Er Più

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da quando i lettori e gli abbonati del Fatto sono aumentati, registro una certa attenzione mediatica alla mia modesta persona che rischia di farmi montare la testa. Vengo dipinto come una sorta di eminenza grigia della Repubblica, una via di mezzo fra Letta e Bisignani, che piazza pedine e pedoni qua e là, dà la linea ai partiti e al governo, sistema o stronca carriere, candida e scandida politici, fa e disfa alleanze, fa arrestare questo o quello e – ci mancherebbe – intasca milioni di euro pubblici. Più che il direttore del Fatto, il maestro venerabile di una piduina che nulla ha da invidiare alla loggia del sor Licio. L’altro giorno, il sempre informato Dagospia titolava: “Nuovi orizzonti di gloria per Flavio Cattaneo: sponsorizzato da Travaglio, il marito della Ferilli è entrato nel cuore di Conte dopo una video-call per la scelta dell’ad di Alitalia”. L’idea che un top manager che ha guidato Fiera Milano, Aem, Rai, Terna, Telecom e Italo-Ntv abbia bisogno di me per farsi conoscere mi riempie di orgoglio, ma soprattutto di buonumore. Come quando i giallorosa, anziché cacciare l’ad plurinquisito di Eni Claudio Descalzi, cambiarono il presidente e scelsero Lucia Calvosa, altra manager coi fiocchi, già al vertice di banche e consigliere indipendente di Telecom e pure del Fatto: il Riformista e altri fresconi, incuranti delle sue dimissioni dal nostro Cda, scrissero che l’avevo nominata io per “mettere le mani su Eni” (infatti da allora faccio il pieno di benzina gratis).

E non basta. La nostra ad Cinzia Monteverdi, temendo ritardi nei pagamenti dei distributori e dei concessionari pubblicitari a causa del Covid e rischi per i nostri investimenti, mette al sicuro la società con un normale finanziamento di 2,5 milioni da una banca privata e, per una legge del ’96, i finanziamenti per investimenti sono garantiti dallo Stato: Giornale, Libero, Riformista, Dagospia e altri fresconi scrivono che prendiamo soldi dallo Stato, anzi dal “regime”, grazie ai buoni uffici di Conte in persona. Rai3 affida a Luisella Costamagna – giornalista che debuttò con Santoro nel ’96, poi lavorò a Canale5, condusse Omnibus su La7 e altri programmi su Sky – la conduzione di Agorà su Rai3. Dov’è il problema? Collabora col Fatto, oltreché con la Verità. Dunque sapete chi l’ha “piazzata” ad Agorà? Io, notoriamente culo e camicia coi nuovi direttori di Rai3 e del Tg3, Franco Di Mare e Mario Orfeo, che da anni chiamo rispettivamente “mister Pampers” e “sugherone per ogni stagione” per farmeli amici. Tante captatio benevolentiae non sono state vane, tant’è che Il Foglioha ribattezzato Rai3 “TeleFatto” perché “la direzione Di Mare rispecchia la linea del Fatto”. Certo, come no.

Ma i miei tentacoli si allungano ben oltre. Avete presente il Partito di Conte, annunciato da mesi dalle migliori testate? Ci sto lavorando con Scanzi e alcuni personaggi misteriosi anche per noi: così almeno giura Bisignani sul Tempo, subito ripreso dall’attendibile Porro e dal credibile Libero. E il caso Palamara? La regìa, ovviamente occulta, è tutta mia. Di Palamara non ho mai avuto nemmeno il numero di cellulare. L’ho visto una volta in vita mia nel 2018 a un convegno di Unicost a Monopoli, dove ne dissi di tutti i colori sulle correnti togate, soprattutto la sua, ricordando la protezione garantita nel Csm all’allora procuratore di Arezzo, che avrebbe dovuto indagare su Etruria e papà Boschi mentre era consulente del governo Innominabile-Boschi. Pochi giorni dopo una pm di Palermo presente al convegno mandò un sms scherzoso a Palamara che non le rispondeva: “Se mi dai buca, chiamo Travaglio”. Così due mesi fa mi ritrovai sulla prima del Giornale come il deus ex machina di Magistratopoli. Del resto, sono o non sono “il capo del Partito dei Pm con Davigo, Gratteri e Di Matteo”, come assicura l’informatissimo Sansonetti? Lo faccio nel tempo libero che mi lascia il mio terzo mestiere: quello di “vero capo politico dei 5Stelle” (sempre Sansonetti). Fortuna che, come direttore del Fatto, sono solo un prestanome di Rocco Casalino, che si smazza il grosso del lavoro.

Non lo sapevate? Se n’è parlato martedì notte nel Consiglio dei ministri-fiume su Autostrade. Quella sera, nella riunione di redazione, stavamo preparando la prima pagina con titolone e fotona di De Benedetti che aveva riabilitato B.. Poi la nostra Wanda Marra ci ha avvertiti che mezzo Pd, fra cui Guerini, contestava Zingaretti per aver sposato la linea anti-Benetton di Conte e M5S. Ed, essendo quella notizia più fresca dell’altra, abbiamo optato per il titolo United Dem of Benetton col fotomontaggio dei quattro pidini, fra cui Guerini, in veste di indossatori. A mezzanotte, in pieno Cdm, non avendo di meglio da fare o equivocando il senso della sua delega alla Difesa, Guerini ha scaricato il Fatto, ha visto la copertina e ha dato in escandescenze contro Conte. Il quale, narrano le cronache, l’ha guardato incuriosito, tentando di spiegargli che non è uso decidere le nostre prime pagine. Invano. Il cosiddetto ministro, come il lupo all’agnello nella fiaba di Fedro, ha tagliato corto: “Allora, se non sei stato tu, è stato Casalino”. Questa gente è così abituata a dare la linea ai suoi giornali da non riuscire neppure a immaginarne uno che si dà la linea da solo. E ora scusatemi, ma ho da fare a Bruxelles col Recovery Fund. I 173 miliardi, se mai arriveranno, me li pappo tutti io.

29 replies

  1. Fanno i passacarte da talmente tanti anni che quando vedono un giornalista vero, lo scambiano per un marziano, in politica con i 5 S è la stessa cosa.
    Hanno venduto il proprio onore, per 2 spicci e attaccano chi non lo fa, non lo ha mai fatto e mai lo farà.
    Un modo per per riacquistare credibilità c’è ma è doloroso, andare a fanculo, è da anni che ve lo ripetiamo.
    Tra le righe pare che ve lo suggerisca anche Travaglio.

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    • Travaglio dannata pecora nera!
      Perchè non si uniforma al “QUOTIDIANO UNICO?”
      Sicuramente è al soldo dai servizi stranieri ed è riuscito ad infiltrare la politica e la società italiana.
      Dannato antitaliano!!!

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    • Leggo Travaglio da circa 20 anni. Ha una sventura: è l’unico giornalista italiano ad essere letto, anche (ah ah ah ah-risata isterica) da Mattarella. Ma sotto forma di editoriale del Fatto, costo poco più di un euro. Lo leggono i cosiddetti ‘poteri forti’ perchè SANNO che è sincero, leale, corretto, sintatticamente perfetto (tutte qualità rarissime nella stampa italiana, abituata ai feltri, scalfari, porro, facci, e tanti altri ridicoli personaggi) e soprattutto INFORMATO. Quello che sa è sempre una spanna al disopra di chiunque altro. Per questo scatena INVIDIE, GELOSIE, RABBIE, RANCORI, COLICHE ADDOMINALI.
      Insomma.
      Dopo avere letto un Travaglio, non sei più lo stesso di prima.

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      • Ottimo commento… La chiusa poi… “Dopo avere letto un Travaglio, non sei più lo stesso di prima”. Geniale. Grazie

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  2. A questo punto credo che Travaglio sia l’eminenza nera di tutto il torbido dell’Italia, dal caso Moro in poi. I libri di storia parleranno di “Lui” come l’ Armand-Jean du Plessis de Richelieu italiano, che fra il 20esimo e il 21esimo secolo, ha guidato l’Italia verso imperituri traguardi mai raggiunti, dalla fine dell’Impero Romano.

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    • Direttore Le faccio i miei veri e sinceri complimenti. Ce ne fossero di giornalisti come lei…… Ma purtroppo siamo solo circondati da suoi colleghi (?) già venduti o vendibili al miglior offerente per brama di potere e vanagloria. Vada per la sua strada auguri la seguirò sempre. Buon lavoro

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    • Ti ho seguito da quando è stato inventato il fatto. Vai avanti così . Ti sono contro tutti coloro che rubano, intrallazzano e vivono sulla pelle dei cittadini. ridono caste e cosche, perché dici la verità, quella che vogliono negare.

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  3. Dai sabaudo dici la verità… Hai organizzato tu la trattativa stato mafia, la discesa in campo di b., il crollo del muro di berlino, il rapimento moro fino ad arrivare al broglio della vittoria della repubblica sulla monarchia (questo anche se non eri nato ma c’è il tuo evidente zampino pure in questo!). Ma a Dago (che leggo assiduamente) e agli altri pagliacci del circo fa così tanto schifo essere governati finalmente da gente onesta e che cerca di fare gli interessi dell’Italia, o sognano il ritorno dei capaci rapaci che ci hanno depredato e svenduto da sempre?

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  4. Grande Travaglio, come ridicolizza lui i giornalai Italioti è un vero spasso. Sansonetti poi è il più ridicolo di tutti, non è neanche un giornalista, non sa nemmeno cosa sia una notizia e mai ne ha data una.

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  5. “Fresconi”, direi Teste di Chicco, se nelle sue mire, il Direttore, ci sono 173 miliardi provate con qualche “leccatina” come usate normalmente cari ruffiani opportunisti e chissà che alcune briciole tocchino anche a voi a meno che non siate tutti colleghi del dott Affrancato Dal Bisogno, lui ha già leccato a lungo un deretano miliardario.

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  6. Non è assolutamente vero il latino essendo una lingua diversa dall’italiano, quindi per così dire “straniera”, non è necessario renderene plurali i termini. Va bene sia captatio che captationes entrambi nel senso plurale.

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  7. Marco…..Qui non solo si scrivono stronzate ma si dicono anche ” a parole” . L ultima stronzata detta da Salvini….l Italia l unico paese che non ha avuto i soldi e fondi europei e quindi Conte dovrebbe copiare da chi li ha già avuti….. Mi viene da pensare che allora è rimasto solo Conte a Bruxelles al consiglio Eu visto che tutti gli altri presidenti sono tornati a casa con il.bonifico. Speriamo che da qualche parte gli abbiano lasciato “nascosta” la ricetta da copiace. Ma questo “il cazzaro” ci è o ci fa….!!!! Povero demente lui e chi lo vota…

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  8. Un momento per favore, diamo a Travaglio quello che è di Travaglio, ma non crediamo che lui sia un agnellino che da tutto ok bene per gli altri.
    Se abbiamo un pò di cervello, sotto gli occhi ci sono i cambiamenti di opinioni che Il Fatto Quotidiano in questi 10 anni di vita ha fatto., inutile ricordarlo, basta averlo letto assiduamente.
    E poi verificare pure, quante volte Travaglio ha preso posizione sulla dittatura finanziaria delle banche, in po’ articola modo quelle Ebree Statunitensi, non bisogna essere una volpe per capire come mai Travaglio è sempre ospite di Lilli Bindelberg avendo poi mandato il suo vice all'”ultima riunione dello stesso gruppo Bildenberg, ma ora sappiamo che sono solo un gruppo di vecchi amici boy-scout che discutono sulle prossime gite che daranno con i bambini.

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  9. Fai pietà oltre che rabbia. .. Piangino fazioso bugiardo inascoltabile e illeggibile… Excusatio non petita, arrangiamenti maschera-verità, sei una vergogna vai a nasconderti!

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