Bonafede e Di Matteo, due figure da difendere

(Roberta Labonia) – Comunque alla fine di questa giornata dove ho concentrato tutta la mia attenzione alle reazioni suscitate dalla querelle Bonafede-Di Matteo, l’ultima parola l’ha espressa Nicola Morra, Presidente della Commissione Antimafia e senatore del MoVimento 5 Stelle.

Ed é una parola di saggezza: l’errore più grande in cui oggi rischiamo di cadere, noi che cerchiamo di portare avanti un pensiero post ideologico, disgustati dal teatrino decennale dell’ancien regime, è quello di dividerci in opposte tifoserie, di schierarci chi con il Ministro della Giustizia, chi con il magistrato Nino Di Matteo. Entrambe figure integerrime che della lotta alle mafie e alla criminalità hanno fatto la loro missione.

E qui cerco di ampliare il concetto:

Dividendoci faremmo il gioco dei tanti che, sia da sinistra che da destra, pur di indebolire il Movimento 5 Stelle, oggi si schieranno dalla parte di Nino Di Matteo, quando per costoro fino a ieri questo magistrato era stato un personaggio scomodo. Ha combattuto la mafia, minacciato e sotto scorta fin dal 93, non facendo sconti a nessuno (il primo ergastolo a Totò Riina lo commino’ lui). Di Matteo è stato il primo, insieme ad altri 2 magistrati, dopo anni di omertoso silenzio, a far luce sulla cosiddetta Trattativa Stato/Mafia, arrivando ad una sentenza in primo grado che provava che, si, c’era stata. Inviso e scomodo quando ha affermato, senza tema di smentita, che la strage di via D’Amelio, dove finirono uccisi il giudice Borsellino e la sua scorta, “non fu solo mafia”, ma c’erano anche uomini delle Istituzioni. Osteggiato, delegittimato, addirittura deriso, quando, in più occasioni, ha recitato la sentenza dell’Utri, il fondatore di Forza Italia condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, la dove diceva che per 20 anni Berlusconi aveva pagato Cosa Nostra, anche quando era Presidente del Consiglio.

E faremmo anche il gioco di quei tanti che hanno gettato e tutt’ora gettano fango su Bonafede, perché altrettanto scomodo, quando, da poco divenuto Guardasigilli, nel 2019 ha prodotto la più seria legge anticorruzione che l’Italia ricordi. È grazie ai trojan da lui introdotti se nell’arco di un solo mese nell’ambito della legge cosiddetta “Spazzacorrotti” se, lo scorso anno, sono venuti alla luce la sanitopoli umbra e i giochi sporchi sulle nomine del CSM. È grazie sempre a Bonafede se oggi molti personaggi dalla coscienza sporca che siedono in Parlamento non possono più contare sulla tagliola di una prescrizione che lasciava impuniti i loro reati. Ci voleva lui, dopo tanti anni di colpevole inattività da parte di chi lo aveva preceduto, per riformarla. Sempre a lui dobbiamo la riforma del codice civile e quella del processo penale. Roba che l’Italia aspettava da decenni, lui l’ha portata alla luce dopo neanche due anni di dicastero. E dobbiamo ringraziare sempre il Guardasigilli Bonafede se da oggi uscire dal 41-bis sarà molto, ma molto più difficile.

Due uomini delle Istituzioni, Alfonso Bonafede e Nino Di Matteo, che danno lustro all’Italia, probabilmente rimaste vittime fra loro di un difetto di comunicazione. Non dobbiamo sacrificarli sull’altare di coloro che hanno sempre tramato per delegittimarli, al contrario, dobbiamo difenderli. Ce ne abbiamo pochi.

12 replies

  1. Ecco così è già più digeribile.
    Se non altro serve a ricordare ai tifosi grillini che in questi giorni hanno tentato di screditare Di Matteo, quanto sono lontani da un minimo senso di giustizia.

    Ma, c’è purtroppo più di un ma.
    “Dividendoci faremmo il gioco dei tanti che, sia da sinistra che da destra, pur di indebolire il Movimento 5 Stelle, oggi si schieranno dalla parte di Nino Di Matteo”
    E se si schierassero dalla parte di Di Matteo semplicemente perché ritengono che abbia fatto bene a dire la verità?
    Perché è di VERITÀ che si tratta, non smentita neanche dallo stesso Bonafede.
    Questa eventualità non dovremmo contemplarla?

    “Due uomini delle Istituzioni, Alfonso Bonafede e Nino Di Matteo, che danno lustro all’Italia, probabilmente rimaste vittime fra loro di un difetto di comunicazione”
    Ma quale errore di comunicazione, ma dove l’hai visto?!
    Bonafede deve semplicemente spiegare perché ha cambiato repentinamente idea ed ha messo al posto di Di Matteo chi sappiamo. È semplice. Non ci sono affermazioni da confutare, equivoci da chiarire ma solo una risposta da dare. E a darla deve essere il ministro! Nessun altro.
    I meriti di Bonafede sarà difficile metterli in discussione ma poiché io credo che abbia avuto pressioni ( si vocifera dal PDR), è bene che il ministro ne parli perché l’errore nella scelta è stato grave. Ed anche il non aver vigilato sull’operato del capo del Dap è stato un suo errore.
    La trasparenza in questi casi può fare solo del bene alla giustizia.
    L’omertà che molti grillini si sarebbero aspettati da Di Matteo fa schifo.

    "Mi piace"

    • Ma di quale VERITA! Vai cianciando!?
      Un ministro è libero di decidere chi nominare e chi non nominare.
      Quello che ha fatto il consigliere Di Matteo è senza precedenti.
      Attaccare e calunniare in diretta televisiva il suo ministro.
      Un uomo di stato che attacca un altro pezzo dello stato.
      E’ inaudito!
      E per cosa ? Perchè Bonafede non gli ha dato il posticino che voleva?
      Questo vale un enorme calunnia a mezzo TV?
      Ma avete idea di quante nomine fanno i ministri di ogni dicastero.
      Figuratevi se ogni funzionario scartato potesse parlare e sputtanare il proprio ministro.
      Ogni giorno ci sarebbe un presunto scandalo.
      No no poche ciancie Di Matteo l’ha fatta grossa enorme.
      Ha atteso DUE ANNI 2 anni ! Per dire sta cazzata?
      L’omertà non c’entra nulla.
      Quelli erano colloqui privati.
      Tra pezzi dello stato, lavare i panni sporchi in piazza e in quella piazza sopratutto è una cosa indegna.

      Piace a 2 people

      • Faccio veramente fatica a capire la logica dei vostri ragionamenti.

        “Ma di quale VERITA! Vai cianciando!?
        Un ministro è libero di decidere chi nominare e chi non nominare”

        Assolutamente sì ma che c’entra col caso in questione?l
        Qui non si tratta di uno strano dietrofront del ministro su una decisione che lui stesso aveva preso!
        Un dietrofront che ha comportato la sostituzione di Di Matteo con una persona che ha contribuito pesantemente, con le sue negligenza (intenzionali?), a scarcerare i boss.
        Non ti sono chiari i termini della questione.

        “Quello che ha fatto il consigliere Di Matteo è senza precedenti.
        Attaccare e calunniare in diretta televisiva il suo ministro.”

        Di Matteo ha detto la verità?
        Perché se di verità si tratta non è calunnia.

        Tralascio il resto.

        "Mi piace"

  2. https://www.penitenziaria.it/carceri/i-boss-intercettati-in-carcere-contenti-della-circolare-dap-e-bonafede-commissaria-basentini-3285.asp
    Possibile che Bonafede (nomen open in questo caso ma ahimè colpevolmente ) ignorasse le circolari che il suo sottoposto emanava e che facevano tanto clamore negli istituti di pena? Mah! Per sciogliere l’enigma non basterà leggere il fondo di Travaglio anche esso improntato al cerchiobottismo tra i due paladini del Movimento.

    "Mi piace"

    • Per sciogliere l’enigma basta dire poche parole.
      Dipartimento affari penali
      Bernardo Petralia
      Roberto Tartaglia
      Chi avesse ancora dei dubbi è in malafede su Bonafede.

      "Mi piace"

  3. https://www.penitenziaria.it/carceri/i-boss-intercettati-in-carcere-contenti-della-circolare-dap-e-bonafede-commissaria-basentini-3285.asp
    Possibile che Bonafede (nomen omen in questo caso ma ahimè colpevolmente ) ignorasse le circolari che il suo sottoposto emanava e che facevano tanto clamore negli istituti di pena? Mah! Per sciogliere l’enigma non basterà leggere il fondo di Travaglio anche esso improntato al cerchiobottismo tra i due paladini del Movimento.

    "Mi piace"

  4. Niente paura, il conflitto di idee, il dissenso, la critica, la dialettica, la passione, il dibattito, sono il sale della democrazia.
    Presto le nebbie si diraderanno…

    "Mi piace"

  5. I DUE INTERVENTI TELEFONICI DI DI MATTEO E BONAFEDE ALLA TRASMISSIONE DI GILETTI
    L’attacco precedente a Bonafede era partito dalla Lega dicendo che era stato Bonafede a volere la scarcerazione dei boss mafiosi con la scusa del contagio
    L’attacco poteva andare bene solo per chi non conosce la legge, infatti non è il governo che può mandare ai domiciliari un detenuto ma il giudice di sorveglianza
    e guarda caso l’invio ai domiciliari del boss Muraro,che era stato colonello di Provenzano con la scusa che era malato e vecchio e doveva fare solo 8 mesi di carcere,era partito a un giudice di sorveglianza, che, guarda caso, è la moglie del leghista Roberto Cota.Per carità il giudice Calzolari poteva benissimo essere nel giusto ma la Lega sapeva benissimo tutto questo per cui l’attacco iniziale fatto a Bonafede accusandolo di essere stato lui a voler liberare i boss mafiosi era doppiamentio falso e truffaldino
    Dopo che Bonafede è riuscito a chiarire le cose,la Lega riparte con un nuovo attacco
    Questa volta accusa Bonafede di essere stato asservito alla mafia dal momento che non aveva dato la direzione del DAP a Di Matteo
    Se se questo asservimento ci fosse stato, Bonafede manco lo avrebbe chiamato il Di Matteo
    Notiamo come Giletti non fa nemmeno parlare Bonafede e poi gli toglie la parola.
    davvero un pessimo servizio che mostra chiaramente dalla parte di chi sta questo Giletti. Comunque per chi no ha sentito la trasmissione, è questa:

    Piace a 1 persona

    • Cara Viviana bene hai fatto ad inserire il link alla trasmissione. Infatti da li ciascuno , scevro da partigiane ria può constatare anche dal minutaggio concesso ai due interlocutori che mentre l ‘eloquio del Di Matteo è stato limitato alla rappresentazione dei fatti , la rappresentazione data dal ministro della sua verità era alquanto fumosa e molto poco concreta . Nella fattispecie il nodo che era importante da sciogliere (e che il gardasigilli si è ben guardato dallo sciogliere rifugiandosi in una autodifesa che tuttavia non contrasta la tesi del magistrato ) era dare la spiegazione sui motivi del ripensamento , cosa fattibile in poche frasi ben argomentate e con il supporto di circostanze realmente accadute . Inoltre la tua tesi relativa ai pretesi ostacoli frapposti dalla Lega non appaiono verosimili in quanto qualora effettivi il Bonafede avrebbe potuto invocarne la sussistenza gettando la croce addosso ai vecchi alleati e salvando se stesso, cosa che non è avvenuta ne in quella sede e ne successivamente. Resta perciò un mistero la designazione di un oscuro magistrato di Potenza ad una carica così importante (contrapposta alle figure attualmente schierate nella carica di Capo e Vice SAP senz’altro più confacente al ruolo). Alla stessa stregua la emanazione da parte del Basentini di circolare che disponeva il monitoraggio dele condizioni di salute dei mafiosi al 41 bis ha oggettivamente offerto su un piatto d’argento la possibilità di uscita dal carcere dei mafiosi così anche la intempestivita’ nelle risposte richieste dai magistrati sassaresi.

      "Mi piace"

  6. Ogni personaggio pubblico ha una sua storia e da questa si dovrebbe partire per esprimere un giudizio
    sul suo operato e, ma questo è molto più difficile, sulle motivazioni che lo spingono.
    Di Matteo e Bonafede giocano da sempre nello stesso campo, quello della tutela della legalità, e per questo
    meritano il nostro apprezzamento.
    Ciò non toglie che nel corso della durissima partita contro il sistema paramafioso che ha finito per dominare
    il Paese qualcuno possa sbagliare un passaggio (Bonafede) o infilare un gol nella propria porta (Di Matteo).
    Ciò significa che dobbiamo crocifiggere l’uno o l’altro o tutti e due ai bordi del campo?
    Sicuramente no… la partita è ancora lunga e l’esito incerto e non ci possiamo permettere di mandare negli
    spogliatoi due campioni che rischiano anche le loro vite per far vincere la Legalità.
    Questo non vuol dire che noi, dagli spalti, non possiamo fischiare sonoramente chi commette errori che
    possono pregiudicare l’esito della partita.
    Per rimanere nella metafora, Bonafede può aver sbagliato un passaggio, ma DiMatteo ha addirittura
    sbagliato porta insaccando la palla nel sette della sua (nostra) porta.
    Rimane un goleador, ma in questo caso merita la selva di fischi che hanno seguito la sua prodezza, mescolati agli applausi scroscianti degli avversari, felici e increduli,

    "Mi piace"

    • Beh. Che dire? La metafora calcistica prescelta ben rappresenta la vocazione partigiana. E a ben vedere illustra anche ben altre capacità verso sport più impegnativi nonché pericolosi (anche per l’etica personale ) : il “free-climbing

      "Mi piace"

    • Lasciamo perdere il calcio.
      Salvini è una merda e Bonafede, nonostante tutto, è un buon ministro che ha più meriti che demeriti.
      Ma ciò che è inaccettabile è attaccare Di Matteo soltanto perché ha osato dire una verità scomoda.
      Chi ama la verità, a proposito di stampa libera, continua ad amarla anche quando è scomoda.
      Di Matteo non aveva alcun interesse a mettere in difficoltà il ministro perché sapeva benissimo che si sarebbe esposto agli attacchi dei suoi ex simpatizzanti, credi che non lo aveva previsto? Ma era doverosa la sua dichiarazione altrimenti sarebbe stato reticente su tema che è diventato cruciale solo dopo la scarcerazione dei boss. La mafia e la corruzione si combattono anche con la trasparenza.
      Se Basentini fosse stato impeccabile nel suo lavoro Di Matteo non avrebbe fatto alcuna dichiarazione, sarebbe rimasto in silenzio come aveva già fatto.
      Ma come fanno a sfuggirti questi aspetti?
      Tutti a chiedersi perché ha aspettato due anni. I motivi sono ovvi!

      Bonafede, da uomo retto qual è, non ha smentito le parole di Di Matteo.

      Ma dovrà spiegare il suo dietrofront.
      E dovrà farlo anche perché quel dietrofront ha portato ai vertici dell’amministrazione penitenziaria un emerito incapace, nella migliore delle ipotesi.
      Bonafede potrasempre dire che su Basentini ha commesso un errore. Punto.
      Errore al quale ha in buona parte già recuperato migliorando la prassi in materia e nominando persone che hanno a cuore la lotta alla mafia.

      Dobbiamo riconoscere che Bonafede ha sbagliato, non gettare merda su Di Matteo che di certo non se lo merita.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.