La grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti non è andata giù al direttore del Fatto Quotidiano, per niente

Immagine di Un Travaglio poco aggraziato

(di Andrea Marcenaro – ilfoglio.it) – Niente di nuovo. E’ una settimana che a Travaglio si gonfia la vena sulla questione Minetti, amica maggiorenne dell’Amor nostro forse in modo meno alterato di quello dei Trump, dei Bill Clinton o dei Woody Allen, senza tacere degli Indri Montanelli con le negrette. A Travaglio è corso in aiuto Gianfranco Fini, statista monegasco a metro quadro, risorto al mondo per denunciare come i potenti alla Minetti non finiscano mai in galera. L’ha detto proprio. Perciò. La signora Giulia aveva ottenuto la grazia presidenziale da Sergio Mattarella in quanto parente di un ragazzino, malato e solo, del quale era l’unica a occuparsi. Tante brave persone si sono a questo punto impegnate per spiegare a Travaglio (e al suo foruncolo spremuto) il come e il perché la grazia concessa rientrasse perfettamente nell’umana natura e nelle leggi repubblicane. Slancio generoso, ma a suo modo sprovveduto: il presidente Mattarella, 84 anni, cattolicissimo e ritrosissimo, insegna da tempo i più virtuosi sentimenti. Poteva forse non sapere che la signora Minetti, con quel sorriso e quelle tette, aveva già ricevuto la grazia per diritto divino?