
(Dott. Paolo Caruso) – Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana e patriota, prima di dedicarsi interamente alla carriera politica istituzionale, in gioventù, non provenendo da famiglia abbiente, ha svolto diversi lavori saltuari per mantenersi e aiutare la famiglia durante gli anni degli studi. Ha conseguito il diploma di maturità linguistica presso un istituto professionale per il turismo di Roma, per poi diventare giornalista. Durante l’adolescenza e i primi anni dell’età adulta, Meloni ha praticato diversi impieghi. Lodevole il suo impegno lavorativo. È noto il suo impiego come babysitter per la figlia del conduttore televisivo Fiorello (Olivia). Ha lavorato come cameriera e successivamente, come barman presso lo storico locale romano Piper, dividendosi negli anni successivi tra addetta alle vendite presso il mercato di Porta Portese a Roma e l’ impartire lezioni private e ripetizioni di inglese.Successivamente al diploma di maturità linguistica, ha intrapreso l’attività pubblicistica. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista professionista collaborando stabilmente con diverse testate giornalistiche e testate di area politica, tra cui lo storico quotidiano Il Secolo d’Italia. Un curriculum di tutto rispetto. Una giovane Giorgia venuta su dal popolo che a partire dalla fine degli anni ’90 con le stragi di Capaci e di via d’Amelio e la morte di Falcone e Borsellino, ha intrapreso a suo dire il suo percorso politico di destra, diventando da allora la politica la sua principale occupazione. Dapprima consigliere della Provincia di Roma e successivamente nel 2006 (a 29 anni) parlamentare alla Camera dei Deputati. Strana carriera quella politica di Giorgia che rapidamente nel 2008 (a 31 anni) l’ ha portata alla carica di Ministro della Gioventù nel quarto governo Berlusconi. Cofondatrice di Fratelli d’ Italia insieme al ” nostalgico ” Ignazio Benito La Russa, dal 2022 ricopre la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Una underground, come si definisce, vissuta nel quartiere popolare romano della Garbatella, che nonostante le sue origini ha praticato nelle scelte di governo politiche antisociali. Il suo primo passo l’ abolizione del Reddito di cittadinanza e successivamente la mancata attuazione del Salario minimo rappresentano i capisaldi di una politica scellerata contro la povertà. In questi anni il governo meloniano di una destra sempre meno sociale ha lisciato il pelo alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie energetiche e alle industrie delle armi non intervenendo sugli extra profitti, provocando così un cospicuo danno erariale con introiti che avrebbero potuto dare impulso almeno in parte alla sanità pubblica. Una destra sempre più garantista con i cosiddetti “Colletti bianchi” e attraversata da scandali che al contrario di quello che ci vuol far credere la propaganda meloniana avrebbero immediatamente attivato l’ azione giudiziaria del Magistrato Paolo Borsellino. Altro che portatrice dei valori di Borsellino, una Meloni controcanto della dignità giudiziaria di un vero Uomo. La soppressione del reato di Abuso di ufficio e il traffico di influenze, la limitazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali sono le perle delle scelte di governo che avrebbero fatto impallidire di rabbia i suoi eroi di riferimento, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per non parlare della lotta all’ evasione fiscale e alla corruzione che giacciono nel binario morto dei “fratelli e sorelle d’ Italia”. Quattro anni di propaganda della “famiglia politica del fare” non sono bastati per apportare riforme che avrebbero cambiato in meglio il Paese. Per la riforma della magistratura ci ha pensato il Popolo Sovrano che l’ ha sonoramente bocciata. Un delirio per il traguardo dei quattro anni del governo Meloni, unica donna Presidente del consiglio nella storia della Repubblica italiana, che i cantastorie di regime esaltano nelle varie corti televisive omettendo le colpe di Giorgia nella mancata attuazione di riforme necessarie al Paese. Scuola e sanità pubblica docet……. Una Premier venuta dal nulla che nulla ha fatto in questi quattro anni per il Paese.
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Cmq se è un problema di nostalgia si può sempre risolvere.
Alla guida di un Messerschmitt per esempio.
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