L’organismo parlamentare sulla gestione del Covid è da sempre pensato in ottica anti-Conte. La Vigilanza Rai è ferma per volere della destra che così la paralizza

La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo

(Stefano Iannaccone – editorialedomani.it) – Vigilanza Rai, la commissione Covid, ma anche l’antimafia e in parte l’organismo che vigila sugli enti gestori. È l’ultima frontiera del parlamento piegato ai desiderata della maggioranza, anche sul funzionamento degli organi che per loro natura sarebbero bipartisan: le commissioni bicamerali. Non bastano i voti di fiducia (saliti a 110 l’ultima apposta sul decreto Milleproroghe al Senato, superando il record fissato la scorsa settimana), nell’era del governo Meloni, le commissioni diventano delle clave da brandire contro le opposizioni e, più in generale, i “nemici” (o presunti tali) individuati dalla destra. L’ultimo esempio, in ordine cronologico, arriva dall’antimafia, presieduta dalla fedelissima di Giorgia Meloni, Chiara Colosimo.

La relazione sulla vicenda Striano mette nero su bianco il teorema accusatorio della maggioranza, che presenta una distanza siderale da quello delle opposizioni, senza alcun tentativo di incontro tra le parti. Il risultato è che si è arrivati al muro contro muro. Dal confronto, solitamente praticato in quelle sedi, si passa all’accusa, formulata dai parlamentari di destra, di «rancori» e «livore» del centrosinistra e del Movimento 5 stelle.

La relazione «non affronta realmente il tema dei sistemi informativi e dell’utilizzo degli stessi all’interno della direzione nazionale antimafia, ma è uno strumento per attaccare le opposizioni e in particolare me», ha sottolineato, in un’intervista alla Stampa, Federico Cafiero de Raho, ex presidente della dna e ora deputato dei 5 stelle, preso di mira dalla maggioranza durante i lavori in antimafia.

Modello Covid

Il modello, comunque, resta la commissione d’inchiesta sul Covid, messa in piedi con un’ottica di indagine sul governo Conte II. Un antico pallino di Fratelli d’Italia e Lega. La legge istitutiva dell’organismo parlamentare era già esplicita con il riferimento all’acquisto dei banchi a rotelle, uno degli obiettivi preferiti della propaganda di destra.

Il cortocircuito è quello denunciato fin dal primo momento, della maggioranza che mette “sotto processo” i rappresentanti dell’attuale opposizione. In primis l’ex presidente del Consiglio Conte, oggi leader del M5s, e l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza.

Addirittura Fratelli d’Italia ha scoperto la categoria del conflitto di interessi per criticare la presenza nella commissione di Conte, affiancato da un altro protagonista di quell’esecutivo, Francesco Boccia, ora capogruppo del Pd al Senato. «Si dimettano, per rispetto non di chi sta parlando ma di tutti gli italiani», ha ribadito, non più tardi di qualche settimana fa, la deputata di FdI, Alice Buonguerrieri, una delle ideatrici della commissione.

Mentre la commissione sugli enti gestori ha avuto un ruolo, contestato, nella fase di istruttoria e di commissariamento di Enpapi, la cassa degli infermieri, voluto dal ministero del Lavoro.

Diversa la questione relativa alla vigilanza Rai. In questo caso, la strumentalizzazione arriva attraverso la paralisi della commissione per volontà della stessa maggioranza, che con una serie di tatticismi sta evitando di farla funzionare. La presidente, come sempre per questo organismo, è una rappresentante dell’opposizione, Barbara Floridia. La sua azione potrebbe rappresentare un disturbo per la maggioranza. E il manovratore non va disturbato troppo.