Il Covid e il Rasoio di Occam

(Mirko Maggi – affaritaliani.it) – Il Covid-19 sta benissimo, è forte e aggressivo come prima, e circola in tutto il mondo, e come tutti i Coronavirus che si rispettino, si adatta alle circostanze. E lo sa fare bene. Per questo ci pare, almeno in Italia, meno presente e meno aggressivo, ma non è affatto così: immaginate un esercito invasore, armato fino ai denti, che fatica a trovare viveri per sfamare le truppe: alcuni soldati moriranno, altri si indeboliranno, ma tanti di loro resisteranno e saranno crudeli e forti come prima. O forse addirittura più di prima.

Questo è il Covid-19, e si è solo abituato a non averci più a portata di mano, così facilmente a tiro, perchè ora siamo più protetti, più attenti; e l’unica cura, l’unica profilassi, l’unico vaccino esistente al mondo, ad oggi, è solo questo: farlo morire di fame e di stenti, fino alla resa, fino all’indebolimento delle sue truppe. Non crediate che sia meno veloce e meno potente di prima, perchè fino a che sarà in vita, fino a che troverà persone indifese da infettare, non perderà mai del tutto la sua carica virale, perchè è impossibile che questo accada. Il nutrimento dell’ospite è la sua struttura vitale, e i casi: “debolmente positivi”, sono proprio a causa di virus in agonia, affamati e morenti, ma è proprio come per la razza umana: se restiamo a digiuno tutti quanti, se all’improvviso chiudessero tutti i negozi e tutti i supermercati, non tutti moriremo nello stesso momento; qualcuno di noi sarà più forte di altri e resisterà, i più deboli moriranno prima, altri non potranno che trascinarsi per terra, anzichè camminare. Ma ci sarà sempre quello che resiste, quello che non demorde, che non muore, fino a quando qualche negozio resterà aperto, e fino a che sarà possibile procurarsi del cibo.

Bisogna solo ragionare, e capire come comportarsi di conseguenza, perchè per fortuna i Virus non pensano, non ancora almeno. Ma noi sì. E per una volta parliamone senza improvvisarci tutti quanti esperti di epidemie e di malattie infettive senza esserlo; e facciamolo senza nasconderci dietro argomenti scientifici che sconosciamo; e ragioniamo, facciamo due conti reali, guardiamo cosa succede intorno a noi, valutiamo le strategie adottate fino ad oggi, e pensiamo: facciamolo sul serio, sforziamoci di analizzare e di capire bene cosa è accaduto intorno a noi, e traiamo le conclusioni più logiche possibili: non le più semplici, ma le più concrete. Dimentichiamo per qualche minuto il Gota degli scienziati, e tutte le eminenze illustri che si contraddicono fra loro alla velocità della luce, e applichiamo il Rasoio di Occam per comprendere la Pandemia in corso; magari scopriamo soltanto “l’uovo di Colombo”, ma per quanto ridicolo possa sembrare, almeno ne saremo certi, perché non sempre le cose più ovvie si vedono o si capiscono con facilità, proprio perchè sono così ovvie che sfuggono alla nostra convinzione.

il “Rasoio di Occam” non è altro che un principio metodologico che, nella sua forma più immediata, è in grado di individuare e suggerire, ai fini della comprensione e della risoluzione di un problema, la scelta più semplice tra le tante ipotesi possibili. Questo principio, ritenuto alla base del pensiero scientifico, fu espresso nel XIV secolo dal filosofo e Frate Francescano inglese Guglielmo di Occam.Il “rasoio” evita di soffermarsi su entità determinanti ma inutili, e favorisce la risoluzione di un problema grazie ai principi “dimostrati”, non teorici, e quindi semplici e con solide ma elementari deduzioni, e permette di individuare la causa, l’effetto, e spesso il rimedio o la risoluzione definitiva.Il “rasoio”, pur attribuendo valore alla semplicità, non esclude altre ipotesi, perchè una elaborazione parziale o riduttiva del problema alla fine metterebbe in dubbio la sua stessa consistenza. Al contrario “il rasoio” concretizza l’idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con “tagli di lama” appunto, e mediante approssimazioni successive, le ipotesi più complicate e complesse e spesso inverosimili e inutili ai fini pratici, e comunque che si concretizzano solo a livello di illazioni e di mere congetture.A parità di fattori la spiegazione più semplice è sempre quella da preferire: non bisogna moltiplicare gli elementi in nostro possesso più del necessario, e non bisogna considerare la pluralità se non è indispensabile, proprio perchè non serve complicare ciò che invece è semplice. All’interno di un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate, sempre, la semplicità e la sinteticità. Ecco perchè, tra le varie spiegazioni possibili di un evento, bisogna scegliere quella più “semplice”, ma non quella più ingenua o quella che spontaneamente affiora alla mente, ma quella che appare ragionevolmente vera, senza ricercare inutili complicazioni aggiungendovi degli elementi causali ulteriori.

Che poi è lo scenario attuale e tutto quello a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi: i talk-show, le finte esclusive, i proclami, le contraddizioni, i botta-e-risposta, le ritrattazioni, le previsioni e le profetizzazioni dei tanti virologi, infettivologi, biologi, scienziati, ricercatori, medici, anestesisti, e chi più ne ha, più ne metta. Ma alla fine siamo sempre alla stessa domanda che ci siamo posti all’inizio: “che cosa è successo, e che cosa succederà?”

Applicando il rasoio di Occam allo stato attuale dei fatti, in Italia, e nel mondo, si scopre che:

PUNTO 1il Covid-19 è vivo e vegeto, non dorme, non è debole, e non è affatto clinicamente morto: basti guardare America, India, Brasile e tante altre nazioni. E in Italia basta una disattenzione, un alleggerimento delle maglie protettive, perchè si crei un focolaio (gli ultimi in Veneto e a Bologna) dove le persone finiscono ancora in terapia intensiva, esattamente come prima. Quindi se fosse “clinicamente inesistente” questo non potrebbe più accadere.

PUNTO 2In Italia dall’8 Marzo siamo stati tutti sottoposti a rigidissime misure di contenimento, lock-down, divieti, e nonostante le trasgressioni e le inottemperanze di molti, gli italiani hanno ben saputo adeguarsi e rispettare tutte le misure di protezione. Infatti i nuovi contagi sono calati nel giro di due-tre mesi, fino ad arrivare ad un abbattimento quasi totale della curva, che da giorni è scesa e stabile. Ma bisogna però comprendere che le misure di contenimento sono ancora in parte in essere: scuole, cinema, teatri, l’obbligo di mascherine: ed è questo che continua a far morire di fame il Covid-19 e a sterminarne l’esercito, e non a renderlo meno virulento: è soltanto un minore numero di presenza del virus. E’ il famoso esercito decimato, ma i soldati rimasti vivi sono ancora armati e pericolosi. Quindi la didascalica affermazione del dottor Zangrillo è verissima da una parte, ma è del tutto decontestualizzata a livello pratico dall’altra, perchè tiene conto solo della soluzione “semplice” (il calo dei contagi e lo svuotamento delle terapie intensive) e non del reale motivo che la rende possibile.

PUNTO 3In Israele (circa 10 milioni di residenti, come il territorio della nostra Lombardia), oggi, dicono di essere nel pieno di una “epidemia di ritorno”, quello che l’OMS continua ad ipotizzare a ottobre in tutta Europa. Ma non si tratta di nessuna epidemia di ritorno, nè in Israele oggi, nè sarà in Europa a Ottobre, se sarà. Perchè si tratta sempre dello stesso virus che abbiamo ancora oggi, nelle unità in cui è riuscito a sopravvivere al digiuno a causa dei nostri contenimenti, e che di colpo non trova più la resistenza del divieti, dei lock-down, delle quarantene. Infatti in Israele è successo questo: da Marzo a fine Aprile tutti si sono barricati in casa e il paese è stato del tutto “sbarrato”. Poi, alla naturale discesa dei nuovi contagi, verso i primi di Maggio, hanno riaperto tutto di colpo, scuole comprese. Dalla metà alla fine di Maggio sono scoppiati focolai ovunque, proprio a cominciare dalle scuole, e ad oggi hanno una media di 1000/1500 nuovi contagi al giorno: un numero addirittura superiore a quello del Marzo scorso. Quindi anche qui il virus era clinicamente morto e poi è ricomparso? Certo che no: tutti i virus che hanno resistito “in salute” alla carestia, sono tornati a infettare chi non era più protetto.

PUNTO 4La famosa “immunità di gregge”, invocata prima in Gran Bretagna, poi in Svezia, e poi in America, tentando solo dopo inutili e controproducenti inversioni di rotta, è solo un olocausto da evitare, perchè il Covid-19 non si sazia mai, e più si alimenta più diventa forte (lo han dimostrato i fatti), e più vittime può fare, più ne farà. Solo gli immuni naturali resisteranno, e più che immunità di gregge, vuol dire condanna a morte del 60-70% della popolazione di qualsiasi territorio. Perchè questo dicono le statistiche in merito alle persone immuni al Covid-19, e i numeri non possono sbagliare. Ecco perchè “il rasoio di Occam” trova risoluzione anche in questa analisi: l’unico modo per uccidere, sterminare, e debellare il virus, non è credere che possa suicidarsi, o indebolirsi, o addormentarsi, o accontentarsi. Bisogna solo proteggersi fino a quando non sarà più in grado di attaccare e fare male, e non alimentarlo.

Ognuno tragga le proprie conclusioni, ognuno rifletta, ognuno si prenda le proprie responsabilità. Abbandonare le protezioni, cedere alla lusinga del: “ora è debole” è un errore. E’ necessario trovare una via di mezzo tra la chiusura totale di ogni cosa, impossibile da praticare, e continuare a proteggersi fino a quando non avremo reso inoffensivo il virus (dato che è impossibile eliminarlo del tutto, visto che i virus comunque circoleranno sempre, ma in quantità minima non sono preoccupanti).

Tutto il resto è solo show televisivo, libri da vendere, interessi economici, delirio di onnipresenza e di visibilità, e tanta, tanta, tanta demagogia. Tutte le guerre sono state vinte non dai fucili o dalle armi dei soldati, ma dalle strategie, dalle menti e dai pensieri dei Generali che li hanno combattuti. Perchè questa è la storia. E conoscere la storia di ieri è la nostra unica possibilità di salvezza e di saggezza di oggi.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

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