Il costituzionalista: “All’elettore dicono un’altra volta che non vale un piffero. La Consulta può intervenire”

(estr. di Tommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – […] Professor Ainis, se davvero Meloni porterà a casa lo “Stabilicum”, saremo di fronte a un’altra legge elettorale incostituzionale?
In caso – mi perdoni l’ovvietà – lo deciderà la Consulta. Il fatto è che l’orientamento della Corte costituzionale cambia a seconda della sua composizione. Nel 2014 il presidente era Gaetano Silvestri e la sentenza numero 1 – che bocciò il Porcellum – fu molto criticata da chi sostenne che i giudici avessero invaso la discrezionalità del legislatore. Io credo invece che quella sentenza fissò dei principi molto importanti. Se la Corte di oggi dovesse avere la stessa sensibilità, è probabile che quei principi saranno fatti valere anche oggi.
Il punto più delicato è ancora il premio di maggioranza?
Sì. La Corte non ha mai stabilito che il premio sia incostituzionale in sé. Disse però che non può e non deve produrre un effetto distorsivo eccessivo sulla rappresentanza. Nel Porcellum mancava una soglia minima: potevi ottenere quel premio anche con il 21 o il 25 per cento. Era chiaramente sproporzionato.
[…] Nello “Stabilicum” invece c’è una soglia minima del 40%.
Eppure, se ho fatto bene i conti, chi supera il 40 per cento ottiene 70 deputati e 35 senatori in più; il premio incide per oltre il 17 per cento dei seggi, parliamo di un sesto della rappresentanza parlamentare.
E le liste bloccate?
Nel 2014 la Corte costituzionale censurò quelle troppo lunghe. Con questo nuovo sistema saltano i collegi uninominali. Se rimanessero le circoscrizioni attuali, le liste si allungherebbero inevitabilmente.
La Consulta però non ha fissato un numero magico o una tabellina che stabilisca i confini “leciti”, né per il premio di maggioranza, né per la lunghezza delle liste bloccate.
No, però ha stabilito un limite implicito e questa legge sembra voler ignorare ogni principio di ragionevolezza. Il fatto davvero scandaloso è che questi sistemi elettorali – per una sorta di nevrosi che abbiamo noi italiani – vengono disegnati, cuciti e scuciti ad ogni legislatura. In questi anni le pluricandidature e le liste bloccate hanno contribuito non poco all’astensionismo. Il messaggio dei partiti è chiaro: tu, elettore, non conti un piffero.
Lo “Stabilicum” prevede anche l’ipotesi di un ballottaggio nazionale tra coalizioni.
Rispetto al piatto che si sta cucinando, è l’ingrediente meno indigesto, anche se sarebbe una soluzione inedita per le Politiche. Ma è tutto confuso. Si sono inventati un “maggiorzionale”: un proporzionale drogato da un premio di maggioranza abnorme. Una creatura ibrida. Né proporzionale vero, né un maggioritario come quello inglese o americano, dove ci sono i collegi uninominali.
Mi affido alla sua memoria storica: è mai esistita una “etica costituzionale” della legge elettorale? Oppure il cinismo strategico a cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni è un classico della cultura politica italiana?
Nella Prima Repubblica quell’etica c’era. Dal 1948 al 1993 il proporzionale puro era accettato da tutte le forze politiche. Quando la Democrazia cristiana tentò la cosiddetta “legge truffa” ci fu una battaglia furente. E pensi che il premio sarebbe scattato solo superando il 50 per cento dei voti! Invece quell’ipotesi fu cestinata immediatamente. Esisteva un senso di condivisione delle regole.
[…] Ogni nuova legge elettorale porta con sé il giochino del nome. A questa hanno già affibbiato lo “Stabilicum”. Qualcuno ha parlato pure di “Ipocritellum”. Vuole partecipare?
Il vezzo dei latinismi è diventato stucchevole e non fa onore alla memoria di Giovanni Sartori, che lo inventò per primo e poi fu goffamente imitato. La chiamano “Stabilicum” per la stabilità, ma se la stabilità è la suprema virtù, Mussolini era un grande virtuoso. E allora chiamiamolo “Mussolinum”.
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Cosa c’è di più stabile di una dittatura? Abbiate almeno il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome . Se a votare ormai ci va una minoranza o quasi , stabilire che con il quaranta per cento vieni premiato è veramente antidemocratico . Bisognerebbe pretendere una legge che stabilisca innanzitutto che la partecipazione deve essere al primo posto e non credo nemmeno nella favola della scelta del candidato con le preferenze perché sappiamo benissimo che pochi conoscono il candidato .
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Non sono del tutto contraria al premio di maggioranza, che dovrebbe comunque essere un piccolo premio di maggioranza da stabilire in base alla percentuale dei votanti…..se votassero il 90% degli elettori, si potrebbe pure calcolare un premio di maggioranza per il partito/lista che singolarmente, non in coalizione, abbia preso il maggior numero di voti! Quindi premio di maggioranza collegato alla partecipazione al voto: con il 90% premio di maggioranza di 36 parlamentari fra senatori e deputati, con il 40% il premio scende a 16 parlamentari…..Legge elettorale con un proporzionale puro, soglia di sbarramento al 3%, nessuna coalizione, nessun ballottaggio e premio al partito più votato in misura proporzionale alla percentuale di votanti….Poi trovare il sistema di correggere la piaga del continuo cambio di casacca, semplicemente con le dimissioni ed uscita dal parlamento ….tanto il concetto di rappresentanti della Nazione non esiste più, perché con l’ astensione al 40%, al massimo si rappresenta metà Nazione, e perché tutti rappresentano esclusivamente i propri elettori! Nulla vieta poi al singolo parlamentare di votare in Parlamento in modo diverso rispetto alla linea di partito soprattutto per questioni che esulano dal programma elettorale e che riguardano la propria coscienza, integrità morale ed onestà intellettuale…..il problema è che sono sparite insieme alla disciplina ed onore cui sarebbero tenuti! La stabilità di una classe politica non all’ altezza è perseverare nel diabolicum……
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NUOVA LEGGE ELETTORALE-Viviana Vivarelli
1)Addio al Rosatellum con collegi uninominali; si introduce un sistema proporzionale puro.I seggi alla Camera saranno distribuiti su base nazionale; al Senato su base regionale.
2) Premio di maggioranza e ballottaggio:La coalizione o lista che raggiunge almeno il 40% dei voti ottiene un premio di maggioranza numericamente fisso (circa 70 seggi alla Camera e 35 al Senato).Se nessuno supera il 40% ma almeno il 35%, è previsto un ballottaggio tra le prime due coalizioni.
3) Preferenze:Niente preferenze individuali: gli elettori non sceglieranno candidati specifici nelle liste.
4) Obiettivo dichiarato:aumentare la governabilità e assicurare una maggioranza più stabile in Parlamento. A quel punto il Governo può anche legiferare a colpi di decreto imponendo qualsiasi cosa senza emendamenti ma alla fiducia e il valore del Parlamento si azzera.
5) Critiche principali:È chiaro che abbiamo un sistema unilaterale che vuole solo avvantaggiare il governo uscente.Alcuni analisti evidenziano rischi di paralisi istituzionale se vincitori di Camera e Senato fossero diversi.
6) Con il nuovo sistema, il centrodestra potrebbe ottenere circa il 57% dei seggi con una situazione di consenso attuale, molto più del Rosatellum.Il testo finale non è stato ancora approvato, sono possibili modifiche in Parlamento, dove però la maggioranza è di cdx..
La legge sembra di nuovo incostituzionale, ovviamente non è diretta a garantire il giudizio dell’elettore ma cerca di mantenere all potere il governo attuale. ma bisogna vedere cosa farà la Corte Costituzionale e tutto dipende dai suoi componenti.
Dice Ainis che nel 2014 il presidente era Gaetano Silvestri e la sentenza che bocciò il Porcellum fu molto criticata. Potrebbe succedere ancora, vista anche la pertinacia con cui il Governo attacca la Magistratura.Il punto più delicato è il premio di maggioranza che crea una sproporzione, attribuendo a chi vince un potere non proporzionale al suo peso elettorale. Ma questo premio esagerato non si capisce se sia costituzionale o no.
Certo è che tutto l’impianto se ne frega della democrazia e del parere degli elettori, aumenta troppo il potere della coalizione che vince, rendendo inutile l’opposizione parlamentare. Nel Porcellum non c’è una soglia minima per avere questo premio, ora c’è. Chi supera il 40% ottiene 70 deputati e 35 senatori in più. Il peso democratico degli elettori diminuisce perché le liste sono bloccate e non si possono esprimere preferenze. Il tutto aumenterà ancora di più l’astensionismo.Saltano i collegi uninominali perché se rimanessero le circoscrizioni attuali, le liste sarebbero troppo lunghe.Ma mancano dei numeri che stabiliscano dov’è che si sfora col premio di maggioranza o quanto lunghe possono essere queste liste bloccate.
Come dice Ainis, il fatto più scandaloso è che questi sistemi elettorali sono disegnati, cuciti e scuciti ad ogni legislatura come un vestito che deve stare addosso a chi comanda per farlo rivincere, fregandosene degli elettori. “Il messaggio è chiaro: tu, elettore, non conti un piffero.”
Poi c’è la novità del ballottaggio nazionale tra coalizioni.Ma è tutto confuso. Si sono inventati un proporzionale drogato da un premio di maggioranza abnorme. Una creatura ibrida. Né proporzionale vero, né un maggioritario come quello inglese o americano, dove ci sono i collegi uninominali.Finora almeno i cambiamenti erano accettati da tutte le forze politiche. Questo ha l’opposizione contro. È imposto da una coalizione che è stata votata dal 40% degli elettori potenziali, dunque nemmeno da una maggioranza che si vede scivolare il tappeto sotto i piedi e fa carte false per restarci sopra.Il tutto è così sporco che genera solo disgusto.Non c’è serietà istituzionale, manca il senso democratico, si spregiano i diritti fondamentali. È l’arraffamento di una banda di predoni pronta a tutto pur di non mollare il malloppo. Uno schifo assoluto! E finché questa banda manterrà il potere altri schifi si aggiungeranno a questo, fino alla meta finale: la Costituzione buttata nel cesso e un sistema autoritario basato su una sola persona e i suoi accoliti. Da vomito!
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Tweet: Con la legge elettorale attuale: Camera 192 a 186 a favore del Campo Largo. Senato 96 a 95, sostanziale pareggio.
Con la nuova legge: Camera 228 a 147 a favore della destra, con 81 seggi di vantaggio. Senato 113 a 76, la destra ha 37 seggi di margine.
Stessi voti, stessi elettori, stesse percentuali nei sondaggi.
Mentre eravamo distratti da Sanremo, la destra e Giorgia Meloni realizzavano una nuova legge elettorale per non perdere più.
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Il professore ha dimenticato che la Corte bocciò il porcellum perché non prevedeva una soglia oltre la quale si aveva diritto al premio di maggioranza. Il professore non ricorda che la stessa Corte, nel valutare la costituzionalità dell’italicum riconobbe valido il premio di maggioranza ove un partito superasse 40% dei voti validi.
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