(estr. di Pino Corrias – ilfattoquotidiano.it) – […] Vedi la vita: capita persino di dare ragione a Luca Cordero di Montezemolo che a momenti piange dopo avere visto la prima Ferrari elettrica, battezzata Luce, color azzurro Puffo: “Qui si rischia la distruzione di un mito. Spero solo che le tolgano il cavallino dal cofano…”, ha sobbollito LCDM, per poi allontanarsi dal microfono, sob, sob, e sparire alle viste mentre si aggiustava il ciuffo calante.

[…] In primo piano è rimasta lei, Luce, che alla prima occhiata sembra un telefonino con le ruote, non per nulla l’ha disegnata Jony Ive, che ha lavorato a Cupertino per una ventina d’anni e ha disegnato metà dei giocattoli Apple – l’iPhone, l’iPad, il MacBook – entusiasmando molti milioni di consumatori, oltre al suo capo, Steve Jobs, che lo considerava un guru del design. E lo era, prima di questa foratura.

Di mister Ive, sappiamo che si considera “molto amico di John Elkann” e già questo spiega qualcosa del disastro. E che di John ammira “la sua visione e il suo giudizio”. Il che finisce per spiegare tutto, visto che li ha assecondati entrambi.

Il missile su ruote ha mandato in tilt – oltre alla Borsa e a folle di leoni da tastiera – il povero Sergio Mattarella, che gli ha passeggiato accanto per qualche minuto, incerto se sfiorarlo con un dito o prudentemente allontanarsene per non prendere la scossa. E ha stordito papa Leone XIV che aveva appena finito di pronunciare la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, e si è ritrovato al cospetto di un manufatto che (quasi per intero) la smentiva. […]

Dettagli non secondari dicono che la Luce costerà 550mila euro, più o meno quanto un ospedale in Namibia. Che avrà quattro motori elettrici, uno per ruota, per un totale di 1050 cavalli. Una accelerazione da 0 a 100 in 2 secondi. E una autonomia di 530 chilometri. Il che mi ha dissuaso dall’idea di comprarla, visto che andando qualche volta da Roma a Milano, arriverei solo a Binasco, prima della seccatura di chiamare il carro attrezzi.