
(di Marcello Veneziani) – Questa settimana si è celebrato il Concistoro solenne della sinistra italiana. L’occasione è stato il cinquantennale della nascita del quotidiano la Repubblica in cui sono convenuti gli stati generali della sinistra intera e i suoi alleati. C’erano o ci sono passati davvero tutti, come capita ai funerali di un Papa e al Conclave che ne consegue. O come fu, ai suoi tempi, il funerale di Enrico Berlinguer, l’ultimo grande evento di popolo del Pci (più in piccolo lo stesso congedo avvenne per il Msi coi funerali di Almirante, quattro anni dopo). Il Concistoro de la Repubblica è stato indubbiamente un’occasione più significativa di un congresso del Pd, per intenderci. È l’occasione per fare un bilancio e una riflessione generale sulla sinistra tra ieri e oggi.
Cinquant’anni fa accaddero due eventi che cambiarono in modo decisivo la sinistra in Italia: uno fu l’avvento alla guida del Partito Socialista di Bettino Craxi, di cui domani ricorre l’anniversario della morte; l’altro fu appunto la fondazione de la Repubblica dal seno de l’Espresso. Con questi due avvenimenti fu liquidato di fatto il vecchio Pci e prese corpo la modernizzazione della sinistra, ben tredici anni prima della caduta del comunismo e poi della fondazione del Partito democratico, allora Pds. Sul piano ideologico, il passaggio fu dal socialismo di Marx al socialismo di Proudhon, che Craxi, delfino di Pietro Nenni, consegnò proprio a l’Espresso; un testo ispirato da Luciano Pellicani, anche se Proudhon fu solo un pretesto per tagliare la barba al profeta Marx e per tagliare i ponti col vecchio Psi subalterno al Pci. La Repubblica, invece, propose un disegno diverso, sintetizzare il mondo della sinistra, dal Pci al movimento venuto dal ’68, dalla cattolicesimo democratico al socialismo liberale e azionista, in una specie di ecumenismo liberal e radical, in cui cioè l’evoluzione del comunismo non fosse verso la socialdemocrazia europea ma verso qualcosa più in linea con la Left atlantica. Per dirla in breve, un passaggio da Gramsci a Gobetti o forse una sintesi (il cosiddetto gramsciazionismo). In questo progetto venivano via via convogliati i partiti laici, il cattolicesimo democratico e il vecchio Pci. Non si trattava del catto-comunismo, come lo aveva prefigurato Franco Rodano, in cui permaneva viva la tensione ideale e morale, l’impronta cattolica, comunista e anticapitalista, popolare e anticapitalista; ma segnava piuttosto la fuoruscita dall’oscurantismo cattolico e comunista verso un nuovo illuminismo laicista, nel segno della modernità occidentale. La Repubblica nasceva da una costola del settimanale L’Espresso, si reputava discendente del Mondo di Panunzio e i suoi giornalisti provenivano in parte dalla galassia extraparlamentare e dai giornali alla sinistra del Pci, alcuni dal Corriere della sera (come Giampaolo Pansa) e dal Giorno (come Giorgio Bocca). Più rari da l’Unità.
Veniva liquidato della sinistra il tratto nazionalpopolare e anticapitalista, lo spirito a suo modo religioso e non moderno (potremmo quasi dire pasoliniano), e veniva prefigurato l’incontro della sinistra con le forze produttive, imprenditoriali, capitalistiche, con i laici e con una Dc liberata dall’ispirazione cristiana e conservatrice, modernizzata, allora identificata in De Mita e nei suoi alleati (Moro era un’altra cosa). Curiosamente, questo progetto trasversale – che Augusto del Noce colse più di tutti – ebbe come antagonista non solo il mondo conservatore, tradizionalista, ma anche il Psi di Craxi, disegnato non a caso come un nuovo duce, decisionista e patriottardo.
Veniva liquidato il vecchio antiamericanismo della sinistra sub-sovietica; e veniva adottato un filoamericanismo intermittente, che si interrompe quando va al potere un conservatore o peggio un Tycoon come Trump; allora rinasce l’antiamericanismo. Col nazionalpopolare veniva liquidato non tanto Gramsci – reinterpretato in chiave gobettiana e quasi liberal- ma la vecchia tradizione comunista che potremmo definire dei Peppone e dei Peppino: ove Peppone è il mitico sindaco comunista padano disegnato da Guareschi e Peppino è il sindacalista Di Vittorio, il leggendario leader della Cgil dalla parte dei “cafoni”. Finiva l’antico legame col proletariato, contadino e operaio, e avveniva una graduale sostituzione del compagno di borgata col borghese di città, ex studente sessantottino con l’eskimo, poi magari insegnante, dedito a un’attività intellettuale e borghese; quello che pure il compagno regista Ettore Scola prenderà in giro nel film la Terrazza e che gli avversari chiameranno radical chic. Al posto del Pci nasceva una specie di Partito radicale di massa, il giornale di riferimento non era più l’Unità ma appunto la Repubblica, e l’Intellettuale Collettivo prendeva il posto del Partito Comunista. Il maggiore artefice e regista di questa mutazione antropologica della sinistra fu la Repubblica di Eugenio Scalfari: poi prese corpo quel progetto politico trasversale che diventò l’Ulivo.
Dopo il ventennio scalfariano, avvenne un’ulteriore svolta: la Repubblica si spostò sempre di più – nella proprietà, nella direzione ventennale di Ezio Mauro e nella guida ideologica – da Roma al Piemonte e i due elementi preminenti furono l’antiberlusconismo e l’antifascismo. Avveniva una sostanziale trasmutazione: il nemico principale non era più il capitalismo presente ma il fascismo passato, elevato dal guru principale di quel mondo, Umberto Eco, a eterno (Ur-fascismo) fino a coincidere con la tradizione. L’antiberlusconismo serviva a dare ancora una faccia da padrone e da riccone al nemico; per giunta Berlusconi era stato amico di Craxi e fu lo sdoganatore della destra postfascista. Dunque, tutti i requisiti per elevarlo a nemico assoluto, anche perché il centro alleato alla destra vince. Mentre si avversava il malefico Cavaliere si sposavano i grandi padroni piemontesi, da Carlo De Benedetti, diventato editore de la Repubblica, al gruppo Agnelli, diventato editore prima del Corriere e infine editore de la Repubblica, oltreché la Stampa.
L’esperienza di Repubblica ebbe un grande successo mediatico e culturale, fu punto di raccolta della supremazia intellettuale della sinistra; ma un grande insuccesso politico, perché destinò la sinistra a un ruolo minoritario e perdente rispetto al suo avversario (ieri Berlusconi, oggi Meloni), lontano dal comune sentire popolare e nazionale, incapace di esprimere una linea sociale e una leadership efficace e coerente. Non aver tenuto conto né della lezione socialdemocratica del nord Europa né della lezione craxiana in Italia, portò la sinistra prima a liquidare i suoi leader politici (come d’Alema, Veltroni, e altri) poi a finire nella terra di nessuno, ben rappresentata dalla guida di un’aliena, Elly Schlein (pur cresciuta politicamente rispetto ai disastrosi inizi); o inseguendo sempre papi stranieri, a volte anche in senso letterale. Sul piano sindacale, l’antagonista non è più il padronato ma lo Stato, almeno quando governa il centro-destra. Sicché gli scioperi si fanno non più contro lo sfruttamento dei capitalisti ma contro i cittadini-utenti. Fermano i servizi pubblici, non le fabbriche private.
Ma l’antifascismo antistorico, l’adozione dell’ideologia woke, la deriva giudiziaria, il tradimento della matrice socialista e popolare e la pretesa superiorità etica ed etnica della sinistra possono funzionare per legittimare alcune oligarchie e alcuni gruppi sociali e intellettuali e soprattutto per censurare ed escludere altri; ma sono perdenti sul piano politico e non incidono nella realtà. Perciò si celebra il Concistoro di una chiesa che non parla più al mondo e parla sempre meno ai suoi fedeli perché parla solo a se stessa di se stessa. Ci vorrebbe una rivoluzionaria spregiudicatezza…
Un bel fritto misto!
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Infatti…Veniva liquidato della sinistra il tratto nazionalpopolare e anticapitalista, lo spirito a suo modo religioso e non moderno (potremmo quasi dire pasoliniano), e veniva prefigurato l’incontro della sinistra con le forze produttive, imprenditoriali, capitalistiche..” cioè le forze conservatrici ed il loro riferimenti politici, che non sono più state considerate antagoniste alla sinistra, ed il mondo conservatore, tradizionalista, con una parte del PSI di Craxi integrato in ciò che politicamente non è stata più sinistra, mentre l’ altra parte del PSI confluiva nel partito di Berlusconi, amico di Craxi…..amicizia con profitto per entrambi! Craxi più che dalla sinistra è stato antagonizzato dalla magistratura, perché chi commette reati, anche se si chiama Bettino ne risponde! Poi è caduta pure l’ uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge….insieme alla sinistra che già con D’ Alema e Veltroni e proprio grazie a loro non esisteva più, fino alla terra di tutti, più che di nessuno, talmente uguali e sovrapponibili da risultare indistinguibili dai loro improbabili ed esclusivamente mediatici antagonisti……Repubblica è servita a questo, far passare un antagonismo mediatico in antagonismo politico, di fatto inesistente, perché liquidata la sinistra politica, a tutela delle classi popolari, e loro dei diritti sociali , e’ stata tutta una politica di corrispondenza di amorosi sensi fra simili…da Craxi a Renzi fino alla Schlein, aliena perché in rari momenti di memoria storica, balbetta qualche parola diversa dal copione …..con il rischio di venire scambiata per ET, senza essere altrettanto simpatica!
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Scelsero secondo mercato e sbagliarono tutto . Mandarano all’ inferno Gramsci con Lenin e Mao spezzando le proprie radici, cosicché fecero un’ eutanasia di tutto quello che era stato il novecento marxista rivoluzionario. Mal comune mezzo gaudio ! Si fa per dire , visto lo stesso itinerario del resto dell’ occidente pusillanime e vigliacco , che rinnegò tutte le raccomandazioni dei rivoluzionari che avevano avvisato che i padroni si sarebbero ripresi tutto se si fosse ceduto alle loro lusinghe.E così è stato , maledizione ! ma… c’è un ma ,per Giove !(no dico la parola magica che fa impazzire l’ algoritmo) …dei paesi di poco conto sono emersi dall’ infamia dei Fassino e D’Alema: la Cina , poffarbacco e altri .
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Articolo che ho letto con molto interesse perché offre anche vari spunti per cercare approfondimenti .
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