
(di Massimo Fini – ilfattoquotidiano.it) – A volte nelle interviste mi chiedono quale sia la mia passione più grande. Chi mi conosce anche solo un poco sa che non risponderò “le donne”, che detesto, ma piuttosto, magari la lettura o il fumo perché nelle foto ho sempre la sigaretta in bocca, in realtà è un’infantile nostalgia del capezzolo o del biberon, io non fumo quasi più, non perché mi faccia male, ma non ci trovo più piacere. È il corpo che ci parla e il corpo va ascoltato, anche se io l’ho strapazzato in tutti i modi eppure sono ancora qua, a rompere i coglioni.
Chi mi conosce un poco dirà il gioco d’azzardo, poker e chemin innanzitutto, ma anche i cavalli, gli “stramaledetti quadrupedi”, come li chiamava il mio amico Massimo Bertarelli, perché se trottando si mettono di galoppo perdono ogni compostezza. Ma direi anche il gioco in generale. Non è un caso che nel mio giudizio di terza media sta scritto: “Ragazzo che potrebbe fare, ma distratto da un’incoercibile passione per i giochi”. A parte che vorrei sapere chi a tredici anni non è distratto dai giochi, una tale definizione scolastica è un errore, perché se io potessi raggiungere la sufficienza se solo studiassi, col cavolo che mi metto a studiare. E così ho fatto un ginnasio e un liceo disastrosi. È vero che spesso nei miei pezzi cito frasi latine, perché il latino è icastico, i francesi l’hanno appreso e utilizzato meglio di noi (Baudelaire, Rimbaud). In quanto al greco non ne capisco tuttora una parola, ma ne ho recuperato la cultura attraverso la Tragedia e la lettura di Eraclito in cui c’è già tutto (dopo abbiamo fatto solo una grande confusione) i Presocratici insomma, fino a Platone.
A quella domanda io rispondo invece “il MARE”. Il mare mi affascina in ogni sua dimensione, in ogni ora del giorno o della notte, soprattutto della notte perché sono un ‘notturno’, sia fisicamente che emotivamente. Quindi il bagno lo faccio sempre la sera, il ‘serotino’ nel mio linguaggio, ma non solo perché l’acqua è più calda. Al mattino, se è calmo, il mare ti sveglia col suo sciabordio ritmico e, se è stagione, vedi il sole che, con una stretta falce, si mostra all’orizzonte. Cosa che però si presta a un’inquietudine esistenziale: “Chi sarà il buttafuori del sole?” (De André, Il cantico dei drogati). Inoltre se apri agli uomini la speranza di un nuovo giorno, per converso si rovescia addosso un’altra giornata di lavoro. Ma quello che più di tutti mi piace è il mare in burrasca quando sbatte contro gli scogli. Senti una potenza che non può essere fermata.
Quando eravamo ragazzi era abitudine fare il bagno con le onde, per alte che fossero, sorvegliati da quelli più grandi. Era un rito di iniziazione a cui partecipavamo già a otto anni. Allora non è che ci fossero corsi che ti insegnassero a nuotare, ti buttavano in acqua e dovevi cavartela da solo. Anche se una volta, incaponendomi a fare il bagno in un mare dove si vedevano solo quattro gigantesche onde dalla battigia all’orizzonte, per un pelo non ci lascio la pelle. L’ora migliore per nuotare non è quella in cui tutti generalmente fanno il bagno, intorno a mezzogiorno, perché il mare si increspa di ondine molto fastidiose, il bulesume in dialetto ligure. Peraltro io vado al mare da così tanti anni che sono un ligure d’adozione, più precisamente uno di Savona, sanna, in dialetto. Del resto oggi sono pochi quelli che nuotano veramente in mare, se ne stanno sul bagnasciuga. Negli ultimi anni ho visto solo delle ragazze nuotare come si deve, in genere si preferisce la piscina. È più sicura. Chi sta vicino al mare non lo apprezza, come tutte le cose che sono vicine e troppo facilmente abbordabili. Io avrò messo piede nel Duomo di Milano, da cui peraltro si gode una vista stupenda, solo un paio di volte nella mia vita. Quel Duomo che, sia pur indirettamente, è un miracolo di Leonardo da Vinci che organizzò tutta la rete fluviale della Lombardia. Ho detto che a quella domanda rispondo: il MARE, perché per me estate e mare coniugano il più proibito dei nomi che non dovrebbe mai essere pronunciato, come faccio dire a una delle mie attrici nel Cyrano: Felicità.
Ahahah Fantastico Max, il Charles Bukowski Italiano…Montanelli scansati e mettiti seduto in fondo alla classe.Meraviglioso su Eraclito.
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My God, quante caxxate… Per me che vivo al mare e di mare, leggere “Quindi il bagno lo faccio sempre la sera, il ‘serotino’ nel mio linguaggio, ma non solo perché l’acqua è più calda“, è davvero sconfortante. Ti do una notizia Fini: l’aria di notte, anche d’estate, diventa più fredda mentre – ovviamente – la temperatura dell’acqua non subisce variazioni ed è la percezione del bagnante a cambiare. Esempio classico? Entra in una stanza dove ci sono 5 gradi, quindi freddo, poi in una cella frigo dove la temperatura è meno 15. Fermati qualche minuto e quando uscirai, percepirai una sensazione di calore, mentre prima ti sembrava freddo. Stesso identico concetto: di giorno, sole a picco e.. 35 gradi, il mare è 28°, quindi percezione di “freddo”; la sera la temperatura esterna scende sotto i 30, magari accompagnata dalla tramontana, fai il bagno e l’acqua ti sembrerà più “calda”.
Da qui nasce il detto, ovviamente per cervelli Fini, “hai scoperto l’acqua calda”.
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OT:Eilà my friend Pino, come va? novità sul fronte chitarristico? io forse a fine Gennaio 2026 ho un concertino con la mia vecchia band (coverband) al RockandRoll di Rho(Milano).Se lo confermano e passi da queste parti sei mio ospite.Ho ripreso in mano il Basso,strimpello e studiacchio.Questo è il mio pezzo ostico che mi mette in crisi(mi sto cag@ndo sotto).Il tipo è un po troppo avanzato per i miei standard👋😉
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Ciao Carl, tutto bene? Scusami tanto, non ero sicuro fossi tu, motivo per il quale non mi sono agganciato al tuo commento per evitare una “triste” 😂 E’ passato un po’ di tempo, mi sa che non scrivevo da diversi mesi (forse prima dell’estate?), ma sono fatto così, mi rompo i covoni però, come il film… a volte ritornano!! 😉 Per il tuo concerto…, non siamo proprio vicini, comunque mai dire mai, d’altra parte tra un mese circa verrò a Milano per vedere Leo Kottke, mitico chitarrista con uno stile finger tutto suo. Ho anche già i biglietti per l’immancabile Tommy Emmanuel e per il festival di Soave, 3 giorni (cioè, non ho i biglietti che devono uscire, ho già prenotato il b&b 😂). E non solo, sarò presente all’esibizione del grande batterista Peter Erskine con la Band e poi , per non farmi mancare niente, l’orchestra del teatro Carlo Felice. Come forse saprai il prox anno niente Glasto festival, in quanto il 2026 è “l’anno sabbatico”. La versione ufficiale è che lo sospendono ogni 4/5 anni per non “stressare” troppo i campi dove si svolge, dato che sono foraggio per mucche etc. e anche per dare un po’ di respiro al villaggetto di Pilton, ovviamente circondato per un mese quando c’è il festival… Infine, a proposito di basso, conosci Michael Manring? L’ho visto live diverse volte, mostruoso secondo me persino superiore a Levin, anche se fare classifiche, quando si parla di grandissimi artisti, non ha molto senso. Adesso sono sul lavoro, non riesco ad ascoltare il video che mi hai proposto, lo sentirò più tardi, a casa. Ciao, buon week!
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Ma stai scherzando Pino, scusarti di che?Tu Potevi anche tranquillamente agganciarti al mio commento,ti conosco bene ormai, poi ai chitarristi bravi lo concedo😂. Ricordati che stai parlando con un anarchico punkettone😂,mica un fascio,100% libertà di opinione. “NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO,E’ BELLO CIO’ CHE PIACE”…
Azzo mi spiace per il Glansto,non lo sapevo; se posso permettermi,conoscendo i tuoi gusti più tranquilli e open mind, ti consiglio un festival in Agosto a Budapest (SZIGET)…atmosfera rilassata,prezzi più bassi di uk,città bellissima. Oppure il Roskilde festival a Copenhaghen.Lo chiamano “il glansto continentale”.
mi aggiorno sulle tue proposte e ci ri sentiamo alla prox per dirti la mia opinione.Buon lavoro e buon weekend anche a te,vagamondo della buona musica😉
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Ahahah, chitarrista bravo forse 40 anni fa… dopo il militare ho appeso la chitarra al chiodo. Ho visto il video ma, senza fare ricerche su Google, a naso mi ricordano i Ramones, non sono amante del genere però non ho preclusione alcuna. Live ho visto di tutto, anche musica sperimentale anziché krautrock, tipo Embryo e difficilmente disprezzo. Onestamente, per quanto le mie competenze possano essere mediocri, il giro non mi sembra… complicatissimo (ovviamente si fa per dire, diciamo che a Michael Marning o Levin ho visto fare evoluzioni ben più impegnative!!), però sicuramente la velocità lo fa diventare complicato e comprendo benissimo le difficoltà esecutive. Dai, teniamoci in contatto, nel commento precedente ho scritto i miei prossimi impegni musicali anche per metterti al corrente, magari ti venisse la voglia di raggiungermi ad un concerto…!! :-)) Ciao ragazzo, buon allenamento e W la musica (tutta), uno dei pochi argomenti che affratella anziché dividere (beh… poi ci sono gli stupidi che si dividono tra… beatlesiani, pinkfloydiani, rollingstoniani etc, senza avere la cultura musicale e l’onestà intellettuale da riconoscere la bravura di ogni gruppo, ma questo è altro discorso 😉).
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Caro Pino
Ho dato un occhio alle tue dritte e ti confermo hai un palato fine da caviale e champagne.Io che ho l’asfalto sulla lingua(musicalmente parlando) ho bisogno di meno tecnica e più “evocazioni” nel senso che mi nutro più di distorsioni e riverberi.
Su tutto il resto la vedo esattamente come te.
Sulla mia battaglia personale…il Basso nella traccia sopra che dovrò strimpellare ecco le mie criticità:
Il plettro va usato con attacco deciso ma controllato,altrimento mi accorgo che perdo groove e coerenza.
I fill cromatici, rapidi e fitti, esigono grande coordinazione tra mano destra e sinistra che non ho ancora .
I passaggi melodici sulle corde alte richiedono intonazione pulita e padronanza del manico (sic).
Il palm muting deve essere usato con criterio sennò mi “sbavano” le note.
La difficoltà sta nel restare tight mentre si alternano linee ripetitive e variazioni dinamiche. Il basso deve bucare il mix senza diventare sporco o invadente,cosa che sono ancora lontano da ottenere.
Ma qualcosa “quaglierò”…sperem.
Per me un picco massimo di tecnica e groove in una traccia industrial progressive è questo:
Basso poliritmico con pattern complessi e fraseggi “math” su tempi dispari…più in la non vado 😂
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Grazie massimo, avanti
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