
(di Nanni Delbecchi – ilfattoquotidiano.it) – Viviamo tempi di guerra ibrida e di informazione ibrida, quella che si è inventata la guerra ibrida, e ci ha preso gusto, basta dare un’occhiata in giro. Fabio Fazio, principe riconosciuto dell’infotainment, ha bagnato il ritorno di Che tempo che fa sul Nove con il battesimo televisivo di Silvia Salis. È più furbo Vannacci che si fa mettere sulla graticola dalla Gruber, o Salis che si fa stendere il tappeto rosso da Fazio? Difficile rispondere, ma domenica sera parevano fatti l’uno per l’altra. La gigantografia con l’abbraccio del padre operaio, il libro È già domani, in uscita già l’indomani, il racconto dei successi sportivi fino alle Olimpiadi (ormai si scende in politica provenendo da qualsiasi cosa: qualcuno era martellista). E la Sinistra? Le primarie non servono e a Silvia non interessa federare anche se di federare ci sarebbe bisogno, tanto è vero che le primarie non servono…
Si può andare oltre nella comfort zone? Si può, e a colpi di scoop ibridi, come dimostra il Pulp Podcast di Fedez. Beppe Grillo torna a parlare di sé dopo tre anni divertito, rilassato e sorridente. Leonardo Del Vecchio svela di avere avuto più di duemila donne con rating cinque stelle… Fedez ha intuito che anche nell’informazione si può spaccare provenendo da qualsiasi campo (escluso forse il giornalismo), e ha inventato un nuovo anello evolutivo: dall’intervista-manicure all’intervista tatuata. La barbogia tv non c’è proprio, siamo su Youtube, con lui c’è mister Marra, altrettanto se non più tatuato a dare un essenziale tocco di cazzeggio (qualcuno era influencer). Si tira avanti quanto si vuole senza interruzioni, roba che in Rai nemmeno Benigni quando fa San Francesco. Però durante l’ora e venti con Del Vecchio si passano cinque minuti a tessere l’elogio dei Ray Ban e altri cinque a spiegare che gli occhiali sono lo specchio dell’anima. Poi dal look allo scoop è un attimo: “Ho avuto più di duemila donne, le ho conquistate cantando Heroes”. Chissà se le esibizioni canore sono avvenute sullo yacht o sulla Ferrari, ma poco importa. Più ibridi di così si muore, come certo non sarà sfuggito al neoeditore: i titoli arrivano non perché l’intervistato è messo alle corde, ma perché è immerso nel bagnoschiuma.