(Tommaso Merlo) – I terroristi americani e israeliani inaugurano l’ennesima guerra radendo al suolo scuole piene di bambine. Eccola la loro sensibilità per le donne iraniane. Mentre fingevano di trattare e l’Iran stava facendo concessioni, hanno attaccato di nuovo a tradimento decapitando la leadership del paese con cui stavano negoziando. Eccola la loro superiorità morale. Checché ne dicano politicanti e circo mainstream, la loro è una aggressione illegale, mentre quella iraniana legittima difesa. Sono decenni che israeliani ed americani decapitano oppositori politici e sterminano civili e l’unica cosa che hanno ottenuto è il disprezzo del mondo intero che oggi esulta per ogni missile iraniano che va a segno. Gli Stati Uniti erano una rispettata superpotenza che guidava il mondo libero, oggi si son ridotti ad uno stato canaglia come Israele con una giungla sociale in casa mentre fuori calpestano il diritto internazionale insanguinando il mondo per qualche barile di petrolio, per qualche prurito oligarchico e perfino per conto terzi. Altro che democrazia modello, un marciume in cui comandano i dollari con cui le lobby mafiose piazzano propri burattini alla Casa Bianca. Come la lobby sionista che per essere certa di spadroneggiare a prescindere dalle urne, corrompe entrambi gli schieramenti politici e grazie a Trump ha raggiunto l’apoteosi. O meglio grazie a fiumi di dollari per le sue bancarotte e campagne elettorali, ma anche grazie a sconci scheletri negli armadi e demenza senile galoppante. Un marciume al punto che il vero presidente in Medioriente è quel mostro omicida di Netanyahu che se il mondo fosse sano, marcirebbe in una cella ad attendere una condanna a vita per crimini contro l’umanità. Ed invece sono anni che ruba risorse ai cittadini americani e mente sterminando palestinesi ed aggredendo paesi sovrani. Perlomeno le ideologie del secolo scorso non si fingevano democrazie modello ed erano quindi più oneste e coerenti, e i loro crimini li commettevano coi loro mezzi e non sfruttando quelli altrui. Per colpire l’Iran quel mostro omicida di Netanyahu è riuscito perfino ad avere i Marines a sua disposizione nel Golfo mentre la bomba atomica la detiene illegalmente da anni. Davvero terrificante. Siamo precipitati in un baratro. Erano decenni che il sionismo voleva la testa dell’Ayatollah e distruggere l’Iran, un paese infamato come il male assoluto, come un paese terrorista che destabilizza la regione e il mondo intero. Già, è proprio vero che per certa gentaglia ogni accusa è una ammissione. E checché ne dicano politicanti e circo mainstream, l’Iran non è una dittatura ma una repubblica islamica sofisticata con vari organi e cariche elettive e vedremo se riuscirà a reagire alla perdita del suo leader supremo. L’obiettivo sionista lo ha annunciato apertamente Trump, il solito cambio di regime in un bagno di sangue. Davvero da Nobel e anche l’obiettivo inconfessabile è sempre lo stesso, ridurre l’Iran come la Libia e la Siria e cioè in frantumi politici ed economici con qualche fantoccio al governo e col Mossad e la Cia liberi di uccidere chiunque dia fastidio e aizzare scontri in modo da esercitare un potere assoluto sull’intera regione. In modo da continuare indisturbati l’annientamento del popolo palestinese e realizzare la Grande Israele crimine dopo crimine. Ma il karma non risparmia nessuno e dopo decenni che semini dolore e distruzione, prima o poi li raccogli. L’Iran si prepara da decenni a questo scontro e non è nemmeno un deserto piatto come l’Iraq ma un paese montagnoso quattro volte più grande con novanta milioni di abitanti e materia grigia da vendere. L’incognita è la compattezza. Sionisti ed americani scommettono sullo sgretolamento del regime e del paese a suon di vili bombardamenti dal cielo e bonifici agli infiltrati, ma finora tutti i loro attacchi terroristici hanno ricompattato gli iraniani e vedremo cosa succederà con l’assassinio dell’Ayatollah. Leader anche religioso sciita e quindi con ripercussioni che vanno ben oltre Teheran e che potrebbero allargare il conflitto. Per il momento i missili continuano a colpire Tel Aviv e anche le basi militari americane piazzate nelle mini dittature petrolifere del Golfo. Famiglie parassitarie di sceicchi che governano milioni di schiavi sfruttati per far funzionare il lunapark per turisti occidentali in cerca di senso a buon mercato. Sceicchi che hanno venduto l’anima al diavolo del danaro al punto da finire negli Epstein file e perfino in quell’obbrobrio del Board of Peace. E se siamo in questo baratro è anche colpa loro. La strategia militare iraniana è far mancare alla marina americana i porti dove rifornirsi e fare manutenzione costringendoli così a ripiegare più a sud e allo stesso tempo martellare le infrastrutture strategiche israeliane come durante l’ultimo conflitto quando dopo 12 giorni Israele stava facendo la fine di Gaza tra l’esultanza del mondo intero. Già, in decenni di sangue l’unica cosa che hanno ottenuto è il disprezzo del mondo intero. Ma l’arma atomica iraniana è la chiusura dello Stretto di Hormuz che potrebbe generare una crisi economica tale da far rotolare la testa rincoglionita di Trump nel cassonetto della storia con noi insulsi europei dietro a ruota. Altro che supremazia occidentale e democrazie modello. Un marciume lobbistico guerrafondaio che ci sta trascinando tutti nel baratro. Già, il karma non risparmia nessuno e dopo decenni che semini dolore e distruzione, prima o poi li raccogli.