
(Giancarlo Selmi) – L’ansia della destra di infilare i suoi in qualunque posto possibile e immaginabile, togliendoli dal malinconico posticino in fondo a destra che avevano occupato tutta la vita per indubbio merito, una evoluzione in aumento dell’amichettismo che la meloni odiava, ha portato uno come Petrecca alla direzione di Rai News 24. Dove è stato capace di farsi sfiduciare un paio di volte, di mandare in diretta integralmente i discorsi della Meloni, di farsi respingere i piani editoriali e chi più ne ha ne metta.
Alla fine hanno dovuto prendere atto che il tipo non fosse proprio indicato per quel ruolo e invece di metterlo nel sottoscala, o farlo ritornare in fondo a destra, visto che Meloni comanda e il tipo è amico suo, lo hanno messo a dirigere Rai Sport. E pure lì le cose non è che siano andate tanto bene. Il Comitato di redazione gli ha respinto il piano editoriale e i colleghi gli parlano dandogli pacche sulle spalle. Più che un direttore un caso umano. Ma lui, in un sussulto di dignità ha deciso di commentare la cerimonia d’inaugurazione delle olimpiadi.
E lì abbiamo assistito al peggior patatrac della storia del giornalismo sportivo. Non ne ha indovinata una che fosse una. Dal nome dello stadio, il minimo sindacale, fino alla confusione totale sulle persone, passando per il non aver riconosciuto campioni assoluti dello sport italiano. Sulla qualità del commento va steso un velo pietoso. Sulla poesia di Rodari recitata da Ghali è riuscito a essere perfino inquietante. Il cantante mai inquadrato da vicino e mai citato nel commento.
Roba da Corea del Nord. Anzi neppure. I coreani uno così non lo mettono a dirigere neppure una bocciofila. È la meritocrazia meloniana, quella che vede i suoi gerarchi, a prescindere dalle capacità, messi in posti che non dovrebbero occupare per manifesta incapacità. Il risultato è assordante. Lo stanno perculando in tutto il globo terracqueo. Una figuraccia interplanetaria. L’Usigrai ha emesso una nota terribile, i colleghi di Rai Sport si vergognano e perfino gli atleti non riconosciuti oggi sono usciti con reels perculatori da fine del mondo.
Non basta. La biondina rifatta voleva uno pseudo comico un tantinello razzista, misogino e di destra al Festival di Sanremo. Uno che fa ridere la pancia. Oggi lui ha rinunciato e lei, tutto il governo, tutti i destri ne hanno fatto un caso Nazionale, perché qualcuno ha osato definirlo ciò che effettivamente è. Io penso che ‘sto Sanremo con il finto abbronzato andrebbe boicottato. Non avverrà pazienza. Ma, tornando al lavoro della biondina rifatta, quando comincerà a parlare dei problemi, per colpa sua in aumento, degli italiani?
Invece di indignarsi per Pucci e scatenare una guerra su Pucci, quando comincerà a indignarsi per la merda contenuta nei files di Epstein, per il fatto che in quei files ci siano i finanziamenti alla destra italiana, per le 38 volte in cui viene citato il suo vice Salvini? Quando s’indignerà per i 500 gazawi massacrati dopo la finta pace, per la campagna d’odio agevolata dalla sua parte politica contro la Albanese, per il sempre maggiore numero di cassintegrati, per il costo del carrello della spesa fuori controllo, o per i malati di tumore che muoiono prima del turno fissato dal CUP per fare una risonanza magnetica?
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – In fragranza. “Parla Fassino: ‘A Torino violenza stile Br. Certa sinistra smetta di stare con i movimenti violenti’” (Foglio, 3.2). Tutti al duty free.
Lame rotanti! “Ecco il decreto anti violenze: fermo di 12 ore, 3 anni per le lame” (Giornale, 6.2). E ora sotto coi cacciaviti.
Merdaset. “Maxi-causa a Corona. Mediaset ora chiede danni per 160 milioni: ‘Falsità e violenza verbale inaudita’” (Repubblica, 6.2). Così, facendo la proporzione, finalmente si capirà quanti miliardi di danni ha fatto Mediaset in 30 anni.
Cinegiornali Luce. “Il tranviere Valentino (Rossi): ‘Che emozione con il presidente: tutto in gran segreto’” (Corriere della sera, 8.2). “Rossi: ‘Io con Mattarella, quella pacca sulla spalla non era nel copione. È lui il vero campione, dovevo salutarlo col cappello, ho improvvisato. Buona la prima’” (Repubblica, 8.2). Che aspetta Netflix a girare la serie “La pacca sul tram”?
Seduta spiritica. “Baldassarre smonta le storie di Gratteri e Pif: ‘Falcone voleva separare le carriere. Me lo ha detto di persona’” (Verità, 6.2). Gli è apparso in sogno e gli ha pure annunciato la sua prossima gravidanza.
Attrazione fatale. “Letizia Moratti: ‘Senza Vannacci FI ancora più attrattiva. Calenda ora ci segua’” (Foglio, 4.2). Folle di gente arrapata alle porte.
Nomen omen. “Claudio Cerasa presenta il libro L’antidoto presso il Teatro de’ servi, ore 18. Intervengono: Gianni Letta, Gaetano Manfredi, Arianna Meloni. Coordina David Parenzo” (comunicato Mondadori, 6.2). Il Foglio fu inaugurato trent’anni fa dal fondatore Giuliano Ferrara nella sede milanese di largo Corsia dei Servi 3 e ora presenta il libro dell’attuale direttore al Teatro de’ Servi: è proprio la ragione sociale.
Agende&Calende. “Avanti con l’agenda Draghi, se possibile lui premier”, “Leggo ciò che scrive Marina Berlusconi e ci trovo un’agenda liberale ed europeista che condivido completamente” (Carlo Calenda, leader Azione, 18.8.22 e 8.2.26). Eddài, dicci chi è il tuo pusher.
Sferza&Sprona&Striglia. “Draghi sferza la Ue: ‘Serve una federazione o verremo sottomessi’” (Repubblica, 3.2). “Draghi: ‘L’ordine globale è defunto, un federalismo pragmatico per la Ue’” (Corriere della sera, 3.2). “Draghi sferza l’Europa” (Messaggero, 3.2). “Draghi, sane strigliate all’Europa” (Foglio, 3.2). Draghi sprona l’Europa” (Sole 24 ore, 5.2). Ok, splendido, ma ora bando alle ciance: ha poi deciso fra la pace e il condizionatore acceso?
Ric&Gian. “Gemelli per il Sì. Pera&Salvi, da opposti schieramenti uniti nel merito come 28 anni fa” (Foglio, 4.2). Dio li fa e poi li accoppia.
Vannacci comunista. “Il generale diventerà l’idolo della sinistra”, “Per la sinistra Vannacci è già il salvatore della Patria” (Libero, 4 e 5.2). “Compagno Vannacci. La sinistra lo esalta e sogna sondaggi dove è al 4 per cento” (Giornale, 5.2).
Vannacci grillino. “Il flirt dei 5S con Vannacci per un seggio in Parlamento” (Giornale, 2.2).
Vannacci crucco-amerikano. “Dietro Vannacci la regia di Bannon. L’accordo con l’Afd e il no a Kiev” (Stampa, 4.2).
Vannacci russo. “Vannacci, lo strappo filorusso” (Antonio Polito, Corriere della sera, 5.2). “I libri di Vannacci. Amendola: ‘Sento di russi che comprano il suo libro. Mi farei qualche domanda…’” (Foglio, 7.2).
Vittoria! “Il Generale Inverno parla ucraino. Putin impone ai civili ucraini la morte per freddo, ma lungo il fronte sono i soldati di Kyiv ad avere la meglio. I russi si muovono a piedi, senza equipaggiamento, puniti dal gelo” (Foglio, 5.2). Questo Putin è proprio fesso: prima fa arrivare l’inverno in pieno inverno, poi scopre che i suoi patiscono il freddo.
La Direzione. “Sul complesso di inferiorità, dico, non dobbiamo non solo averne ma, per dirla con Chiara Valerio, dobbiamo riprenderci Tolkien” (Elly Schlein, segretaria Pd, 3.2). “Picierno anti Schlein: ‘Più Kyiv e meno Tolkien’” (Foglio, 7.2). Altre cazzate?
Levategli il fiasco. “Il Fatto, Salvini, ora il generale Vannacci. Non posso certo dire che siano stati finanziati, mi querelerebbero con molte ragioni. Ma si poteva mai pensare che Putin avesse tanti soldi?” (Andrea Marcenaro, Foglio, 6.2). A proposito di soldi: ma a questo chi glielo paga tutto quel vino?
Il titolo della settimana/1. “Petrecca, il pluri-sfiduciato che si considera intoccabile: ‘Ho le spalle coperte’” (Repubblica, 8.2). Il guaio è che gli resta scoperto tutto il resto.
Il titolo della settimana/2. “Per spingere il No al referendum infangano la memoria del giudice Carnevale” (Francesco Damato, Libero, 7.2). Tranquillo, si è già infangato abbastanza da solo.
Il titolo della settimana/3. “Gruber-Travaglio, due falsi moralisti. A Otto e mezzo mi hanno dato del ‘pregiudicato’. Vivono di propaganda” (Luca Palamara, Verità, 5.2). No, gioia, ho detto che hai patteggiato per traffico d’influenze illecite, e lo sai perché? Perché hai patteggiato due volte, prima 1 anno e poi 4 mesi di reclusione, per traffico d’influenze illecite.
Il titolo della settimana/4. “Paradosso: gli antifascisti per il No la pensano come Mussolini” (Foglio, 6.2). Noto padre costituente.
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Ha poi deciso fra la pace e il condizionatore acceso? No.
È ancora al 22 luglio 2021:”L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali e muori, oppure fai morire altre persone”.
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In realtà poi si è presa una decisione indiscriminata e sofferta:
No a tutt’e due.
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Kiev è difficile ma Tolkien glielo cediamo volentieri basta che tacciano tutte due per sempre.
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Calenda:
dall’agenda Draghi… all’agenda Marina Berlusconi: son soddisfazioni.
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Non è piu’ possibile scrivere in “grassetto”….tolta questa possibilita’….e allora, scusandomi, giu’ con il “maiuscolo”….BELLISSIMI ARTICOLI….scritti da Giancarlo Selmi e Marco Travaglio….!!!!
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Ovviamente non è vero
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@ freethi…per te no..per me si….!!! se lo scrivo è perche’……. è vero….!!! fino a pochi giorni or sono potevo farlo senza nessun problema….ma c’è una persona della Redazione di Infosannio….al quale i miei “commenti” con le parole evidenziate in “grassetto” non piacciono…
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Quindi un addetto della Redazione le censura i grassetti.
Ottimo tema per una fiction mediocre.
Non è che per caso è Lei che non è capace di usare gli strumenti della toolbar?
In perfetto stile Infosannita mai ammettere lo sbaglio.
Se esamina i suoi commenti in codice HTMLvedrà che inserisce talmente tante ‘schifezze (caratteri sporchi) ‘ senza neanche accorgersene che è già tanto se Le conservano il contenuto.
A me hanno cancellato quasi trenta commenti interi, per il contenuto non certo per la grafica.
E come può constatare tanti altri usano il grassetto con successo.
Solo Lei è oggetto di ‘repressione’.
Impari ad usare il grassetto (bold pulsante B) fra un inchino e l’altro alla redazione.
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Gli antenati e i camerati di Giorgia
Autore: Loris Campetti il 03.01.2023
Ha giurato sulla Costituzione che è figlia della Resistenza e dunque della lotta contro il nazismo e il fascismo. Ecco perché Ignazio Benito La Russa, secondo la logica, non potrebbe essere fascista. Ipocrisia e smemoratezza, però, possono più della logica. Per usare un termine classico dell’epoca littoria, “me ne frego” della logica, dei giuramenti e della Costituzione. Per non parlare del 25 aprile e della Liberazione. Ignazio Benito, quello delle statuette del Duce, è entrato con le mani e soprattutto con i piedi nel salotto buono della politica diventando la seconda carica dello Stato, l’autorità che viene subito dopo il presidente Mattarella, che dovrebbe addirittura sostituirlo in caso di necessità. Se Mussolini e Almirante sono i suoi riferimenti ideali, quelli storico-contestuali nei quali il nostro presidente del Senato si colloca risalgono agli anni Sessanta e Settanta, quelli delle stragi nere, quelli del legame criminale tra apparati dello Stato e manovalanza fascista. Pino Rauti, Delle Chiaie, solo per fare i due esempi più illuminanti, sono i fratelli maggiori di Ignazio Benito. Dunque, perché meravigliarsi se la data che ha voluto ricordare non è quella del 28 dicembre 1943, quando i sette figli di Alcide Cervi – Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore – vennero torturati e infine trucidati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia. Questo atto fondativo della Resistenza italiana è estraneo, e di fatto nemico, nella narrazione di La Russa. Del resto, la fucilazione dei fratelli Cervi è risultata estranea anche alla narrazione di gran parte dell’informazione italiana, molto impegnata a digerire e accompagnare lo sdoganamento del fascismo, del postfascismo e del neofascismo italiani. È questo l’ultimo prodotto in ordine di tempo del fatto che il nostro paese non ha fatto mai i conti con il suo passato, con il colonialismo, il razzismo, il fascismo che oggi riemergono vomitati dai tombini della storia per materializzarsi in nuove forme non meno velenose di quelle di ieri e dell’altro ieri. Un’altra ricorrenza che Ignazio Benito ha dimenticato di commemorare, nelle celebrazioni di fine anno, è la promulgazione della Costituzione nata dalla Resistenza, il 27 dicembre del 1947, settantacinque anni fa. Anche questa “svista” si può capire, dobbiamo accontentarci della giurata fedeltà, senza interrogarci sulla sincerità del giurante. Con una promessa: la cambieremo questa maledetta Costituzione. La memoria del fascista, o postfascista, o neofascista presidente del Senato è ancora arzilla, invece, nel ricordo della nascita del Movimento sociale italiano fondato dall’ex redattore capo della rivista Difesa della razza ed ex capo gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, Giorgio Almirante. L’Msi è stato il partito-taxi per il riciclaggio di fascisti e collaborazionisti (prima con il regime di Mussolini, poi con i servizi segreti italiani). Commosso, Ignazio Benito commemora la gloriosa ricorrenza del 26 dicembre 1946, seguendo, con 24 ore di ritardo, le orme di Isabella Rauti, figlia di Pino Rauti (ed ex moglie del peggior sindaco di Roma, Alemanno), il cui nome è chiamato in causa in più stragi nere e tentativi di abbattere con le armi la fragile democrazia italiana. Oggi è senatrice, naturalmente di Fratelli d’Italia nonché sottosegretario di Stato al ministero della https://volerelaluna.it/allarmi-son-fascisti/2023/01/03/gli-antenati-e-i-camerati-di-giorgia/ difesa, quello presidiato da Guido Crosetto, anche lui di Fratelli d’Italia, quell’uomo gentile che prende in braccio Giorgia Meloni e vuole usare il bazooka contro i suoi nemici. La commozione per la fiamma tricolore che prorompe dalla tomba del Duce, traghettata dal simbolo del Msi a quello di Fratelli d’Italia è sincera in La Russa e Rauti, a differenza dalla giurata fedeltà alla Carta fondamentale. E a difendere il ruolo storico del Msi accorrono in molti anche fuori da Fd’I, primi tra tutti i giornalisti Sansonetti e Ferrara. I neofascisti oggi governano l’Italia mescolando centralismo esasperato, presidenzialismo fino a sognare l’uomo – o donna che sia – solo al comando e l’autonomia differenziata con lo smembramento del paese in regioni europee e regioni africane. Soprattutto mescolando i “valori” fascisti alla pratica neoliberista, al turbocapitalismo epurato da qualsivoglia ammortizzatore socialdemocratico. Pietà l’è morta. Dai diritti alle regalie ai privilegi facendo cassa sui poveri per favorire i ricchi aumentando le diseguaglianze, con un sovrappiù di odio classista contro chi paga le tasse, lavoratori dipendenti e pensionati. Meloni usa parole antiche come “orgoglio” e “nazione” e la sua ministra Santanché vuole abolire le spiagge libere regalandole ai privati per ributtare a mare tossici e rifiuti che le insozzano. I migranti sono declassati a clandestini, chi li salva dai marosi sono colpevoli di tratta che vanno multati e le loro navi sequestrate. A coniare l’espressione “aiutiamoli a casa loro” non è stato Salvini che ne rivendica la primogenitura, bensì Pino Rauti all’inizio degli anni Novanta quando era segretario del Msi. La scuola deve essere meritocratica e lo Stato deve favorire i più bravi togliendo ogni sostegno ai figli dei poveri che non hanno neppure i soldi per i libri, in un paese dove cresce l’evasione scolastica. Per salvaguardare la pura razza italica dall’inquinamento nero e giallo, le “nostre” donne devono fare più figli, del resto a quello servono secondo il Governo di destra-destra. Arrivano a proporre il varo di una nuova ricorrenza: dopo la festa della mamma e quella del papà, ecco la festa dei “Figli d’Italia”. Dicono figli d’Italia perché chiamarli figli della lupa potrebbe urtare qualche residua sensibilità. Fanno l’occhiolino a evasori e no-vax e mandano in galera i giovani dei rave perché non sopportano gli assembramenti, oggi dei rave domani degli studenti e degli operai. Sono contro la droga, tranne quella consumata nei locali in. Vogliono una magistratura sottomessa alla politica e ai politici. Sono fatti così e adesso sono al governo, fanno e disfano leggi a piacimento.
Per grazia ricevuta: hanno vinto la partita segnando un gol a porta vuota mentre i giocatori avversari si menavano tra loro.
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Meritocrazia a casa dei fascisti? Manco google riesce a dare una risposta esauriente.
Del resto… siamo al livello di sorteggiare i magistrati, a breve sorteggeremo i piloti, e… se sorteggiassimo anche i portieri?
Povera Italia, adagiata nel fondo e nessun appiglio per risalire…
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Fassino. Il piddino profumato! Ma non è Chanel!!!
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“Ecco il decreto anti violenze: fermo di 12 ore, 3 anni per le lame” (Giornale, 6.2).
Se nell’arco delle dodici ore di fermo si comprende il pranzo e la cena… ci sarà la coda per farsi fermare. Viva la caritas!
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Siamo alle comiche, per pubblicizzare il SI si inventano le sedute spiritiche e a breve i tarocchi… e l’oracolo di Delfi.
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“Letizia Moratti: ‘Senza Vannacci FI ancora più attrattiva. Calenda ora ci segua’”
E questa l’aveva candidata il piddì…
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Calenda ripropone Draghi. Si vede che gli piace l’aria condizionata.
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L’informazione a pagamento addosso a Vannacci.
Vannacci comunista, Vannacci grillino, Vannacci crucco amerikano, Vannacci russo.
Vannacci non mi è simpatico però comincio a trovare a suo favore alcune attenuanti.
Non poteva mancare anche la sparata di Amendola sul Foglio: Sento di russi che comprano il suo libro. Mi farei qualche domanda…’” (Foglio, 7.2). Si vede che i russi parlano e leggono l’italiano.
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Ma questo è un modo per indurre qualche astenuto “ comunista “, “grillino “ e via delirando di appartenenze , a votare la novità….La scommessa di tutta l’ operazione è recuperare una parte di astenuti! Perché gli ex elettori di Lega e M5S costituiscono quel bacino di elettorato…..Vannacci è stato ideato e mediatizzato con lo scopo di danneggiare non FdI o il PD, o almeno una parte del PD, ma proprio i suddetti nel loro tentativo, difficile, di attrarre gli astenuti! Una volta centrato l’ obiettivo, la maggioranza per un nuovo governo Meloni con la destra-destra del generale, il centro destra di FdI ed il centro con FI +Calenda+Renzi + centrini vari , e’ bello che pronto…..sostanzialmente è una maggioranza di destra, destra che più destra non si può, ma con i soliti giochi di prestigio e’ centro destra…..Ad essere maliziosi si potrebbe credere che dalle parti del PD renziano stiano ancora festeggiando il successo di Vannacci dalle elezioni europee e tengano in serbo le bottiglie migliori per quelle politiche, dove lo specchietto per le allodole potrebbe essere in grado di ostacolare il M5S ed PD di Elly, dove prenderebbe forza la quinta colonna renziana che già si sta muovendo per il referendum……Non è un caso! Potrei sbagliarmi, certo, ma se così fosse, sarebbe la seconda volta che Salvini si fa fregare da Renzi….e sinceramente mi importa poco, però la fregatura è stata programmata in grande e gli italiani come di prassi saranno pronti…..lo dice anche l’ inno “ siam pronti….l’ Italia (Viva) chiamo’…”
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Dunque, dunque, è partita l’ operazione Vannacci che si porta dietro reazioni e riposizionamenti, perché quando qualcuno si muove il progetto è già pronto….Il baricentro della destra si sposta a destra della Lega e di FdI, può recuperare una parte di astensione e sottrarre voti più alla Lega che a FdI …..Qualcuno deve aver intuito che Salvini non è più attrattivo per un certo tipo di elettorato ed allora urge il meccanismo dei vasi comunicanti, che non capisco come possa danneggiare Meloni e la sua maggioranza: si rinforza FI con l’ arrivo di Calenda e magari di Marina Berlusconi, visto che elettoralmente il partito ha retto, nonostante Tajani, si crea una nuova attrazione a destra con il generale, testato alle elezioni europee, dopo pompaggio mediatico in previsione del suo passaggio al parlamento italiano, perché avverrà questo alle prossime elezioni politiche, e si confida nella tenuta di FdI che almeno dai sondaggi è stabile o in crescita…..la somma dopo riposizionamenti, uscite ed entrate non cambia, anzi potrebbe aumentare dal voto dei delusi e degli indecisi, attratti dalla novità …..come questo possa favorire la sinistra, dispersa, ancor prima dell’ agenda Draghi, non è dato sapere! L’ unico dato prevedibile è che la Lega rischia di passare dall’ 8% al 4% o meno……Più che fare il toto Vannacci in termini di consenso, sarebbe interessante il toto Salvini che dopo averle sbagliate tutte dal 2019, si è fatto fregare da chi gli ha messo sulla strada il generale, e non per favorire la sinistra ( forse con una seduta spiritica!) ma un bel centro moderato (leggi destra…) in cui dopo Calenda potrebbe arrivare pure Renzi….chi ha bisogno di traghettatori per continuare a stare nelle poltrone del parlamento lo progetta per tempo ed è di bocca buona! Quale sia il vero scopo di tutto questo rimescolamento si vedrà con la nuova legge elettorale…..sarà un caso che l’ addio di Vannacci sia arrivato proprio ora? Qualcuno pensa che il suo partito personale sia ancora tutto da strutturare, io credo che fosse già preparato prima delle elezioni europee….
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Vannacci è la ruota di scorta per la gioggia.
Anche parte del PD pronto a sacrificarsi come ruotino.
L’importante che con l’assenteismo perda ancora voti il M5s|
E per assenteismo fanno di di tutto perchè si concretizzi nuovamente.Il termometro dell’assenteismo sarà il referendum……. e fatto subito senza rinvii è meglio perchè nelk frattempo i cittadini non ci hanno ancora cappito una cippa,,, tanto dal ’47 i cittadini non la conoscono ancora bene e mica gliela hanno insegnata a scuola…però l’ora di religione era/è obbligatoria!
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Appunto, l’ assenteismo/astensionismo penalizza il M5S…..chi danneggia quindi realmente Vannacci che può pescare in quel bacino di ex? E chi non aspetta altro per approdare dal PD in FI? Non è difficile……vogliamo chiedere a Dudu’ il barboncino se è ancora vivo? Ma quanti anni sono che diciamo che quando c’è un vuoto politico, prima o poi qualcuno prova a riempirlo? Gli stessi che hanno inventato prima Renzi e poi Calenda, ora ci provano con Vannacci….e direi che sono ad un buon punto!
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mi riferivo alla Costituzione da insegnare a scuola… scusa.
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Vi siete astenuti perché così sarebbe emerso un soggetto nuovo, anti EU e anti NATO? Perché i vuoti in politica si riempiono sempre? Et voilà, ecco Vannacci! Contenti?
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