I padri nobili sognano un altro candidato

(di Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – “AbC”. L’acronimo – che gira nella destra dem – non sta a indicare le prime lettere dell’alfabeto, ma una locuzione precisa. Anything but Conte, che significa “Tutto tranne Conte”. Ed è per questo che esiste un’alleanza sotterranea tra Elly Schlein e la minoranza del Pd per fare le primarie. Nella convinzione che la segretaria ai gazebo vincerà e che questo è il modo migliore per sbarrare definitivamente la strada all’ex premier. D’altra parte, l’asse che maggiormente tiene nel Pd è quello tra Schlein e Lorenzo Guerini, il presidente del Copasir, che le indica le linee rosse da non superare in politica estera. Il drappello, poi, è sufficientemente poco nutrito ormai da lavorare per mantenere un’agibilità politica dentro al Pd (e un posto in lista).
La strategia è direttamente figlia del fatto che a questo punto tra i dem sono tutti convinti che la legge elettorale si farà, e che dunque bisognerà indicare il candidato premier prima del voto. E allo stesso modo il Melonellum allontana pareggi, governi con Forza Italia dentro, federatori post-elettorali. Uno scenario sul quale stavano lavorando già in molti, anche dentro al partito. Forse quasi tutti, secondo le analisi che si fanno in questi giorni di giugno. Ora però, lo scenario è diverso. E così un momento dopo l’approvazione della riforma del voto c’è da scommettere che partiranno i pressing su Schlein per farle convocare un “tavolo” per il programma. Un modo per cercare di imbrigliarla, per provare a vedere se è così che si arriva a un altro candidato premier, che non sia lei, senza passare per una sconfitta ai gazebo, troppo pericolosa. Rosy Bindi aveva lanciato Pier Luigi Bersani federatore per il programma, l’ultimo a evocare un “papa straniero” è stato Romano Prodi, nella corrente di Montepulciano (quella di Andrea Orlando, Dario Franceschini e Roberto Speranza), i più sono convinti che la segretaria non è proprio la candidata ideale. I nomi si sono sprecati in questi mesi, a partire da chi avrebbe scelto direttamente Conte, al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a quello di Napoli, Gaetano Manfredi, per arrivare a Silvia Salis, prima cittadina di Genova. Difficile immaginare un passo indietro di Schlein (come di Conte), ma i gazebo restano per lei la strada più facile per provare a consolidare la sua leadership. Ed ecco l’asse con la minoranza.
La partita, comunque, resta lunga e niente affatto scontata, anche se dovesse vincere il centrosinistra. Perché all’orizzonte c’è il voto per il Quirinale. E dunque, in caso di un qualsiasi inciampo del leader designato dalle urne, i governisti del Pd sarebbero pronti a un esecutivo con dentro Forza Italia o comunque in grado di portarli fino all’elezione del presidente della Repubblica, la vera partita. D’altronde, i padri nobili del Pd sono tutti quirinabili: Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Bersani, Bindi. Persino Massimo D’Alema non ha del tutto deposto le ambizioni. Sergio Mattarella darà le carte: e anche se non sarà mai interventista come Giorgio Napolitano, lavorerà per tenere l’Italia nella sua collocazione saldamente atlantista e vigilerà – a suo modo – sul proprio successore al Colle.
parole,parole,parole.
Sicuri di metterglielo nelle chiappe a Giuseppe?
Okkio,che se stimolato a dovere,Giuseppe vi pianta in asso e vi condanna all’opposizione altri 5 anni.
Noi siamo in missione per conto di Dio🙂
think about it
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Padri nobili e figli naturali.
Se si vede progressismo incarnato da questi figuri è a causa di quella pastiglia presa a fine anno ottanta e che tardivamente sta facendo effetto. 😵💫
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Conte: “Via cacicchi e capibastone e saremo di nuovo alleati col Pd”
https://www.rainews.it/articoli/2024/04/conte-via-cacicchi-e-capibastone-e-saremo-di-nuovo-alleati-col-pd-aa7ab292-b498-439a-b0f9-f1aa6593cf8a.html
poi il prof dott presid evidentemente ci ha ripensato perché intendeva blindare sé stesso e i fedelissimi. E così è andata.
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DIVIETO DI MANDATO IMPERATIVO
L’articolo 67 della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli avevano permesso di essere eletto a una delle due Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.
Ergo, ogni deputato e senatore e libero di votare come vuole, compreso il cambiare casacca (mi viene in mente Renzi, chissà perché). E non c’è nessuna indicazione del nome del premier – auspicato in campagna elettorale – che tenga.
Chiamasi NON VINCOLO DI MANDATO. L’unico vincolo è posto dalla loro coscienza individuale. Ce l’abbiano o no una coscienza. Punto.
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E’ dal 2013 che la cosiddetta sinistra, chiede i voti dei 5 stelle e nello stesso tempo pretende di ritagliare loro un ruolo marginale …….Vorrei capire per quale congiunzione astrale gli elettori del M5S dovrebbero correre a votare Gualtieri, Manfredi o Salis come loro candidato premier…..Siccome la segreteria del PD non pare all’ altezza, secondo gli stessi esponenti dem, cioè quelli che compongono il SUO partito, e siccome c’è addirittura un veto su Conte, che dovrebbe essere l’ alleato di coalizione, visto che guida la terza forza politica (in percentuale di votanti….) si pensa di risolvere la questione con un papa straniero, talmente straniero ed estraneo, per non dire indigesto, non solo agli elettori 5 stelle, ma alla prima forza politica del paese, gli astenuti, da risultare un perfetto sfollagente……ulteriore! Passano gli anni, ma non passa il metodo ……congiure ed accordi di palazzo inter nos! Proprio quello che serve a riavvicinare i cittadini alla politica e buttare nel ce@@o la mobilitazione degli elettori per il No al referendum…..C’è da chiedersi perché in questa botta di “ intelligenza “ politica qualcuno non abbia pensato a riesumare Amato , forse per ragioni di sicurezza….ci sarebbero file chilometriche di elettori alle urne, se armate di schede elettorali o forconi e’ tutto da vedere! Chissà se faranno le primarie…….dipende da quante truppe contro Conte saranno in grado di organizzare nei prossimi mesi! Perché per il PD non importa la condizione economica e sociale del paese, non importano due guerre ancora in corso, e le conseguenze devastanti, non importano i milioni di astenuti, ma il “ tutto tranne Conte “ ……e come carta di presentazione di alleanza , è proprio in linea con l’ atavica forma mentis pidina! Ora dopo tutte queste chiacchiere ed affaccendamenti, capace che le elezioni le vince Vannacci, o magari ci va vicino, e non perché fenomeno politico, ma per assenza di avversari politici…..al massimo gli avversari li pesca nella stessa pentola casalinga! Conte ci pensi bene…..e ricordi nonno che gli diceva “ in una rissa colpisci per primo!”
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No Ale …nooo… richiamano Draghi visti i risultati politici contro il M5s!
Perchè comunque vadano le cose sia la Dx che la così detta sinistra non vedono di buon occhio il Movimento… lo stesso “supremo” si è espresso/esprime contro la sua creatura o no?
Quindi che che se ne dica il Movimento è contro il “sistema” e lo stanno dimostrando tutti quelli ….che vivono e vegetano nel “sistema”!
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Se chiamano Draghi, schierano l’ esercito per gestire le orde di votanti…..milioni e milioni di elettori per Draghi premier! Ma quelle che si vedono sventolare non sono schede elettorali, ma cartate di m…a pronte all’ uso!
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Un usato sicuro! Un abbraccio carissima!
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Purtroppo malgrado che Conte mascheri bene la sua voglia di tornare a palazzo Chigi e togliersi la ghiaia dalle scarpe, il PD sa bene che non può permettersi un governo a guida M5S, tantomeno un PdC. Per contro non può permettersi di rinunciare al bacino di voti degli assenteisti che sicuramente sono più orientati alle politiche espresse da Conte che a quelle inespresse dal PD.
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