Due elettori su tre del centrodestra vorrebbero un’Assemblea costituente per creare una nuova Carta coi partiti attuali: tutti i dati

Monarchia, dove sei? Il 15% degli italiani la desidera. E un elettore su due vuole riscrivere la Costituzione

(ilfattoquotidiano.it) – Monarchia, che nostalgia. Quasi il 15% degli italiani, se avesse votato al referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, avrebbe scelto, oggi, la monarchia. Un dato piuttosto sorprendente, se si tiene conto che i legami coi Savoia sono, nel tempo, ben datati. Ma c’è un altro dato che fa riflettere: quasi i due terzi degli elettori del centrodestra vorrebbe un’Assemblea costituente per riscrivere una nuova Costituzione.

Sono i dati che emergono, in vista dell’80esimo anniversario della Repubblica, dal sondaggio Youtrend per Sky TG24 diffuso oggi. Monarchia o Repubblica? L’85,4% indica la prima, mentre il 14,6% sceglierebbe la seconda: un divario molto più ampio rispetto al risultato reale di 80 anni fa, quando la Repubblica vinse con il 54,3% contro il 45,7% della Monarchia.

Dal sondaggio emerge inoltre come l’antifascismo venga considerato l’elemento che ha maggiormente unito gli italiani in questi 80 anni dal 59% degli elettori del campo largo, quota che scende al 18% tra chi vota il centrodestra. Per quanto riguarda la Costituzione, il 69% degli italiani la considera ancora attuale – percentuale che sale al 92% tra gli elettori del campo largo – mentre il 22% la ritiene superata, dato che raggiunge il 32% nell’elettorato di centrodestra.

Nonostante ciò, il 45% degli italiani – e il dato sale al 64% tra chi vota per il centrodestra – si dice favorevole all’elezione di una nuova Assemblea Costituente, composta dai partiti attuali e incaricata di scrivere una nuova Costituzione. Di opinione opposta il 42% degli intervistati, contrari a una nuova Costituente – e tra gli elettori del campo largo sono il 65%.

Nota metodologica: sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 26 e il 27 maggio 2026 su un campione di 815 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,4% con un intervallo di confidenza del 95%.