
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Siccome non sa neppure cosa sia la sicurezza – cioè la certezza delle pene, che però non conviene a lorsignori – lo sgoverno continua a sfornare nuovi reati: 57 in quattro anni, più 60 aggravanti, in ben 8 decreti Sicurezza. E l’unica sicurezza che ha aumentato è quella del caos. Eppure nel centrosinistra c’è qualche genio (la spensierata Madia) che vorrebbe votare con questi dementi una legge “bipartisan” per vietare i social ai ragazzi sotto i 14 anni: ennesima grida manzoniana a effetto zero, salvo piantonarli e pedinarli a uno a uno per controllare che non usino i social di parenti o amici più grandi. Senza contare che solo un sadomasochista può associarsi in Parlamento a chi ha appena tentato di trasformare l’Italia in una succursale del Cile di Pinochet dando poteri d’indagine e di arresto ai militari e, col Guardagingilli Carletto Mezzolitro, promette “più carceri per minorenni” dopo i fiaschi collezionati su quelle per maggiorenni. Per fortuna siamo sempre a metà strada fra la tragedia e la farsa, fra l’horror e il cinepanettone. Basti pensare che l’ultimo reato della premiata ditta, punito fino a 5 anni di carcere, è la “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”, come se finora spaccare tutto in piazza fosse consentito o addirittura consigliato. Invece è già punito dalla notte dei tempi dall’art. 419 del Codice penale, e molto più severamente: fino a 15 anni per gli “atti di devastazione e saccheggio”, con aggravanti fino a 20 per le “pubbliche manifestazioni”. Quindi conviene il nuovo reato, non quello vecchio. E sorvoliamo su paradossi giuridici come il “fermo preventivo” (prima che tu faccia il reato già sanno che lo farai) e l’arresto in “flagranza differita” (ti prendono dopo, ma è come se fosse durante), perché sono materia psichiatrica. […]
Poi ci sono i vecchi reati spacchettati per farli sembrare nuovi. Tipo l’omicidio: nel menu à la carte sono entrati il femminicidio, l’omicidio colposo stradale, quello sul lavoro e quello nautico (ove mai qualcuno pensasse che in luoghi bagnati o umidi sia consentito). Quello stradale lo inventò Renzi, con pena massima di 18 anni: quasi quella dell’omicidio volontario. Così, se la vittima è ancora viva sull’asfalto, al pirata della strada conviene ammazzarla ripassandole sopra due volte per evitare che lo identifichi e lo denunci. Idem per la violenza sessuale: le pene massime sono così simili a quelle dell’omicidio che a qualche stupratore verrà il trip di ammazzare la donna per non esserne denunciato. Non male anche l’aggravante per tutti i reati se commessi in metropolitana, in stazione “o nelle immediate vicinanze”: così, nel caso, lo stupratore trascina la vittima a debita distanza. È l’ultimo modello della pena di morte: quella che i delinquenti li fa morire dal ridere.
L’invidia delle pene
(Di Marco Travaglio) – Siccome non sa neppure cosa sia la sicurezza – cioè la certezza delle pene, che però non conviene a lorsignori – lo sgoverno continua a sfornare nuovi reati: 57 in quattro anni, più 60 aggravanti, in ben 8 decreti Sicurezza. E l’unica sicurezza che ha aumentato è quella del caos. Eppure nel centrosinistra c’è qualche genio (la spensierata Madia) che vorrebbe votare con questi dementi una legge “bipartisan” per vietare i social ai ragazzi sotto i 14 anni: ennesima grida manzoniana a effetto zero, salvo piantonarli e pedinarli a uno a uno per controllare che non usino i social di parenti o amici più grandi. Senza contare che solo un sadomasochista può associarsi in Parlamento a chi ha appena tentato di trasformare l’Italia in una succursale del Cile di Pinochet dando poteri d’indagine e di arresto ai militari e, col Guardagingilli Carletto Mezzolitro, promette “più carceri per minorenni” dopo i fiaschi collezionati su quelle per maggiorenni. Per fortuna siamo sempre a metà strada fra la tragedia e la farsa, fra l’horror e il cinepanettone. Basti pensare che l’ultimo reato della premiata ditta, punito fino a 5 anni di carcere, è la “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”, come se finora spaccare tutto in piazza fosse consentito o addirittura consigliato. Invece è già punito dalla notte dei tempi dall’art. 419 del Codice penale, e molto più severamente: fino a 15 anni per gli “atti di devastazione e saccheggio”, con aggravanti fino a 20 per le “pubbliche manifestazioni”. Quindi conviene il nuovo reato, non quello vecchio. E sorvoliamo su paradossi giuridici come il “fermo preventivo” (prima che tu faccia il reato già sanno che lo farai) e l’arresto in “flagranza differita” (ti prendono dopo, ma è come se fosse durante), perché sono materia psichiatrica.
Poi ci sono i vecchi reati spacchettati per farli sembrare nuovi. Tipo l’omicidio: nel menu à la carte sono entrati il femminicidio, l’omicidio colposo stradale, quello sul lavoro e quello nautico (ove mai qualcuno pensasse che in luoghi bagnati o umidi sia consentito). Quello stradale lo inventò Renzi, con pena massima di 18 anni: quasi quella dell’omicidio volontario. Così, se la vittima è ancora viva sull’asfalto, al pirata della strada conviene ammazzarla ripassandole sopra due volte per evitare che lo identifichi e lo denunci. Idem per la violenza sessuale: le pene massime sono così simili a quelle dell’omicidio che a qualche stupratore verrà il trip di ammazzare la donna per non esserne denunciato. Non male anche l’aggravante per tutti i reati se commessi in metropolitana, in stazione “o nelle immediate vicinanze”: così, nel caso, lo stupratore trascina la vittima a debita distanza. È l’ultimo modello della pena di morte: quella che i delinquenti li fa morire dal ridere.
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“Carletto Mezzolitro” 😀
“E io che sono Carletto
L′ho fatta nel letto, l’ho fatta nel letto
L′ho fatta per fare un dispetto
Che bello scherzetto per mamma e papà” 😀
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maledette toghe rosse! Tutta colpa loro.
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Queste puttanate infantili (come già quelle precedenti sui rave party del resto) sono però più che sufficienti per il pubblico cui sono rivolte, precedentemente ammorbidito da marketing mediatico.
Ora per dire c’è una bella fetta di persone, non solo di destra, diciamo bifascist, che mentre le proteste indicano le disuguaglianze sociali e la crisi economica in atto e il rifiuto della guerra, guardano il dito della vetrina spaccata (dagli infiltrati per lo più), e se la prendono coi ragazzini che fanno i ragazzini (mentre quando erano ragazzini loro si comportavano evidentemente da cinquantenni, mai una lite, mai un grido), e coi manifestanti perchè manifestano. Intolleranti!
Del resto i giovani d’oggi son sempre peggio di quelli di ieri …
Ma perchè invece non se ne stanno a casa a godersi la pensione?
Mi stupisce che ancora si tolleri lo sciopero, che sottrae utile ai poveri padroni illuminati, o le manifestazioni, che sporcano le strade e rallentano il traffico, o le elezioni, che consumano ore sottratte al lavoro e abbassano il PIL.
Abbiamo già una classe politica esperta che lavora per risolverci i problemi … e allora lasciamoli lavorare!
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Scanzi alle volte è demenziale.
Qui è intervistato dalla sua fidanzata.
Fa un pò l’impressione di Emilio Fede quando nel ciclo le grandi interviste si intervistò da solo.
Lei è caruccia.
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Giancarlo Selmi
Quando la politica smette di pensare a tutti, muore. Quando difende gli interessi di pochi ed è cieca davanti a quelli di tutti, è già sepolta. La politica dovrebbe avere un solo faro: il bene comune. E un solo obiettivo: far vivere meglio tutti. Non qualcuno. Tutti. Quando invece diventa uno strumento per proteggere privilegi e arricchire pochi a spese della collettività, succede questo: le disuguaglianze crescono, i più fragili vengono abbandonati, l’ascensore sociale si ferma, la speranza sparisce
E quando un popolo perde la speranza, arriva la rabbia. Così nascono le rivolte. E così, spesso con l’aiuto delle élite, sono nati anche i fascismi. Mussolini non arrivò da solo: le élite di allora gli aprirono la strada. Per decenni, in Italia, il patto era semplice: se studi, vivrai meglio dei tuoi genitori. Finché quel patto ha retto, il Paese è cresciuto e ha conosciuto la pace sociale. Oggi quel patto è stato rotto. E no, non è colpa degli immigrati. Non è colpa di una fantomatica “islamizzazione” o di una “sostituzione etnica” che nessuno sa nemmeno spiegare.
La colpa è della politica. L’unica eccezione recente è stata il secondo governo Conte: l’unico che abbia messo al centro la redistribuzione e guardato alle fragilità senza escludere nessuno. Non solo il “mondo produttivo”. Tutti. Ed è stato fatto cadere con una manovra di palazzo. Da allora le disuguaglianze sono esplose. Si è applicata la versione più dura del neoliberismo. E le scelte di questo governo hanno spaccato il Paese come non era mai accaduto.
Oggi in piazza non ci sono solo “i soliti”. Ci sono agricoltori e autotrasportatori, molti dei quali hanno votato in massa per questa destra. E ora quella stessa destra li abbandona e, ascoltando Meloni, Salvini e Lollobrigida, sembra quasi volerli trattare da colpevoli, tentando perfino di criminalizzarli. Le proteste non si fermano, nonostante i contentini. E la colpa, come sempre, è di qualcun altro. Mai loro.
Le proteste le hanno nascoste finché hanno potuto, non ne hanno parlato, non se ne sono occupati. Hanno perfino impedito ai loro TG di parlarne. Ora non sanno cosa fare, quattro spicci e li chiamano criminali perché non obbediscono. È ora di mandarli a casa. Andiamo a votare. E votiamo chi porterà un programma davvero progressista. Lo dico da padre di un bimbo fragile. Lo dico da persona che sta dalla parte e fa parte dei più deboli, degli ultimi, di chi non ha voce.
La foto qui sotto dice più delle mie solite mille parole. Guardate Giulio come guarda il suo amico, lui ha capito tutto. Ha bisogno di un Paese, di una politica giusta ed equa, di un futuro.
Adelante Presidente
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Mi sono sempre chiesto il motivo per cui Giancarlo Selmi ha sempre “cassato” dalla sua memoria il Governo Conte I. Perché in quel Governo il M5S governava con la Lega? Perché l’identità “grillina” era ancora troppo forte rispetto a quella “contiana”? Ma Selmi lo sa che lo stesso Giuseppe Conte era Premier e il fatto che non abbia mai voluto cambiare nome al Movimento è legato al fatto che ne rivendica la continuità e l’identità valoriale? Quindi quel M5S, quello del Conte I, è anche il suo Movimento.
Scrivere come fa Selmi “…L’unica eccezione recente è stata il secondo governo Conte: l’unico che abbia messo al centro la redistribuzione e guardato alle fragilità senza escludere nessuno…” dovrebbe essere considerato offensivo da qualunque militante, elettore, simpatizzante dei 5stelle. Primo perché ciò che scrive Selmi è una bugia ( il Conte II non ebbe neppure il tempo di mettere al centro la redistribuzione perché “travolto” dall’emergenza COVID), è il Conte I che ha messo al centro della sua politica il programma di equità sociale del M5S.
Inoltre se ritiene che il Superbonus ( che io ritengo fosse una soluzione necessaria) sia un esempio di “redistribuzione” vuol dire che o non conosce le criticità oggettive di quel provvedimento ( che erano proprio non aver posto limiti di fasce di reddito degli usufruenti) o è caduto dal seggiolone da piccolo. Oppure è semplicemente un “fazioso” come un Capezzone qualunque. Nel Conte II c’era il centrosinistra ad appoggiare…( notare…il PD e Italia Viva..ottimi…) quindi è bello. Nel Conte I c’era la Lega…quindi brutto.
La verità è che proprio non essere più trasversale come alle origini rende il M5S impaludato a stare appresso ad un Partito irriformabile ( il PD) e a dar voce a megafoni come Selmi che, a me, fanno passare la voglia di sostenere Conte.
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La foto?
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Ed ecco il link, per visualizzare la bellissima foto di cui scrive Selmi… l’espressione di Giulio è impagabile: fidarsi sempre dell’istinto dei bambini e degli animali…
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https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1426679069442440&id=100063010820885
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Travaglio aveva ragione quando diceva (con la velocità di un bradipo) che a questi qua bastava lasciarli governare e prima o poi la gente si sarebbe accorta della loro incapacità. E grazie al cazz@, però nel frattempo, questi pericolosi ignoranti affamati nostalgici dal braccio sempre teso, grazie allo stato democratico (che loro tanto odiano) hanno occupato le istituzioni e devastato il Paese per i loro porci comodi. Quindi per la capra italiota media, sono davvero meritevoli e pronti a governare per altri 5 anni.
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Perchè secondo te MT lo diceva “con la velocità di un bradipo”? Sono democraticamente curiosa.
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Carrie, all’inizio ha perso molto tempo prima di inquadrare bene il governo. Quante volte nei miei pallosi commenti ho dovuto scrivere che, anziché sfornarci articoli fotocopia sull’Ucraina, avrebbe dovuto “bombardare” di più il pericoloso governo dei pagliacci del circo e soprattutto su Maria Antonietta?
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…”all’inizio ha perso molto tempo prima di inquadrare bene il governo”. Cosa significa? Quanto tempo?
“Avrebbe dovuto “bombardare’ di più il pericoloso governo”, come? Nei dettagli? Tempi, omissioni? Dettagli se possibile?
Sugli “articoli fotocopia” lasciamo perdere 😄
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Carrie, per la richiesta del materiale d’archivio, basta chiedere ed inoltrare apposita istanza al zelante gabelliere di Infosannio, che memorizza i miei post con tanto d’orario! 😉👋🏻
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Ma come… io che mi aspettavo una risposta chiara, precisa…. 🤥
i come, i perchè… Che delusione 🥲🙁 Una Fogliàta è tutto quel che rimane 😄
MT l’ha scampata anche stavolta 😂
Scusa ma visto il contenuto c’è ben poco da memorizzare 😄 Buona giornata 👋😁
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Sono in confusione e sparano caz. te come chi non sa che pesci pigliare . Ordine ordine ordine e disciplina e mi raccomando al veglione di capodanno tutti con la pistola !
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