Vicepremier. Il leader porterà gli azzurri in ritiro

Legge elettorale, Tajani riunisce FI: “Con le preferenze salta tutto”

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Andare avanti sulla legge elettorale Stabilicum. Ma con un paletto preciso: no all’introduzione delle preferenze su cui insiste la premier Giorgia Meloni. Altrimenti Forza Italia voterà contro e, per dirla con la capogruppo al Senato Stefania Craxi, la legge elettorale “verrà bocciata” e salta tutto. È questa la linea che è stata decisa ieri mattina in due riunioni che il leader di Forza Italia Antonio Tajani ha tenuto con i capigruppo Craxi ed Enrico Costa e i sottosegretari Paolo Barelli e Matilde Siracusano, prima di allargarla ai vicesegretari e ai vertici del partito per parlare anche dei congressi regionali.

Durante il vertice, convocato via zoom, Tajani ha fatto il punto sulle principali proposte di Forza Italia da qui a fine legislatura: legge elettorale, fine vita, disegno di legge sul nucleare, riforma su Roma Capitale. Tajani ha spiegato che oltre ai temi dei diritti e delle liberalizzazioni, cari a Marina Berlusconi, Forza Italia dovrà concentrarsi sui temi economici e sull’energia che “interessano alla gente”: su questo il responsabile economia Maurizio Casasco farà presto delle proposte.

Per fare squadra da qui al voto, inoltre, Tajani ha fatto sapere che presto organizzerà anche un weekend in cui porterà in ritiro i gruppi di Camera, Senato e Parlamento Europeo per fare team building. Il luogo non è ancora stato deciso ma il vicepremier ha spiegato di voler raccogliere l’idea dei gruppi parlamentari.

Se sul fine vita gli azzurri alla fine hanno deciso che non sarà votata la proposta del Pd e ieri, in una riunione di maggioranza, si è deciso di riaprire i termini per gli emendamenti degli azzurri, il fronte di maggiore tensione riguarda la legge elettorale. Forza Italia, da alcune settimane, chiede ritocchi al testo dello “Stabilicum” dopo le perplessità di Marina Berlusconi, ma ieri il partito ha preso una posizione netta con gli alleati: se vengono introdotte le preferenze, la legge elettorale non si fa, è stata la linea emersa nella riunione. Il vicesegretario Stefano Benigni ha fatto il punto relazionando agli altri colleghi, mentre Tajani ha chiesto di andare avanti ipotizzando un timing: legge elettorale in aula alla Camera a giugno e approvazione con fiducia al Senato a settembre. Tra le correzioni gli azzurri chiedono di abbassare il premio di maggioranza, ritoccare la soglia di accesso al premio e l’ipotesi di due diverse maggioranze tra Camera e Senato. Ma c’è un grosso ostacolo: l’introduzione delle preferenze. Fratelli d’Italia, su richiesta esplicita della premier Meloni, vuole introdurle con un emendamento parlamentare, ma gli azzurri si oppongono.

La più dura contro le preferenze è stata la capogruppo al Senato Craxi, vicina a Marina Berlusconi, che sta gestendo diversi dossier tra cui il fine vita. Durante la riunione Craxi ha spiegato che non si può “rischiare un emendamento di FdI sulle preferenze” perché una bocciatura in Parlamento – anche vista la contrarietà della Lega – potrebbe portare a “far cadere la legge”. Idea condivisa all’interno del partito. Anche il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha spiegato che Forza Italia è sempre stata contraria alle preferenze, mentre Tajani ha detto che su questo non è facile trovare un accordo con gli alleati. A ogni modo Craxi ha chiesto di essere “informata” sull’iter a Montecitorio per evitare sorprese a Palazzo Madama.

Durante la riunione si è parlato anche dei congressi con l’accordo raggiunto in Lombardia e la convocazione per il 2 luglio: il segretario Sorte sarà affiancato da un vice della minoranza, probabilmente Alessandro Cattaneo. La minoranza ha voluto una mozione congressuale unitaria per chiedere di cogestire il partito.