Pd, Schlein rilancia: settimana decisiva per definire la linea. Mercoledì si riunirà la segreteria, venerdì la direzione: la leader dovrà rispondere alle domande sulle primarie e sul percorso

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – ROMA – Giovedì scorso, dopo la risposta sarcastica data da Giuseppe Conte ai cronisti in Transatlantico sul tavolo del programma non ancora convocato — «Noi siamo pronti, aspettiamo gli alleati… non possiamo certo riunirci da soli» — Nicola Fratoianni ha alzato il telefono e chiamato la segretaria del Pd.
«Elly sta’ attenta», l’ha avvertita il co-leader di Avs, «perché se fanno la stessa domanda a me o a Bonelli, diremo che noi siamo pronti già da sei mesi, non da oggi. E per te può diventare un problema». Aneddoto che racconta meglio di tanti equilibrismi verbali sfoggiati in questi ultimi giorni non solo lo stallo messicano in cui è precipitata la famosa costruzione dell’alternativa, ma soprattutto la forte preoccupazione per una diatriba, quella sulla leadership della coalizione, che sta di fatto tenendo in ostaggio il cantiere progressista.
Un episodio, neppure l’unico, che ha fatto scattare l’allarme rosso al Nazareno. Il movimentismo del capo M5S che non perde occasione per menar fendenti contro la rivale, l’ultimo sondaggio di Pagnoncelli che dà il Pd sotto il 20%, unito a una crescente insofferenza delle correnti, ha infine suggerito a Schlein di rompere gli indugi. Per smuovere le acque. Uscire dall’angolo. Provare a sciogliere, in quella che si preannuncia una settimana di fuoco, buona parte dei nodi lasciati in sospeso.
Perciò mercoledì verrà riunita la segreteria, come non accadeva da giugno, per preparare la direzione in calendario venerdì, dove la minoranza darà battaglia. Due appuntamenti decisivi per iniziare a dare quelle risposte invocate non più solo dai riformisti, ma pure da un pezzo della sua maggioranza, sempre più insofferente per una gestione del partito in mano a un gruppo ristretto di fedelissimi propensi a decidere tutto al chiuso di una stanza, senza la minima condivisione.
Stavolta sarà difficile per Schlein eludere le domande. Le verrà chiesto qual è il perimetro della coalizione, la road map del programma e i punti qualificanti che il Pd presenterà agli alleati. Come pensa di trattare con Conte, che va avanti a colpi di diktat, e di risolvere il rebus degli aiuti militari all’Ucraina, su cui Guerini & Co non intendono transigere. Insieme a Stefano Bonaccini — in difficoltà anche nella sua area, che gli contesta di essersi troppo appiattito sulla segretaria — dovrà dire quando convocherà l’assemblea nazionale per chiedere la proroga del mandato necessaria a correre alle primarie. E se ai gazebo potrà gareggiare un altro candidato del Pd, oltre lei, visto che Giorgio Gori è (quasi) già in pista. Non esattamente una passeggiata di salute.