“Sigfrido è nel mio cerchio magico”, dice e ripete Maria Rosaria Boccia. “Sigfrido è nel mio cuore, e come tutte le persone ‘del cerchio’ anche lui, per me, rasenta la perfezione”. Addirittura. “Dovreste smettere di invadere la sua sfera privata”

(di Ginevra Leganza – ilfoglio.it) – “Sigfrido è nel mio cerchio magico”, dice e ripete Maria Rosaria Boccia (senza mai preoccuparsi dell’effetto-janara). “Sigfrido è nel mio cuore, e come tutte le persone ‘del cerchio’ anche lui, per me, rasenta la perfezione”. Addirittura. Inutile chiedere, allora, se siete amici. “Certo che lo siamo! Ci sentiamo spesso, ci vediamo, ci vogliamo bene. Io lo stimo tantissimo come giornalista e come uomo, e voi giornalisti la dovreste smettere di cavalcare l’ondata di fango soltanto per apparire”. Cos’è, di preciso, che dovremmo smettere di fare? “Dovreste smettere di invadere la sua sfera privata, ecco”. Ah. Ma non è che le gesta erotiche di Sigfrido di per sé ci entusiasmino. E’ solo che lui per primo ne ha scritto nel libro La scelta. O no?
“Certo”, dice l’ex dama del Mic. “E come sempre l’italiano medio, purtroppo, è più appassionato alla storia di gossip che alla notizia economica o politica”. Il minimo indispensabile per tenerci alta la vita, Maria Rosaria. Comunque – lungi da noi l’impertinenza – com’è che proprio lei, oggi, difende la vita intima? “Forse lei non ha seguito bene il mio caso”. Forse. “Se l’ha seguito sa che io non sono mai andata in tivù a raccontare i fatti miei”. In che senso? “Erano i fatti miei, certo, ma come saprà io ho sempre e soltanto risposto a delle menzogne. Ho sempre e soltanto parlato dopo che altri parlavano. E dopo che di me hanno fatto carne di porco al punto che nessuno, più di me, è stato esposto in Europa. Nemmeno i membri della famiglia reale”. I quali, però, suggeriscono di non rispondere né di spiegare mai. “Sì. Ma sa, non tutti abbiamo la stessa corazza”. Questo è vero. “A ogni modo io non ho mai parlato di me, anche se per due anni mi avete descritta come una mantide o una scappata di casa”. Lasciamoci il passato alle spalle. Ora vive serena? “Serena è un parolone”. Di buono, però, c’è che ha incontrato Sigfrido. “Sì! Un uomo meraviglioso, gentile, delicato! Con un garbo che rare volte ho visto nei suoi colleghi”. Ha conosciuto anche Valter Lavitola? “Mai visto. Non vado alle cene”. Magari recuperate? “Io non sapevo neppure chi fosse Lavitola, prima di questa storia”.
E allora torniamo a Ranucci. La sua stima per Sigfrido è ricambiata? “Posso dire che ci sentiamo sempre e che gli sono accanto. Soprattutto ora che la politica lo attacca. Dimostrando tutta la sua incompetenza”. Cosa intende? “Intendo dire che la politica fa le pulci all’avversario, cioè lui, perché non regge lo scontro. Ma per fortuna Sigfrido ha sempre risposto con il lavoro. Facendo informazione senza mai demonizzare nessuno”. Senza mai demonizzare nessuno? Ne parla quasi fosse un’anima pia. “Il punto, gliel’ho detto, è che io proteggo chi è nel mio cerchio”. D’accordo. E però converrà che non sempre Report è stato – come diceva lei? – meraviglioso, gentile, delicato. Talvolta ha fatto carne di porco – sempre per citare le sue parole – anche di… “Mi faccia la domanda diretta!”. Non vorremmo riperticare ferite e punti di sutura. La domanda è sul cosiddetto metodo Report. Davvero è stato sempre così gentile con tutti, il suo amico Ranucci? “Guardi, io credo che il metodo Report abbia sempre aiutato a comprendere la vera natura delle cose. E vale anche per la mia inchiesta. Dopodiché, ognuno ha il suo metodo. Anche nel vostro giornale, che a me non piace affatto, ci sono penne più feroci e più delicate. Idem nella squadra di Report, dove tutti i giornalisti sono liberi di operare a seconda delle differenti inclinazioni”. Un sant’uomo, insomma. “Non è questione di santità, le ho spiegato”. E’ questione di cerchio sciamanico. “Di cerchio magico, sì”. Ma cos’è? “E’ un insieme molto ristretto di persone. E anch’io ne ho uno”. Come funziona? “Si fa molta fatica a entrare nel cerchio, ma una volta dentro, si è intoccabili”. L’ipotesi dell’autobomba non la sfiora, immagino. “No. In questa vicenda Sigfrido è una vittima che sta gestendo con magistrale serenità tutto ciò che gli fate voi giornalisti”. E’ sereno? “Apparentemente. Ma penso soffra perché tutto il gran parlare che si fa della sua vita intima ne lede il ruolo di padre e marito”. Dopo dieci anni al timone di Report, avrà gli anticorpi. O no? “No. Perché l’Italia è un paese fondato sull’uomo di casa. E oggi, in casa Ranucci, i ruoli sono invertiti. Le assicuro che non è bello”.
Già per la parola autobomba, le avrei sputato in faccia, a cotanta giornalista…
Foglio di carta igienica, la tizia non avrebbe dovuto farsi intervistare da questi elementi, specie in questi termini e coi suoi trascorsi gossipari… certo ciò non fa affatto il bene del “suo amico”.
Ps Certo che Sigfrido ha un cerchio di amicizie piuttosto stravagante…
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Mi spiegate cos’è l’effetto janara ?
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Secondo l’AI: L'”effetto-janara” è un’espressione ironica usata dalla giornalista per descrivere il rischio di attirare maldicenze o “maledizioni”.
Nel folklore campano, la Janara è la tipica strega di Benevento legata a riti magici, fatture e malocchi.
Nel contesto politico o mediatico dell’articolo, indica le possibili ripercussioni negative o il chiacchiericcio ostile derivante dal dichiarare pubblicamente qualcuno parte del proprio “cerchio magico”.
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Certo che Ranucci se le è scelte proprio bene le amicizie. Mancano solo Berlusconi, Pacciani e Al Capone, ma solo perché sono morti.
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