(Dario Lucisano – lindipendente.online) – Nella sera di oggi, 29 maggio, un drone è entrato nello spazio aereo romeno, schiantandosi sul tetto di un edificio residenziale nella città di confine Galati e ferendo lievemente due persone. Come ampiamente prevedibile, sono bastate un paio di ore e una indagine appena avviata perché l’intero panorama mediatico e politico del Vecchio Continente identificasse il colpevole di questa «grave violazione»: la Russia. Nella mattinata, la ministra degli Esteri romena ha convocato l’ambasciatore russo a Bucarest, mentre il presidente Nicusor Dan ha sottoposto la questione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e notificato gli alleati della NATO. L’interpretazione univoca è che la Russia abbia attaccato un Paese dell’Alleanza Atlantica innescando una pericolosa escalation del conflitto con l’Ucraina. Le indagini tuttavia non sono ancora terminate, e Mosca non ha rilasciato commenti sulla vicenda.

Del caso del drone caduto su Galati nella notte tra ieri e oggi sappiamo ancora poco. Il presidente Dan ha affermato che le difese aeree del Paese avrebbero rilevato il drone e la ministra degli Esteri Toiu Oana ha aggiunto che aerei ed elicotteri della Marina romena sarebbero decollati «immediatamente dopo il suo avvistamento sui radar»; nonostante ciò le difese del Paese avrebbero deciso di non ingaggiarlo a causa della eccessiva pericolosità per l’incolumità dei cittadini. Il drone è dunque impattato. Dopo lo schianto è scoppiato un incendio sul tetto dell’edificio colpito, rapidamente domato dai vigili del fuoco. Inoltre, secondo l’agenzia di stampa Reuters, un altro drone privo di carica esplosiva sarebbe stato scoperto nella Romania nord-occidentale qualche ora prima.

Il presidente Dan ha annunciato di avere convocato una riunione del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale per discutere le implicazioni dell’incidente e ha attribuito «la piena responsabilità» dell’accaduto alla Russia. «Quanto accaduto oggi a Galați è la diretta conseguenza della guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, del modo irresponsabile e indiscriminato con cui Mosca utilizza questi sistemi d’arma nelle immediate vicinanze dei confini della NATO, nonché del sistematico disprezzo del diritto internazionale. Non vi è alcuna ambiguità riguardo all’autore o alla causa di questa aggressione». Dan ha detto di avere anche informato gli alleati della NATO e i partner dell’Unione Europea dell’incidente, chiesto loro formalmente di schierare ulteriori capacità anti-drone sul territorio romeno, e di avere intenzione di informare formalmente il Consiglio di Sicurezza «di questa brutale e ripetuta violazione del diritto internazionale da parte della Federazione Russa». Oana ha invece convocato l’ambasciatore russo.

Dopo l’incidente, la comunità internazionale si è stretta attorno alla Romania, inviando messaggi di solidarietà e condannando la Russia dell’attacco. Tra le varie, spiccano le dichiarazioni dell’Italia: «Condanno con forza la violazione dello spazio aereo della Romania da parte di un drone russo, che ha colpito un edificio residenziale nella città di Galați. Una volta di più, il governo italiano chiede alla Federazione Russa, un impegno serio per una pace giusta e duratura. La mia solidarietà al Governo romeno e alla Ministra degli Esteri», ha scritto Tajani; «Atto gravissimo che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea. Vicinanza e solidarietà alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno», Meloni; «Pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata», Crosetto. Analoghi messaggi sono arrivati dalla Germania, dalla Polonia, dalla portavoce della NATO, dalla presidente dell’Eurocamera e dalla maggior parte dei Paesi di UE e Alleanza Atlantica.

Insomma, tra le dichiarazioni romene e quelle dei leader occidentali la chiave di lettura della vicenda pare una sola: la Russia ha attaccato la Romania. Al di là della dinamica e delle conseguenze dell’impatto, tuttavia, non si sa tanto. Lo stesso presidente Dan ha affermato di avere ordinato indagini per stabilire il tipo di dispositivo impiegato e la sua traiettoria, ammettendo dunque implicitamente che le specifiche dell’incidente non siano realmente note. Va a tal proposito ricordato che già l’anno scorso si erano verificati episodi di presunti sconfinamenti russi nei cieli di diversi Paesi NATO (tra cui la stessa Romania), mai realmente dimostrati dalle autorità, se non addirittura smentiti; uno dei casi più eclatanti fu forse quello di Varese, dove a fine marzo 2025 il Corriere della Sera pubblicò in prima pagina l’esclusiva di un drone russo” – mai realmente esistito – «manovrato da una zona non lontana», che avrebbe sorvolato svariate volte la sede dell’Ispra. Recentemente, invece, ha fatto parecchio parlare il caso della Lettonia, dove il governo è stato costretto a dimettersi per la troppa pressione politica dovuta a casi di sconfinamenti di droni inizialmente attribuiti alla Russia, ma – in verità – di origine ucraina.

Visti i precedenti si può affermare con certezza che non sarebbe la prima volta che episodi di sconfinamento vengono falsamente attribuiti alla Russia. Va inoltre presa in considerazione l’ipotesi che il velivolo sia stato intercettato dai difensori ucraini, che potrebbero averne disturbato il segnale causandone la perdita di controllo. Le ipotesi, insomma, sono molteplici e prima di scendere a conclusioni bisognerebbe quanto meno attendere la versione di Mosca, che non si è ancora espressa sull’argomento.