
«Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. È la scelta peggiore», dice Grégory Doucet, che vorrebbe invece «investire sulle infrastrutture già esistenti»
(open.online) – È uno dei sindaci simbolo di «quell’ondata verde che si leva in Francia», come l’ha definita detto Eva Sas, la portavoce di Europe Ecologie-Les Verts (Eelv), alla chiusura dei seggi domenica 28 giugno. Grégory Doucet, 46 anni, è il nuovo primo cittadino della terza città di Francia, 1,4 milioni di abitanti nell’area metropolitana. Le imprese della ricca e industriale Lione di Doucet saranno «accompagnate verso una transizione ecologica».
Nell’intervista a La Stampa, il sindaco ha toccato il nervo scoperto della Tav. Come la sua omologa torinese, Chiara Appendino del Movimento 5 stelle, anche il primo cittadino di uno dei due estremi della linea ad alta velocità è contrario alla realizzazione dell’opera: «Fra le nostre città – Torino e Lione, ndr. – esiste già un’infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, ed è su quella che dovremmo investire. La Francia ha iniettato troppi pochi fondi sul trasporto merci su rotaia a livello nazionale. E ora vogliono farci credere che con la Tav rilanceremo l’attività. Ma è assurdo».
Il neosindaco di Lione ribadisce che «se valorizzata, la linea già esistente è sufficiente per i treni che vi devono circolare. Ecco, investiamo prima lì e nel resto della Francia». Nonostante i lavori per costruire la grande opera siano già a un buon punto – è stato scavato il 18% delle gallerie, per un totale di 164 km sotterranei che uniranno Francia e Italia – Doucet ritiene sbagliato proseguire con gli scavi: «Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. È la scelta peggiore. Bisogna fermare la Tav», dice perentorio.
E rivendica, seppur non abbia potere decisionale sulla materia, di «dover dire la mia opinione, visto che sono alla guida della mia città». Saranno i governi di Parigi e Roma, insieme alle istituzioni europee, a decidere sul futuro della Tav.
Il sig. Doucet non ha capito nulla. Se lo dicono i nostri migliori politici e i nostri migliori giornalisti, si DEVE fare. Anche a costo di non ” gettare” il binario, il BUCO si deve fare. Qualcuno , se no, avrebbe buttato un bel po’ di soldi. Non molti, in verità, perché le tariffe sono stracciate.
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Mi chiedo cosa ha capito Lei invece della NLTL??Visto cosa scrive. E se almeno sa dove é ? Sono 30 anni che la menano con quest’opera assurda e questo disinformato che ha scritto l’articolo – scrive: ” l’opera é a buon punto”.(SIC) Ma non é stato scavato un metro…Sono state scavate 4 discenderie che, non hanno niente a che vedere con il tunnel di base a doppia canna.
Prima di parlare,studiate e informatevi…
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Egregia poveraitalia, non le sfuggirà, spero, la figura retorica del paradosso: “Affermazione, proposizione, tesi, opinione che, per il suo contenuto o per la forma in cui è espressa, appare contraria all’opinione comune o alla verosimiglianza e riesce perciò sorprendente o incredibile. Il termine fu usato già dagli stoici, per designare quelle tesi, specialmente etiche, che apparivano contrastanti con l’esperienza comune (per es., che il dolore non fosse un male) – da Treccani”.
Ecco, la mia proposizione era un paradosso.
Saluti
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poveraitalia
non voglio interpretare il pensiero di paolo diamante Roma
ma credo che fosse in un delirio sarcastico
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In tempo di pandemia e scarse risorse, tutte le stronzate dette sul tav tornarono a galla.
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