Telese Terme (BN), Angela Abbamondi: “Commercio, nuove proposte”

La quarantena forzata cui siamo stati sottoposti negli ultimi due mesi, ha procurato non solo paura e tensione sociale ma anche una forte depressione a livello economico.

Da poche ore siamo ufficialmente nella “Fase2”, quella che dovrebbe rappresentare la ripartenza ma che, come è ormai chiaro a tutti, sarà molto più difficile da gestire in quanto tante ancora sono le incertezze.

Intere famiglie sono sulla soglia della povertà a causa della perdita del lavoro dovuta alla chiusura della maggior parte delle attività produttive. Sono parecchi, infatti, i settori interessati che chiedono con insistenza di essere sostenuti. Ci sentiamo, dunque, in dovere di essere vicini a tali categorie, auspicando un aiuto concreto non solo a livello nazionale ma anche locale e mai come oggi la politica dovrà assumersi in pieno le proprie responsabilità.

Settore trainante della nostra cittadina è sicuramente il commercio ed è proprio da qui che, seguendo le tempistiche dettate dalle disposizioni nazionali e regionali, bisognerà ricominciare a costruire.

La prima azione da porre in essere sarebbe innanzitutto quella di prevedere una rimodulazione degli affitti dei locali, una tra le maggiori voci di costi a bilancio per una attività commerciale.

Ciò mediante una dilazione degli stessi da determinare attraverso un Protocollo d’Intesa tra Comune, Sunia e Confesercenti.

Un accordo che preveda, a fronte di uno sgravio fiscale IMU, l’impegno dei proprietari a rimodulare i canoni tenendo conto dei valori locativi medi OMI e della “zonizzazione” (periferia, centro).

Necessario poi, sarebbe agire sulla leva fiscale mediante la rimodulazione di quanto dovuto, in termini di tasse, imposte e contributi per un minimo di sei mesi e la costituzione di un Tavolo di crisi per il settore unitamente, ove possibile, ad un contributo che vada ad aggiungersi a quello statale.

Al riguardo la copertura in bilancio potrebbe essere garantita dalla enorme iniezione di liquidità disposta dal Governo con la sospensione dei mutui a carico del Comune per tutto il 2020.

Nella consapevolezza che queste sarebbero azioni che non risolverebbero in toto il problema, ecco dunque che subentra la necessità di ulteriori azioni che apportino nell’immediato quella scossa necessaria alla ripresa.

Da qui nasce l’idea, innovativa per una cittadina di qualche migliaio di abitanti, di implementare una piattaforma online che consenta ai commercianti, per ora, di continuare ad operare attraverso le spedizioni nonostante il particolare momento e di sostenere le spese vive; di ritrovarsi, in futuro, con un mezzo che consenta altri e più agili modi di vendita, al passo con la modernità e con la visione di una Smart City.

Ciò alla stregua di piattaforme di commercio e di intermediazione on line molto conosciute come Amazon, Groupon, eBay e Just.eat, tanto per citarne alcune.

Il progetto sarebbe quello di mettere in rete un megastore dove i commercianti che aderiranno all’iniziativa avranno la possibilità di far conoscere i propri prodotti creando una grande vetrina virtuale.

Attraverso questa piattaforma, gli esercenti riceverebbero gli ordini dal consumatore direttamente sul portale per poi effettuare la spedizione; ciò attraverso un servizio in convenzione con dei fattorini, assunti tra i giovani locali aumentando così l’occupazione anche in un periodo di crisi.

I clienti potranno invece consultare lo shop online con la possibilità di acquistare prodotti venduti dai commercianti locali per sostenerne la ripresa. La ricerca potrebbe essere effettuata per categorie merceologiche oppure per negozio.

Stessa cosa per la consegna a domicilio ed il takeaway dei prodotti alimentari di ristoranti, pizzerie, pub, tavole calde, etc. Ogni esercizio caricherebbe il proprio listino, si ordina online, e il cliente riceverebbe tutto a casa. In sostanza, darebbe la possibilità ai commercianti locali di fornire un servizio utile in tempi di crisi, attraverso l’utilizzo dell’acquisto on line con spesa a carico dell’utente finale per un massimo di uno o due euro a consegna.

L’iniziativa potrebbe partire da Telese per poi essere estesa alla Città Telesina, come primo vero servizio erogato per la sua ripartenza.

Quanto invece ai costi della start up, riteniamo che questi debbano essere, almeno per il primo mese, attinti dalle casse comunali; una volta trascorso tale periodo, in una seconda fase, la gestione della piattaforma potrebbe essere presa in carico dall’Associazione commercianti o da una cooperativa di giovani telesini.

Finito il primo mese ogni commerciante per sostenere il progetto pagherebbe una piccola quota per aderire al portale ed ai vantaggi che il progetto offre. Un prezzo che in termini di ammortamento sarebbe risibile a fronte di un ritorno commerciale elevato.

Insomma, obiettivi importanti ma anche facilmente perseguibili, nella consapevolezza che mai come in questa fase di difficile ripartenza c’è bisogno delle istituzioni affinchè guidino e supportino gli interessi delle categorie.

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