Il costituzionalista: “Si rischia di dare alla maggioranza la chance di eleggere in autonomia tutti gli organi di garanzia”

(di Gabriella Cerami – repubblica.it) – ROMA – Chi ha proposto la nuova legge elettorale «non ha imparato la lezione della Corte costituzionale». È il giudizio di Gaetano Azzariti, costituzionalista dell’università La Sapienza.
Secondo i proponenti garantisce la stabilità, è così?
«Nella sentenza numero 1 del 2014 la Consulta ha detto che certamente la governabilità è un obiettivo legittimo. Ma la stessa Corte ha ricordato che prima della stabilità c’è un valore su cui si fondano le nostre democrazie che la rappresentanza politica. La governabilità non può comprimere eccessivamente la rappresentanza politica».
Con la nuova legge in che modo verrebbe compressa?
«Con l’abbandono di tutte le logiche di carattere proporzionale. La soglia fissata per un riparto proporzionale è del 35-40% ed è distorsiva. Perché poi tramite il ballottaggio, o peggio tramite un numero eccessivo di seggi premiali si persegue una maggioranza che può rivelarsi eccessiva».
Perché eccessiva?
«Si rischia di dare alla maggioranza la possibilità di eleggere autonomamente gli organi di garanzia, cioè il presidente della Repubblica, i giudici costituzionali e i membri del Csm. In questo modo viene escluso il ruolo delle minoranze, e ciò dimostra una fortissima disattenzione per il ruolo del Parlamento a favore di una governabilità tutta incentrata nelle mani del governo».
Poteva essere l’occasione per rintrodurre le preferenze?
«È la dimostrazione della insensibilità dell’attuale classe politica rispetto all’opinione pubblica e alla giurisprudenza della Corte, che ha ricordato come i deputati non possono essere nominati dalle segreterie dei partiti. C’è un rischio evidente che anche questa legge elettorale sia dichiarata incostituzionale ove le liste bloccate risultassero essere troppo lunghe».
È stato stabilito un massimo di sei candidati. Con la legge attuale sono tre o quattro candidati per lista.
«Sei è un numero al limite di incostituzionalità. Più si allungano e più c’è il rischio di non rispettare la Corte. Ma questo dipenderà dal numero dei collegi, che è necessario aumentare rispetto a quelli attuali, per fare in modo che le liste rimangano brevi. È tempo di tornare a un proporzionale puro».
Non é che essere costituzionalista ti esime dal saper fare qualche calcolo di matematica elementare.
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infatti, secondo la Ducia 1+1=3
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