La Lega pensa a una “scossa” e Conte non vuole le primarie con l’obolo. Aria di elezioni per erodere il consenso di Vannacci. I governatori leghisti vogliono un “gesto potente” e si preparano altre uscite: Furgiuele della Lega: “Basta con le targhe di Matteotti, né partigiano, né democristiano. Vannacci meglio di Calenda”. A sinistra nodo primarie con il M5s che le vuole senza la donazione di due euro

Immagine di Meloni, al voto! Bonelli: "Vuole le urne a novembre". La Lega pensa a una "scossa" e Conte non vuole le primarie con l'obolo

(di Carmelo Caruso – ilfoglio.it) – Roma. La differenza: Meloni prepara le elezioni e il Pd i gettoni (per le primarie). O si va in guerra contro la Russia, che lancia droni in Romania, o alle urne. Ascoltate Angelo Bonelli: “Ho questa idea: Meloni vuole andare al voto ora, presto, a novembre”. Si sta deteriorando lo scenario. Si ragiona al nord, all’interno della Lega, di dare un “segnale potente”, che può essere la richiesta di istituzionalizzare la doppia Lega, fino all’impensabile: un congresso straordinario per una svolta. Vannacci fa organizzare cene a Roma e continua il suo ratto Lega. All’ultima ha partecipato Angelo Bof mentre Domenico Furgiuele, altro leghista, dice ora al Foglio: “Io non voglio morire né da partigiano, né da democristiano. Tra Calenda e Vannacci sceglierò sempre Vannacci. Matteotti? La Camera è diventata un museo, si scoperchiano solo targhe”.

Questo è Furgiuele, il Ferragamo della Lega, il deputato che ha portato la Remigrazione alla Camera, un altro puntato da Vannacci: “Io non voglio morire da partigiano. A me tutte queste targhe che si scoperchiano, come quella di Matteotti, non piacciono. A me scoperchiare targhe non appassiona. Sento che a Vigevano è stato nominato Centinaio come commissario Lega, ebbene, perché questa nomina di Centinaio?”. Vannacci ha promesso che prima della sua San Sepolcro, a Roma, la prima assemblea nazionale di Futuro Nazionale, il numero dei parlamentari raddoppierà. Edoardo Ziello, il vice generale, sta dicendo che dopo il 2 giugno ci “sarà il botto e altri leghisti faranno il loro ingresso in FN”. Sono attesi per questa settimana almeno tre nuovi ingressi: Bof e i due ex leghisti passati in Forza Italia, Pierro e Bergamini. Sono deputati agganciati da Ziello. Li invita a cena, a via dei Coronari, e i leghisti camminano rasente i muri per non farsi vedere. Quando gli viene chiesto, rispondono come Pietro: “Tradire, io? Mai farei questo a Matteo”. Salvini è consapevole che serve accelerare prima che Vannacci eroda consenso. I leghisti hanno delle proiezioni da brividi. Se passa la nuova legge elettorale, si potrebbero avere venti deputati Lega alla Camera. C’è qualcosa di strano anche nella richiesta di Vannacci, uno che è digiuno di legge elettorale (a una riunione avrebbe chiesto come funzionasse con il premio). Sta dicendo di concentrarsi solo sulla Camera e di lasciare perdere il Senato perché il Btp di Vannacci è il tempo. La sua scommessa è che fra un anno il consenso non potrà che aumentare. Strappare senatori potrebbe mettere a rischio il governo e Vannacci non lo vuole: è il primo ad augurare lunga salute al governo Meloni. Dice Bonelli: “Sono arcisicuro che la Corte costituzionale boccerà la nuova legge elettorale, ma Meloni sta accelerando per aggirare la bocciatura. Mi sto convincendo, lo ripeto, che Meloni voglia portarci al voto, ora”. Bonelli pensa addirittura novembre, in maggioranza ritengono aprile, maggio. E’ la destra che fa l’agenda della sinistra. Il Pd si augura che la Lega possa alla fine provocare l’incidente sulle preferenze e mandare a monte tutto mentre Salvini vuole, e lo chiede, che la legge passi senza scherzi. Perché? Il partito di Salvini è vulnerabile. Tra Milano, Venezia, Trieste corre l’idea che è necessario intervenire subito, pensare a un’operazione decorosa per contenere questo declino, un’operazione che permetta a Salvini di restare il nome nobile del partito ma con una formula nuova. Da anni si discute di questi tentativi, ma ora c’è Vannacci fuori dalla Lega che fa campagna contro la Lega. Sia Zaia, Fedriga sia Attilio Fontana sono convinti che Vannacci sia “un fenomeno” e difficilmente si esaurirà. Nessuno ha ancora il coraggio di pronunciare la parola anche perché sembra aberrante, ma si sussurra: si teme il “sorpasso” di Vannacci sulla Lega. Se restasse la vecchia legge elettorale, la Lega potrebbe ottenere un numero maggiore di parlamentari ma sembra quasi che Salvini si accontenti di un reparto scelto di leali. Bonelli, ancora: “Meloni avrà il problema della legge di Bilancio, del Safe. Se la legge verrà approvata una cosa è certa: la sinistra sarà pronta”. Le priamrie le chiede ufficialmente Giuseppe Conte, che ora dichiara: “Ormai da tempo si parla di primarie, a questo punto possono essere una soluzione”. Sono necessarie anche per Elly Schlein che teme il tavolo fra leader, la trappola. La contesa riguarda il numero dei candidati alle primarie, il voto online, il doppio turno e, attenzione, l’obolo, il gettone. Le primarie vengono costruite dalla macchina organizzativa del Pd. C’è un aspetto di cui si è parlato pochissimo ma che non è gradito a Conte. Alle ultime primarie chi ha votato, ha versato due euro. E’ più facile che versi un elettore del Pd che uno del M5s. E’ un’idea avvalorata dal M5s, che fa sapere di “non gradire elementi che ostacolano la partecipazione”. L’obolo è un ostacolo. Il doppio turno dipende invece dal numero dei candidati. Secondo Calenda, i candidati, alla fine, saranno quattro (occhio a Gori e Renzi), e Calenda, che usa malizia, si chiede: il candidato di Renzi appoggerà al secondo turno Schlein o Conte? Calenda propende per il secondo. La Russia minaccia i nostri sonni, quelli della destra li minaccia Vannacci. Furgiuele è contro le targhe ma i vannacciani sono per le lapidi. A Modena, il suo Futuro Nazionale ha fatto un post con la tomba della Lega e la frase: “Lega Modena, 1991-2026. Si è spenta oggi dopo aver scelto la moderazione, la distanza dalla sua gente e l’irrilevanza politica”. Salvini lo chiamava “generale”, ma era il cassamortaro.