
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] La guerra per distruggere il programma nucleare dell’Iran è diventata la guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz. Dal punto di vista dell’Iran, la guerra deve concludersi con l’arretramento dell’Occidente in Medio Oriente. Un esito di questo tipo serve all’Iran nel presente e nel futuro. Nel presente, gli serve per dire: “Ci avete attaccato e la vostra posizione geopolitica è peggiorata”. Nel futuro, gli serve a scoraggiare l’Occidente da nuovi attacchi. In quest’ottica, il balzello sulle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz diventa decisivo perché è il simbolo dell’arretramento occidentale. La tassa è la manifestazione della sovranità dello Stato. Ogni volta che un cittadino italiano paga le tasse, compie un gesto di sottomissione nei confronti dello Stato. Il pagamento delle tasse, fatta eccezione per pochi cittadini illuminati, avviene per paura della punizione. La gran parte dei cittadini paga le tasse per paura di essere punita dallo Stato. Pochi cittadini pagano le tasse con gioia. Tutti gli altri le pagano nella rabbia o nello scontento. E se l’Iran non ottenesse ciò che chiede? Avrebbe comunque bloccato il dialogo sul nucleare per dirimere questioni che, prima della guerra, non erano in discussione. Il ministero degli Esteri dell’Iran se ne fregia: “Il programma nucleare non è oggetto della trattativa. La priorità è Hormuz”.
[…] L’Iran perderà 170 milioni di dollari al giorno quando avrà raggiunto la sua capacità massima di stoccaggio, ha scritto su X il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. L’Unione europea, invece, perde 500 milioni di euro al giorno: “In soli 60 giorni di conflitto – ha detto Ursula von der Leyen in sessione plenaria al Parlamento europeo – la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno”. Tutto questo riduce la capacità dell’Unione europea di sorreggere lo sforzo bellico dell’Ucraina nel lungo periodo. Trump deve strappare urgentemente un accordo sul nucleare, ma il suo problema è il termine di paragone. Ha bisogno che l’accordo sia migliore di quello raggiunto da Obama. Ed è davvero difficile, data la situazione che si è creata, immaginare che ci riesca. Tutto sommato, la guerra ha avuto almeno un effetto positivo sul rapporto tra l’Italia e la verità storica. Scoppiata la guerra in Ucraina, abbiamo sentito dire che le democrazie occidentali sono moralmente superiori alle dittature perché rispettano il diritto internazionale. Gaza ha reso evidente che […] era una menzogna. Alla distruzione di Gaza, Trump ha aggiunto il rapimento di Maduro e il bombardamento dell’Iran: entrambi in violazione del diritto internazionale. È interessante: una società può essere libera e vivere nella menzogna. D’altra parte, chi è libero di parlare è libero anche di mentire. Il capo dell’esercito israeliano ha appena riconosciuto pubblicamente che i suoi soldati hanno compiuto saccheggi indicibili nelle case dei libanesi costretti a fuggire. I soldati israeliani hanno rubato divani, quadri, tappeti, televisori, motociclette. […] Nel frattempo, Giorgia Meloni si è opposta di nuovo alle sanzioni europee contro Israele dopo essere entrata nel board di Trump insieme a Netanyahu. È la conferma che il mio Gaza-Meloni (2025), tanto inviso a Fratelli d’Italia, diceva la verità: Meloni, Crosetto e Tajani hanno costituito un blocco nell’Unione europea per garantire l’impunità a Netanyahu, affinché possa sterminare i palestinesi senza impedimenti. La documentazione storica ci consegna questa verità inesorabile: le democrazie occidentali sono capaci delle stesse nefandezze delle dittature.
Il prof Orsini,non so quanto convintamente, ci definisce paesi liberi . Su questo punto non sono d’accordo visto l’utilizzo che facciamo della nostra presunta libertà come stati quando sopprimiamo quella di altri paesi .Possiamo come cittadini opporci allo sterminio di palestinesi in modo fattivo e non solo con manifestazioni ? Certamente no . E allora di quale libertà parliamo ? Una libertà limitata alle chiacchiere non nocive al potere che credo siano consentite anche in Iran,Russia ,Cina . E quindi…
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