
(di Michele Serra – repubblica.it) – Esiste già un “dopo Trump”: lo si coglie nelle parole di distacco e addirittura di biasimo di parte di suoi sostenitori americani delusi — specie gli isolazionisti che non ne vorrebbero sapere di guerra — e nei silenzi imbarazzati dei politici europei suoi apparentati, i populisti di destra e gli anti-europeisti, termini politicamente quasi sinonimi.
Se ne prende atto con sollievo, ma è impossibile resistere a una domanda che definirei “naturale” per la spontaneità con la quale sorge: ma non lo sapevate già da prima, chi era Donald Trump? Come avete potuto non accorgervi dei suoi modi, del suo linguaggio e del suo spirito di sopraffazione? Come è possibile che l’assalto al Parlamento dei suoi sostenitori non vi abbia impedito di votare per lui?
Ben al di là degli orientamenti ideologici di ognuno, come si fa a confidare in un ottantenne delirante che sprizza vanagloria da ogni frase, e usa la Casa Bianca come cassa di risonanza per i suoi quattrini e i suoi affari privati?
Temo che la risposta, ammesso che qualcuno si prenda la briga di darla, non sarebbe confortante. A parte qualche frangia moderata del suo elettorato (per esempio i cattolici americani feriti dagli insulti al Papa), Trump perde consenso soprattutto perché è debole. Impantanato nel Golfo, incastrato da Netanyahu, maldestro nelle nomine dei suoi ministri e vendicativo nel rimangiarsele.
Non è il winner che prometteva di essere, e se il suo elettorato vorrà scaricarlo non sarà per la sua orribile cultura del potere, già lampante da molto tempo. Sarà perché non è forte come prometteva di essere, recente scoperta che ferisce i suoi adoratori ben più della sua nera figura umana.
Trump è la proiezione politica di idee e sensibilità che milioni di esseri umani condividono. Perderà voti non perché voleva cancellare l’Iran, ma perché non è riuscito a farlo.
Non è un winner, non lo è mai stato. Se l’è cantate da solo. L’unico che batteva le mani come una foca, era quell’altro pazzo, razzista, palazzinaro sclerato del padre.
"Mi piace"Piace a 3 people
Trump è al secondo mandato finito il quale dovrà lasciare comunque . E quindi mi sembra superfluo dire che ci sarà un dopo Trump tanto è ovvio .Quello che non riesco a digerire nel antitrumpismo è la dimenticanza forzata di ciò che è avvenuto negli decenni ad opera degli Usa nel mondo . Trump è solo un esemplare molto genuino di ciò che è il popolo statunitense ed ha per noi spettatori il vantaggio ,si fa per dire,di non guardare alla forma e di non ricorrere a coperture ipocrite dei propri crimini tipo peacekeeping per fare carneficine . Invece c’è una marea di osservatori che odiano Trump ,e questo si può capire, ma non detestano le sopraffazioni altrettanto mostruose dei suoi predecessori .
"Mi piace"Piace a 2 people
Non puoi parlare x tutti. Io faccio parte di quella marea di haters che odiano Trump ,e che detestano le sopraffazioni dei suoi predecessori. Tutti. Indistintamente. Da quando i popoli europei arrivarono lì per rompere le scatole alle nazioni dei popoli nativi… Più d 500 nazioni indiane
"Mi piace""Mi piace"
“… i populisti di destra e gli anti-europeisti, termini politicamente quasi sinonimi.”
Io non sono populista di dx, ma sono antiquesteuropeista.
E dove collochiamo i picierni? 🤔
"Mi piace"Piace a 3 people
E’ una questione che riguarda il concetto di uomo – tribalità.
“Vantaggio Evolutivo: Il tribalismo ha permesso all’Homo sapiens di sopravvivere e prosperare, fornendo protezione, cooperazione e senso di appartenenza.
Aspetti Positivi e Negativi: Il tribalismo può essere una forza positiva che difende e sostiene i membri, ma può anche degenerare in conflitti, pregiudizi e divisioni (“noi” contro “loro”).Le società tribali sono spesso “acefale”, ovvero organizzate senza un potere centrale di controllo rigido, basate piuttosto su relazioni orizzontali e coesione interna.Alcuni critici parlano di un tribalismo contemporaneo talvolta privo di contenuti profondi, ridotto a una “tribalità di mercato” o a una forma di aggregazione per fuggire dalla noia.
In sintesi, la tribalità è un istinto umano fondamentale che si è evoluto nel tempo, passando dalle piccole tribù primitive alle complesse comunità digitali odierne, continuando a influenzare profondamente i pensieri e le azioni dell’uomo.”
"Mi piace"Piace a 2 people
I nativi americani non avevano carceri. Se qualcuno sbagliava, veniva punito c l’allontanamento dal consesso, allontanato dal cerchio, gli spezzavano la pipa, non gli davano nemmeno da mangiare :doveva procurarselo da solo con tutti i rischi della caccia.
"Mi piace"Piace a 3 people
Ma c’era pochissima “delinquenza”, perché lo stigma della tribù era estremamente disonorevole… anche i bimbi si educavano stimolando la loro vergogna di commettere certi atti, in pratica si agiva sulla consapevolezza della loro dignità, sul loro onore da preservare.
Un altro mondo, un’altra cultura, un’altra dimensione umana…
😥😭💔
"Mi piace"Piace a 1 persona
Perfettamente in sintonia con te
"Mi piace"Piace a 1 persona