(di Denis Grigorescu, Claudia Lee, Francesca Battaglia, Alfie Neville-Jones – the-sun.com) – Uno SPIETATO regime di sgherri del KGB ed eserciti privati potrebbe prendere il potere dopo la fine del regno di Vladimir Putin, hanno avvertito gli analisti militari.
Dopo decenni di controllo, è probabile che il dittatore lasci il caos dietro di sé, mentre diversi clan all’interno dell’élite del Cremlino «si faranno la guerra civile» in una spietata corsa al trono.
L’analista della guerra in Ucraina Jason Smart ha dichiarato a The Sun: «C’è un’altissima probabilità che scoppi una guerra civile tra i vertici dell’élite.
«Tra chi fa parte delle strutture dell’intelligence e chi appartiene all’esercito, e tra chi dispone dei propri eserciti privati e i veterani.
«Tutti questi diversi gruppi sono diametralmente opposti gli uni agli altri. Non lavoreranno insieme».
John Lough, primo rappresentante della Nato con sede a Mosca, ha affermato che la Russia sarà presto alla ricerca di nuovi leader, in un clima di crescente «aspettativa di cambiamento».
Ha dichiarato a The Sun: «Per un leader nella posizione di Putin, in qualsiasi sistema di questo tipo, è un momento pericoloso.
«Gli analisti ritengono che Putin stia cercando di trasferire il potere ai suoi fedelissimi, lasciandosi così spazio per occuparsi di responsabilità strategiche più ampie.
«Ma quasi certamente comincerà a perdere il controllo».
In attesa dietro le quinte c’è una spietata coalizione di funzionari dei servizi segreti ed eserciti privati, ha detto John.
Nonostante gli sforzi di Putin per controllare il proprio passaggio di potere, è improbabile che la transizione avvenga senza scosse.
Julian Waller, professore di studi russi alla George Washington University, ha dichiarato: «Non sappiamo come Putin uscirà di scena. Potrebbe morire improvvisamente, spegnersi a causa di una malattia o della vecchiaia, oppure potrebbe subire un colpo di Stato.
«Qualunque cosa accada, Putin ha insistito con estrema fermezza sulla necessità di impedire che venga designato un erede.
«Potrebbe diventare una minaccia, una fonte alternativa di potere, qualcuno attorno al quale le élite subordinate potrebbero stringersi.
«Quindi, al momento, non esiste un successore evidente: il campo è aperto».
E mentre Putin diventa «sempre più fuori dalla realtà», i clan dell’élite russa stanno valutando quale posto occupare nel regime post-Putin.
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha fatto schizzare alle stelle i costi della difesa del Paese, che nel 2025 hanno raggiunto 15,5 trilioni di rubli (£144 miliardi).
Di fronte al collasso economico, Putin si è rivolto ai miliardari russi affinché mantenessero a galla, con ingenti donazioni, un’economia devastata dalla guerra.
Ma le persone più vicine a Putin stanno silenziosamente trasferendo all’estero miliardi di dollari, rompendo i ranghi per prepararsi a una nuova Russia.
Anche i militari si stanno rivoltando contro il leader del Cremlino, sempre più disperato nel tentativo di sconfiggere l’Ucraina, spesso a spese delle proprie truppe.
Circa 1,2 milioni di soldati russi sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi da quando Putin ha ordinato la sua invasione illegale dell’Ucraina oltre quattro anni fa.
E mentre Putin affronta perdite devastanti sul fronte, l’Ucraina ha portato la guerra del tiranno fin sulla soglia di casa sua.
Kyiv ha trascorso settimane a martellare i depositi petroliferi con droni all’avanguardia, prima di spostare il mirino su una serie di attacchi che hanno paralizzato la più grande piattaforma di e-commerce del regime.
Di fronte a una frustrazione crescente da ogni parte, Putin è sottoposto a una «pressione incredibile».
Jason ha dichiarato: «Deve mantenere soddisfatte le élite, coloro che sono a capo delle strutture di sicurezza.
«Ma sono proprio quelle persone quelle di cui dovrebbe avere più paura, perché possono agire per sostituirlo se decidono che non vale più la pena tenerlo al suo posto».
Secondo gli esperti, i successori più probabili di Putin saranno il Servizio di sicurezza federale (FSB) — l’ex KGB — oppure l’esercito.
Da quando è salito al potere, il leader del Cremlino si è affidato sempre più all’FSB per controllare le élite e la popolazione.
Dall’inizio del 2026, i poteri dei servizi di sicurezza sono stati ampliati drasticamente.
Secondo fonti citate da Bloomberg, l’élite russa teme che l’FSB stia «sfuggendo al controllo», mentre il presidente utilizza l’agenzia per mantenere il proprio potere.
L’esplosione di una bomba nell’esclusivo ristorante Balzi Rossi di Mosca il 1° agosto ha probabilmente consolidato la sua posizione, mentre il Cremlino era scosso dalla falla nella sicurezza, ha aggiunto la fonte.
Il tenente generale Igor Yerusalimov, 53 anni, alto comandante russo, sarebbe stato una delle cinque persone uccise nell’attacco che ha preso di mira la sontuosa festa del colonnello generale Alexander Chayko.
Quest’ultimo è rimasto illeso, ma la stampa russa ha riferito che sua figlia è rimasta ferita nell’esplosione.
Mentre le tensioni sul trasferimento del potere cominciano a divampare, la Russia deve prepararsi a un periodo di sanguinose lotte intestine, con diverse fazioni impegnate a contendersi il controllo.
Jason ha dichiarato: «Ci sono sempre più segnali del fatto che coloro che sono a capo dei servizi di intelligence comprendano di dover agire adesso per consolidare il potere.
«Per assicurarsi che nessun altro riesca a inserirsi e che siano loro a mantenere il controllo della Russia.
«Guardate cosa abbiamo visto nell’esercito russo. Negli ultimi anni sono stati arrestati circa 17 generali».
Dal 2024, numerosi vertici militari russi sono stati arrestati in casi sospetti di frode, corruzione e tangenti.
Jason ha dichiarato: «Chi è che dà loro la caccia? Chi li persegue? Ebbene, sono le persone provenienti dall’FSB.
«La storia russa ci dimostra che l’élite della Russia farà qualsiasi cosa per preservare il proprio clan e i suoi interessi».
Quando l’ex dittatore russo Joseph Stalin morì nel marzo 1953, i suoi principali vice formarono una tesa «leadership collettiva».
L’alleanza temporanea fu ferocemente brutale, alimentata da una lotta per il potere dalla posta in gioco altissima.
Ciascun membro era terrorizzato dall’idea che un altro potesse impadronirsi del controllo assoluto.
Nel giro di tre mesi, i vertici militari cospirarono contro il membro più temuto della coalizione, Lavrentiy Beria, che fu arrestato e giustiziato con un improvviso colpo di Stato.
Jason ha dichiarato: «Quando si prende il potere in una dittatura o dopo una dittatura, la fase più pericolosa è quella in cui le persone cercano di mettere in discussione la tua autorità.
«In questo momento ci sono diverse lotte di potere pronte a esplodere sulla questione di chi assumerà la guida della Russia».
Ma l’imminente lotta per il potere in Russia potrebbe anche tradursi in un improvviso cambiamento della politica estera.
Ha dichiarato: «Chiunque arrivi al potere dopo Putin dovrà fare i conti con un Paese lacerato, con un’élite pronta a scatenare una guerra civile contro le altre componenti dell’élite per consolidare il potere.
«Se tutti cercano di saccheggiare il Paese, se tutti cercano di estrometterti dal potere, allora hai bisogno di quei soldati.
«E ne hai bisogno a Mosca, non nel Donbas. Ti servono lì per poter proteggere il tuo regime.
«Chiunque arrivi al potere dopo Putin sarà con ogni probabilità disposto a sacrificare la guerra in Ucraina pur di conservare il proprio potere».



Ma quante baggianate si può arrivare a scrivere? Questo articolo ne è infarcito così tanto da somigliare più a una pagina scarabocchiata malamente che a una pessima sceneggiatura per un filmaccio di serie c.
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Non ti piace eh? Eppure non è né Mentana né Tocci. Vabbè, sarà qualcuno obbligato a servire qualche padrone filo occidentale. Dimenticalo, dai.
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Ma perché, tu ragioni coi mi piace o non mi piace, piuttosto che con la logica e i dati di fatto?
Non si tratta di servire un padrone o l’altro, ma almeno cercare di dare verosimiglianza ad una storia. Quella che racconta sto tizio è così infarcita di scemenze da fare impallidire pure un servo sciocco dell’uno o dell’altro campo. Fossi un atlantica mi vergognerei di scrivere queste stronzate. Ma pure se fossi un filorusso mi vergognerei di uno che scrive delle cose così stupide.
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Ma tu e JD, non eravate quelli del “metodo critico” che non si fidano degli “esperti”, dei commentatori e preferiscono riferirsi alle fonti? Hai cercato le fonti?
Se leggi, la fonte è The Sun, quotidiano britannico. I britannici sono quelli che appoggiano il governo ucraino e gli regalano i droni che sono poi usati per colpire dentro la Russia. Non è detto, ma potrebbe essere un po” di parte.
Usiamo il famoso metodo critico. Di chi è The Sun? Lo sai? Rupert Murdoch, dichiaratamente filoucraino. Almeno così sembra. Quindi la fonte è filoucraina. Poi sei liberissimo di prenderla come oro colato, ci mancherebbe qui siamo liberi, non siamo in Russia… o in Ucraina.
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Ma infatti io non ho scritto nessun commento all’articolo. Mi sono limitato a leggerlo. Ho commentato solo i prevedibili soldatini all’arrembaggio 🤣
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@ Flamenco: sono sempre nei tuoi pensieri, eh? Che tenero!
Il sottoscritto non ha mai parlato di “metodo critico”, ma di “pensiero critico”: lascia stare, non è roba per te.
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Fonte: mio cuggino (ma non era sicurissimo).
E non scordiamoci del golpe in Iran, imminentissimo.
Io sospetto che il paese più vicino alla guerra civile siano gli Usa invece, avendo una forbice fra le classi ricchissime e quelle poverissime ormai umanamente insostenibile.
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Ma, secondo me, più che le differenze abissali tra pochi ricchi e tanti poveri, sarà lo squilibrio tra coloro che vivono nel presente e tutti coloro che vivono in una dimensione temporale imprecisata. Una dimensione che è popolata da miliardari, complottisti, fondamentalisti cristiani di tutte le risme, suprematisti bianchi, milizie armate fino ai denti…
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Prima o poi tutti tolgono in qualche modo il disturbo. Per il momento lo hanno tolto parecchi capi e capetti in occidente e presto se ne andranno tanti altri . Per quanto riguarda il presidente russo, in molti , quelli che non vedono l’ora di un sua dipartita ,delusi da tanto anni di attesa inutile, lo rimpiangeranno il giorno dopo il suo addio.
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L’articolo mescola ipotesi, alcune delle quali fantasiose, basandosi su fatti veri che andrebbero visti per quello che sono,
La Russia spende oggi circa 10-12 MLD di dollari al mese per finanziare la guerra; ha “chiesto” agli oligarchi di contribuire a sostenere le spese belliche; questi sono ormai fatti accertati.
Così come è chiaro che tale contributo è ampiamente insufficiente a finanziare la guerra; il segnale è politico e cambia il rapporto tra Putin e le élite russe.
Prima Putin era colui che li ha fatti ricchi, nel senso che ha garantito loro di mantenere ricchezza accumulata e potere, adesso Putin, per loro, è un costo; tanto basta per cambiare i rapporti pre-esistenti.
Non serve affatto che gli oligarchi si ribellino oggi e non serve nemmeno che complottino per uccidere Putin; è sufficiente che il sistema inizi a porsi una domanda molto pragmatica: finché Putin rimane, il costo per noi continua ad aumentare; se Putin viene sostituito possiamo salvare una parte di quello che abbiamo?
E abbiamo già qualche indicatore interessante; ad esempio, proprio nei giorni scorsi è stato rimosso Andrei Klepach, capo economista della banca statale VEB, dopo aver criticato pubblicamente la sostenibilità economica della guerra; il suo intervento parlava esplicitamente di una Russia incapace di sostenere indefinitamente una guerra di logoramento.
L’articolo, a mio avviso, manca quindi di concretezza ponendosi la domanda: chi farà il colpo di Stato contro Putin?
Dovrebbe invece chiedersi: quanto a lungo l’élite economica russa continuerà a considerare Putin un garante anziché una minaccia ai propri interessi?
Putin potrebbe rimanere al potere ancora a lungo, mentre progressivamente una parte dell’élite comincia a considerare conveniente una successione.
Quindi, più della fantomatica guerra civile tra FSB e generali, la variabile che terrei d’occhio è quando l’oligarca (ed il popolo) si stanca di pagare.
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Quindi possiamo escludere a priori l’opzione guerra nucleare. Quella la possono scatenare solo gli americani.
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The Sun non è considerato una fonte di informazione affidabile. È un tabloid britannico a forte vocazione sensazionalistica, famoso per enfatizzare le notizie, inventare o ingigantire i titoli (clickbait) e dare spazio a gossip, scandali e pettegolezzi più che a inchieste giornalistiche rigorose.
Caratteristiche principali del giornale. Sensazionalismo: Privilegia l’impatto emotivo, lo stupore o lo scandalo rispetto alla cronaca neutrale.Veridicità variabile: Sebbene a volte pubblichi scoop reali o anticipazioni nel mondo dello spettacolo e dello sport, le notizie vanno sempre prese con molta cautela e verificate su fonti terze più autorevoli.Stile popolare: Usa un linguaggio molto semplice, toni accesi e spesso ricorre a stereotipi o polemiche politiche.
Le 3 firme sono un rumeno, un’attrice usa, e un’italiana che vive a Londra e lavora come freelance video producer per due delle più importanti testate giornalistiche inglesi: il The Sun e l’Independent.
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Perfetto. Avanti il prossimo!
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Manca un dettaglio, la proprietà del giornale, Rupert Murdoch, filoucraino! Un piccolo dettaglio. Se fosse russo lo definiremmo un oligarca, vista la sua ricchezza e il suo potere.
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flamencoooo! Cavolo che scoperta! Però messa cosi uno come J. Sachs non è credibile avendo fatto ripetute apparizioni nei talk-show di uno dei principali propagandisti russi, Vladimir Solovyov (capito chi no?). Il giochino non regge.
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http://www.thesun.co.uk
🤣🤣🤣🤣
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E dai, avanti così 🇷🇺
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Mancavano le pale del 1860 e poi c’era tutto.
Noi abbiamo il Foglio ma pure gli altri mica scherzano.
Tra l’altro tutte le cose descritte succedono pure da noi, solo che qui le chiamiamo normale dialettica democratica.
Per dire, se il Conte 2 sostituito da Draghi fosse successo in Russia, noi l’avremmo chiamato un colpo di stato delle elites e degli oligarchi.
Invece è successo da noi e è stato una benedizione.
Vai a capire!
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Bellissimo, soprattutto calzante, il paragone tra Conte 2 – Draghi e Putin – oligarchi! 🇷🇺
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Esattamente.
Il Conte 2 russo noi l’avremmo considerato una dittatura e chi lo sostituiva un’altra dittatura, appoggiati entrambi da boiardi contrapposti.
Invece da noi è tutta un’altra storia. Siamo in democrazia e non esistono i boiardi.
Evviva!
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