Consulenze all’estero, il leader di Italia Viva chiede l’adesione al concordato fiscale ma presenta la sola variazione patrimoniale. Ma il presidente del Senato gli ricorda che serve la documentazione integrale. Il tema della norma del 2025 che vieta ai parlamentari di ricevere compensi da altri stati

Le lettere al veleno tra La Russa e Renzi: “Dacci le dichiarazioni dei redditi”, “Chiamo gli avvocati” – ESCLUSIVO

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Uno scontro politico e istituzionale. Ma anche legale. A colpi di carte bollate, lettere e contro-lettere. L’oggetto del contendere è la dichiarazione dei redditi del senatore Matteo Renzi che sta diventando un caso politico dopo la cosiddetta norma “anti-Renzi” che vieta ai parlamentari di accettare compensi per le consulenze estere. Il senatore e leader di Italia Viva, infatti, ha presentato al Senato la dichiarazione di variazione patrimoniale e la comunicazione dell’Agenzia delle entrate di adesione al concordato biennale preventivo (introdotto dal governo Meloni nel 2023), ma al presidente del Senato Ignazio La Russa non basta: serve anche la dichiarazione dei redditi completa come richiesto dalla legge.

Così la questione è diventata istituzionale. Con uno scambio di lettere tra i due – che Il Fatto è in grado di anticipare – che ha certificato lo scontro. Il 23 luglio La Russa ha scritto a Renzi: “Onorevole Senatore, come abbiamo avuto modo di ricordare per le vie brevi, gli articoli 2 e 3 della legge n. 441 del 1982 prescrivono il deposito presso la Presidenza del Senato dell’attestazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute nell’anno precedente (cosiddetto modulo C) e della copia della dichiarazione dei redditi”. E qui arriva la richiesta: “Sono pervenute alla Presidenza l’attestazione sulle variazioni patrimoniali e la comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrate di avvenuto ricevimento della dichiarazione. All’esito degli approfondimenti richiesti, Le confermo la necessità dell’acquisizione della copia della dichiarazione dei redditi sopra richiamata, ai sensi dell’articolo 7 della citata legge n. 441 del 1982″. Firmato: Ignazio La Russa.

Dieci giorni dopo, il 4 agosto, Renzi ha risposto accordando di pubblicare tutto il materiale depositato sul sito del Senato: “Mi compiaccio del fatto che Ella mi dia atto di aver presentato la documentazione consegnata al Senato nei tempi previsti e questo rende giustizia di talune polemiche assurde e ingenerose che ho dovuto sopportare”. Ma resta il disaccordo perché il leader di Italia Viva non sembra essere intenzionato a voler pubblicare la dichiarazione dei redditi ritenendo che basti l’adesione al concordato biennale:”Sono consapevole che sussiste una diversità di valutazione rispetto alla necessità di acquisire ulteriore documentazione, come da Lei richiamato”. E dunque Renzi dice di voler coinvolgere i propri avvocati: “Ho chiesto ai miei legali di verificare le modalità con le quali accogliere il Suo ulteriore invito, senza che ciò crei pregiudizio vista la particolarità della scelta di aderire al Concordato. Sarà mia cura tenere informati i Suoi uffici su questo passaggio da Lei evidenziato”. Firmato: Matteo Renzi.

La variazione patrimoniale datata 30 novembre 2025 – che nelle ultime ore è stata pubblicata sul sito del Senato dopo mesi di assenza – certifica l’acquisto di due case da parte di Renzi: una a Firenze vicina alla sua villa il 3 dicembre 2024 e una a Roma, in zona Trieste, il 30 maggio 2025. Quest’ultima, secondo il quotidiano Domani che aveva fatto le visure catastali, è da 174 metri quadri per 1,2 milioni di euro. Inoltre Renzi ha ceduto il 10% delle quote della Ma.Re.Holding Srl, la società di comunicazione ed editoria dei figli. Dal punto di vista del reddito, invece, Renzi nel 2024 e 2025 ha guadagnato la stessa cifra: 2,25 milioni con 933 mila euro di imposte pagate. Per il senatore di Italia Viva basta depositare la documentazione relativa al concordato perché ci sono le informazioni necessarie anche per il 2025, ma La Russa sostiene di “no”: serve la dichiarazione dei redditi classica degli ultimi dodici mesi.

La dichiarazione dei redditi classica permetterebbe di capire da dove provengono i redditi complessivi di Renzi (2,25 milioni) e come sono stati calcolati anche se nel 2025 la norma cosiddetta anti-Renzi ha vietato ai parlamentari di ricevere compensi dall’estero.