
(di Michele Serra – repubblica.it) – Pare che a Reggio Emilia qualcuno (non è chiaro chi, e a che titolo) abbia chiesto a docenti ebrei (non israeliani: ebrei di diverse nazionalità) di firmare un documento di condanna del genocidio di Gaza come condizione per partecipare a un convegno.
Se qualcuno, a qualunque titolo, mi chiedesse di firmare un documento di condanna non solo del genocidio di Gaza, ma di qualunque altra porcheria di guerra o sopruso di pace, come precondizione per essere ammesso in un consesso, pubblico o privato, rifiuterei di farlo.
Le mie opinioni non hanno bisogno di approvazione ufficiale per mano di chicchessia. Né gradirei di partecipare a riunioni di qualunque genere alle quali sia richiesto, per farne parte, di essere tutti d’accordo. Non ho bisogno di vidimare la mia etica, o di sottoporla al giudizio di tribunali autoconvocati.
Rifiuterei anche di qualificarmi ebreo, musulmano, cristiano, ateo come comprova della liceità della mia presenza in qualunque luogo, ove questa comprova fosse richiesta. Il mio status di persona umana e la mia condotta da cittadino sono molto ma molto più significativi della mia genealogia e della mia religione.
Dice bene Gad Lerner, ebreo attivamente schierato contro la politica di Israele e presente a diverse manifestazioni pro Pal: chiedere abiure agli ebrei in quanto ebrei è offensivo, così come chiedere abiure ai musulmani in quanto musulmani dopo l’11 settembre.
La causa pro Pal deve guardarsi dagli ossessi che la storcono e la danneggiano. Ogni pretesa di purezza contiene un gene di razzismo. E, beninteso, di ottuso fanatismo.
E anche oggi Michelino ha scritto la sua quotidiana, immancabile supercaxxola per i palati raffinati ZTL attardati ancora su posizioni dl galateo woke. Ma che vuoi farci?… Lui è un caparbio intellettuale uso a spaccare in quattro il capello, e non solo.
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Ovviamente il discorsetto vale per tutti tranne che per i russi.
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