“Premio agli amministratori incapaci, violato il patto sociale con i cittadini”. I giudici contabili sollevano questione di legittimità costituzionale della riforma: il limite del 30% al risarcimento, scrivono, è “in contrasto insanabile con le norme che governano la sana e corretta gestione delle risorse pubbliche”

(di Paolo Frosina – ilfattoquotidiano.it) – Quello disegnato dalla legge Foti è “un sistema che premia l’amministratore incapace e colloca a carico della comunità danneggiata i due terzi del danno subito, in piena contraddizione con i principi di eguaglianza”, di cui all’articolo 3 della Costituzione, “e di solidarietà sociale” di cui all’articolo 2. La Corte dei conti ricorre alla Consulta contro la riforma della responsabilità erariale voluta dal governo, che ha limitato al 30% (o comunque a non oltre due annualità di stipendio) il danno risarcibile dai funzionari pubblici in caso di colpa grave, con effetto anche sui procedimenti in corso. Con l’ordinanza 9 del 2026, depositata il 23 aprile e anticipata da Repubblica, la Seconda sezione centrale d’appello ha sollevato questione di legittimità costituzionale della legge che porta il nome dell’attuale ministro agli Affari europei, entrata in vigore a gennaio, ritenuta “in contrasto insanabile con le norme costituzionali ed eurounitarie che governano la sana e corretta gestione delle risorse pubbliche”.
Nell’ordinanza (relatrice Maria Cristina Razzano) i giudici sottolineano come il sistema introdotto dalla riforma risulti “manifestamente irrazionale e palesemente iniquo“: “Dopo aver imposto al giudice la valutazione del concorso dell’amministrazione danneggiata” nella produzione del danno, infatti, la nuova legge “pone a carico di quest’ultima, comunque e in ogni caso, il 70% del danno (o comunque la parte che residua al netto delle due annualità di emolumenti percepiti), rispetto all’intera platea di soggetti convenibili dinanzi al giudice contabile per illecito erariale”. Un modo, in sostanza, per “riallocare la parte maggiore del rischio a carico della collettività, con consequenziale “socializzazione” della perdita economica subita. I cittadini”, denuncia la Corte dei conti, “vedrebbero così violato quel “patto sociale” sul quale si regge l’intera impalcatura del sistema tributario (articoli 23 e 53 Cost.) dovendo di fatto patire un duplice danno”: da un lato “il mancato soddisfacimento del bene-interesse, individuale o collettivo, al quale era funzionale il prelievo fiscale e il relativo impiego della risorsa pubblica sprecata”; dall’altro “il costo della mala gestio, che rimarrebbe in larga parte a carico del soggetto pubblico danneggiato”.
Peraltro, nota il collegio, con la nuova legge “la funzione compensativa o risarcitoria” della responsabilità contabile “risulterebbe gravemente frustrata dall’esiguità del credito risarcitorio residuo”. E dimostrarlo è proprio il procedimento nell’ambito del quale è stata sollevata la questione di costituzionalità, relativo a un intervento chirurgico errato che ha causato la lesione del midollo di un paziente a Genova, rendendolo paraplegico. Per la vicenda la Asl ha risarcito un milione e 350mila euro, chiesti indietro ai tre medici responsabili dell’errore: uno di loro, condannato in primo grado dalla Corte dei conti a versare 945mila euro, ha fatto ricorso in Appello chiedendo l’applicazione della legge Foti e quindi la riduzione della somma al doppio del suo stipendio lordo annuo, cioè a 170mila euro. “Nel caso in esame”, sottolinea la Sezione d’Appello nell’prdinanza, “a fronte di un danno indiretto complessivamente pari a un milione e 350mila euro, il massimo della perdita imputabile ai tre convenuti non avrebbe potuto essere superiore a 405mila euro, mentre la restante parte, pari a euro 945mila, sarebbe rimasta a carico dell’Azienda ospedaliera”.
Non ne azzeccano UNA!! 🤦
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Ed io ,come danno erariale ci metterei le rottamazioni delle cartelle,la riduzione delle tasse per i più ricchi(hanno tolto la progressione) i viaggi inutili quando esistono le conferenze da remoto e glim aumenti ai dirigenti che hanno sforato i 240.000€ annuali!
Grandi ladri dei poveri!
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Finito l’assalto alla Costituzione e schiacciati dal No popolare, tutte le leggi marce che hanno emanato appassiranno definitivamente sotto la luce della Costituzione. Sarà un piacere vederli prendere pernacchie a ripetizione ancora per un anno.
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