se eterosessuali e non tossicodipendenti.. Si supererà anche questo disastro. Dire che la malattia COVID19 sia scomparsa mi sembra azzardato. A meno che tutti quelli che ne muoiono in Europa e nel mondo lo facciano di nascosto, mentre ufficialmente trapassano per altre cause ( indigestione di virus?).
    Panico no, estrema prudenza si, perché non vorrei diventare anzitempo un numero di una statistica.

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    • Signor Paolo, vorrei aggiungere che l’AIDS ce lo siamo scampato (al netto di risorgenze in giro per il mondo) grazie a normali precauzioni. Non credo che serva un volo pindarico per chiamare “attenzione” la serie di precauzioni e indagini e coinvolgimenti che sono e saranno necessarii per evitare risorgenze,come quelle che avvengono in Paesi che alla fine del chiusone si soo dati alla pazza gioia.

      L’ultima parola spetta, come sempre, alle scienze styatistiche che informano in grosso delle campagne di controlli, test, vaccinazioni, fate voi.

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    • Ha perfettamente ragione; è un virus del cazzo che non ammazza ( più? ) nessuno; ridicolo paragonarlo a malattie serie come il vaiolo la tbc ecc ecc; in quanto all’aids i primi morti sono morti in realtà a causa di cure sbagliate e tossiche che agivano per lo più su organismi sfibrati da stili di vita sbagliati; per millenni abbiamo risposto ai virus del cazzo come questo facendo conto sul nostro sistema immunitario; non possiamo pretendere che ogni anno al minimo virus del cazzo per salvare ( forse ) poche vite già condannate per lo più distruggiamo la nostra vita ed economica con morti indiretti di gran lunga superiori

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  2. Si e no.
    A marzo un po’ di panico e direi giustificato c’era.
    Perché negarlo, ora che il peggio pare (..e mentre lo dico accendo un cero) essere passato, facciamo i fenomeni.
    Condivido il tuo scritto Paolo, ma non posso e non voglio dimenticare che siamo andati a un millimetro dal disastro più totale, un virus con le stesse caratteristiche di diffusione del covid19 e con una mortalità 10% cioè appena appena più elevata, be’ ecco, no, meglio di no.
    Non ci voglio pensare.

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  3. La Gismondo pretende scuse mentre è proprio lei a doverne dare. E da tanto tempo! Anche l’intervento odierno dimostra la sua totale inadeguatezza come comunicatrice e manifesta incapacità a fare autocritica.
    Sarà bene che lavori a testa bassa dietro le quinte ed esterni il meno possibile.

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  4. Toppò alla grande a marzo e ora cerca solo di mantenersi coerente col suo ego, il fenomeno in psicologia cerca di ridurre la dissonanza cognitiva tra ciò che si pensa o si è detto e la possibilità di avere torto. Che dobbiamo stare tutti un pò attenti ci è ormai chiaro, negazionisti a parte

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      • Nell’onorare il troncamento si devono pigiare 2 tasti, rispetto alla ò già pronta, ma a rischio di ulteriori richiami alla purezza grammaticale farò i 2 passaggi, salvo dover rendere conto pure degli accenti gravi o acuti 🙂

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