Mentre esplode il caso della grazia a Nicole Minetti e infuriano le polemiche sulla marcia indietro relativa alla nomina alla Fenice di Beatrice Venezi, il governo si ritrova con una legge di bilancio da fare senza soldi, le critiche di tutte le categorie e lo scontro all’orizzonte tra Tajani e Salvini.

(di Francesco Cancellato – fanpage.it) – Attenzione, caduta governi.
Il segnale stradale non c’è, ma forse mai come oggi servirebbe. E basta ricapitolare i fatti delle ultime ventiquattro ore, per rendersi conto di quanto la frana post referendaria dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non si sia arrestata, ma stia continuando a sgretolare la maggioranza di destra – e il consenso di cui gode – ogni giorno che passa.
Solo ieri, dicevamo, è esploso il caso della grazia a Nicole Minetti, ex igienista dentale, consigliera regionale e organizzatrice delle “cene eleganti” di Silvio Berlusconi, con il Quirinale che ha chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio di accertare se vi fossero “supposte falsità” nella richiesta di clemenza approvata da Sergio Mattarella. Curiosità: la pratica per la grazia a Minetti è stata istruita dall’ex capo di gabinetto Giusi Bartolozzi in persona, quella che se ne sarebbe andata dall’Italia se il No avesse vinto al referendum e che è stata defenestrata da Meloni un minuto dopo il voto. Sarà interessante scoprire come mai non aveva tenuto conto delle tante anomalie scovate dall’inchiesta del Fatto Quotidiano.
Distratti da Minetti, quasi ci perdevamo gli sviluppi del caso Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra protagonista di un affaire che è il ritratto perfetto di questi quattro anni di governo Meloni. Nominata direttrice della Fenice di Venezia dopo aver esplicitato ai quattro venti le sue simpatie per la destra, Venezi viene sfiduciata dagli orchestrali di tutta Italia, che si oppongono alla sua nomina in ragione della sua conclamata inadeguatezza a svolgere una mansione così prestigiosa. Lei, non paga, spara a zero in un’intervista a un giornale argentino contro gli orchestrali della Fenice accusandoli di nepotismo e il governo fa marcia indietro, revocandole l’incarico e mostrando per l’ennesima volta le mille crepe della maggioranza. Il tutto, a un mese dalle elezioni del sindaco di Venezia, giusto per completare il capolavoro.
Distratti da Minetti e Venezi, nel frattempo, tocca tornare a Roma, dove non c’è associazione di categoria, datoriale o sindacale che non abbia bocciato il documento di finanza pubblica del governo, preludio all’ultima legge di bilancio di questa maggioranza.
Il succo è sempre lo stesso: mancano i soldi di fronte alla crisi economica causata dalla guerra in Iran di Trump e Netanyahu. E per quanto la destra ci provi ad alzare la cortina fumogena delle colpe degli altri e del destino cinico e baro, la realtà racconta altro, cioè una guerra interna alla maggioranza tra chi come il vicepremier leghista Matteo Salvini vorrebbe violare i patti di stabilità firmati da questo stesso governo con l’Unione Europea poco più di due anni fa, e tornare a comprare il gas dalla Russia dell’”amico Putin”. Contro chi, come il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani, non ci pensa nemmeno a muovere contro Bruxelles, contro i popolari europei e contro i cristiano democratici tedeschi. Che linea sceglierà, tra le due, la premier Giorgia Meloni? Chi preferirà scontentare?
Anche qui, insomma, voleranno stracci e cadranno massi. Roba da comiche finali, non fosse che per l’Italia, mentre il governo si impantana su Minetti e Venezi, rischia di essere una mezza tragedia.
Siamo alle comiche…
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Sembra di essere tornati all’ultima fase del governo Berlusconi, quando gli scandali sessuali e la crisi economico-finanziaria innescarono il declino politico dell’ex premier. Il colpo finale arrivò con lo spread alle stelle, che lo costrinse alle dimissioni.
Caso Ruby, ad Arcore tra orge e bunga bunga https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/caso-ruby-le-intercettazioni-e-allucinante-lo-chiamano-tutte-amore/86811/
I mercati non si fidano dell’annuncio di Berlusconi. Spread fuori controllo a 552 https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/mercati-fidano-dellannuncio-berlusconi-spread-milano-negativa/169443/
Fine di un’era: Berlusconi si è dimesso (video)
Addio tra fischi e gente in festa nelle strade https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/12/legge-stabilita-oggi-voto-alla-camera/170239/
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Referendum, votano 29 milioni di italiani
Nei quattro quesiti i sì sono al 95 per cento https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/13/referendum-riaperti-i-seggi-ieri-sera-laffluenza-superava-il-41/117789/
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Ringrazio Internet di esistere… perchè ?
Si perchè se voglio sentire quello che diceva la caciottara quando era all’opposizione basta un clik…. beh… non mi meraviglio che oggi la sua poltrona sia in pericolo visto quello che ha fatto sino ad oggi.
Mi manca però una certezza ….gli Italiani avranno capito o alle prossime staranno a casa ?
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Non riesco proprio ad immaginare come farà Nordio a rimanere su quella poltrona. Secondo me si dimetterà.
Quando si dimette Nordio cade il governo.
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dipende dalla Cavaliera del Lavoro e cosa lui faccia per Medias.. & C.
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La cavaliera è pronta a scendere in campo e a firmare il nuovo contratto con gli italiani
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Potrà sempre puntare sulle sue innate capacità di venditrice di caciotte, succhine e pesci.
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tranquilli, ora usciranno i sondaggi , FDI primo partito al 69% , i 5S allo 0,…..e Mediaset sta preparando per il prossimo estate il cast su stupri e violenze…
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Ma quale frana?
A sentire Ghisleri il governo sta una favola.
Nel 2022 il cdx ha preso il 43.8. Adesso 29 (FDI) + 8 (FI) + 8 (Lega) + 3.5 (Vannacci) + 1 (Lupi) = 49.5.
Perdere referendum fa solo bene! È tutta salute!
Parola di Ghisleri in Vespa (nel senso dell’artista).
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Credibili i suoi sondaggi… Nella rilevazione del 5/03/2026 dava il Sì avanti con il 50,5%: https://www.dire.it/05-03-2026/1220436-referendum-il-si-al-505-e-il-21-non-votera-il-sondaggio-per-porta-a-porta/
La puntata di Report del 26/05/2024 ha svelato come li realizza: https://www.raiplay.it/video/2024/05/I-campioni-dei-sondaggi—Report-26052024-87009c33-32a3-421a-8914-cb26a323bf78.html
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A onore del vero la grazia a Minetti non l’ha firmata Meloni . Ognuno sdella banda di prenda la sua parte di responsabilità. Ma il solito modo di vedere strabico dei tifosi .
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Ah ecco, risolvono tutto con la Bartolozzi (memorabile il suo parallelismo tra magistratura e il plotone di esecuzione, e lei è un magistrato!!!) che non c’è più. Un po’ come quelli che davano la colpa al morto di fresco per gli assegni rubati contestati, o come quelli che fanno scalare i punti della patente ai trapassati…. Ecco, la Bartolozzi non è morta, buon per lei, ma è tornata a fare il magistrato, quindi che danno potrebbe subire da questo scandalo? Nessuno!
Sulla Venezi ne vedremo delle belle.
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