
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Putin ha stravinto le elezioni per la Duma. La grande stampa italiana ha inventato molte teorie assurde sulla guerra in Ucraina. La più assurda è la “teoria dell’odio russo per la Russia”. Questa teoria richiede uno studio attento, poiché fornisce una misura precisa dell’incapacità di analisi della classe dirigente italiana e del suo fallimento quale guida nazionale.
La teoria dell’odio russo per la Russia, come propongo di chiamarla, è un’interpretazione etnocentrica, radicata nel senso di onnipotenza, che genera frustrazioni non compensate. Siccome nessuno è onnipotente, chiunque creda di esserlo sbatte contro amare delusioni.
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Il 24 febbraio 2022, la grande stampa italiana ha iniziato a vaneggiare: “L’Ucraina vincerà la guerra, certamente!”, “Zelensky sta vincendo a Bakhmut!”, “La Russia andrà in bancarotta”, “La Russia ha un esercito di cartone”. Secondo la teoria dell’odio dei russi per i russi, la guerra in Ucraina avrebbe causato il rovesciamento di Putin, poiché i russi erano schierati con la Nato. Un’idea così assurda sarebbe sufficiente a decretare la morte di qualunque classe dirigente, ma il vertice politico è talmente fallito e corrotto che siamo andati oltre.
Per compensare la frustrazione, la grande stampa italiana – che è un’emanazione sistemica, non autonoma, del vertice su indicato – è andata oltre. In un miscuglio di squallore intellettuale, miopia geopolitica e incapacità di analisi, abbiamo assistito al passaggio dalla “teoria dell’odio dei russi per la Russia” alla “teoria dell’odio dei generali russi per Putin”, secondo cui i generali di Mosca lavoravano al rovesciamento di Putin.
Una frustrazione non compensata è una condizione psicologica penosa in cui l’individuo non riesce a bilanciare il mancato conseguimento di un obiettivo onnipotente con un obiettivo alternativo. E così Giorgia Meloni, ricorrendo alla disinformazione, ha dichiarato che l’Ucraina ha vinto la guerra perché il suo obiettivo non era sconfiggere la Russia, bensì resistere.
Scoppiata la guerra in Ucraina, questa rubrica aveva previsto che il tentativo della Nato di sconfiggere la Russia avrebbe smisuratamente aumentato i consensi a Putin.
Il successo di Putin al voto per la Duma, che ha superato tutti i record precedenti, conferma la correttezza di tale previsione. Tuttavia, la classe dirigente italiana ha elaborato immediatamente una spiegazione ad hoc per nascondere la propria mediocrità.
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Ecco perché sentiamo dire: “Putin non ha consensi, la Russia è una dittatura!”. La teoria dell’odio russo verso la Russia è assurda. I russi odiano la Nato, non la Russia. I russi odiano i vari Gentiloni, Draghi, Von der Leyen, Rutte. È ovvio che sia così: quale popolo amerebbe chi opera per precipitarlo nella miseria e nella sconfitta?
Siccome i russi amano la Russia, sostengono la decisione di Putin di invadere l’Ucraina per impedire alla Nato di piazzarsi in quel Paese.
Per la grande stampa italiana, forse, è giunto il momento di passare dalla fase della pubertà a quella della maturità. Questo suggerisce, in forme decisamente umilianti, il voto in Russia del 18 settembre 2026.
Si è ovvio ,se batti la testa contro il muro pensando idiotamente di sfondarlo ,l’unica cosa che si romperà sarà il tuo cranio.
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“…,,la Russia avrebbe smisuratamente aumentato i consensi a Putin.”
Bravo fenomeno
escludendo il partito di opposizione yabloko ha vinto le elezioni. Come se ai 5 stelle venisse impedito di candidarsi. Viva la democrazia e il buon governo!Bravo Vlad
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/08/10/la-corte-suprema-russa-esclude-il-partito-dopposizione-yabloko-dalle-elezioni_925a9e27-dc2d-43cd-be11-9f6cba6477ab.html?utm_source=chatgpt.com
madre mia e questo insegna in università . povera Italia.
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