(Tommaso Merlo) – Israele rischia di venire rasa al suolo come Gaza. I missili iraniani bucano le difese aeree israeliane e colpiscono con precisione e potenza inaudite. È questa la notizia che i media mainstream cercano miseramente di coprire. Dopo decenni di superiorità militare schiacciante, per Israele arriva uno spettacolare karma con missili che varcano i cieli per centinaia di chilometri e mandano in frantumi i ministeri di Tel Aviv, la sede del Mossad, le basi militari, le centrali elettriche. Scene mai viste, con un intero popolo che passa le notti terrorizzato nei bunker e Netanyahu che lo blinda per paura di un esodo di massa che potrebbe essere fatale. Se gli israeliani si convincessero che le terre occupate sono invivibili e se ne andassero, vorrebbe dire la fine del progetto coloniale. Davvero un karma spettacolare. Sono decenni che rendono la vita impossibile ai palestinesi per spingerli a scappare ed oggi si ritrovano nella stessa condizione. E la colpa è solo loro che invece di sedersi ad un tavolo a negoziare, han preferito impugnare un fucile. Netanyahu è disperato, senza un intervento militare americano rischia di passare alla storia come il genocida che ha ridotto Israele in macerie. Trump ci sta rimuginando sopra. Il suo ego megalomane gode perché il mondo pende dalle sue labbra, ma in realtà sa di rischiare l’osso del collo e forse non solo politicamente. La sua base è imbestialita perché Trump ha promesso pace e mai più un altro Iraq, ma la lobby sionista che ha coperto Trump d’oro vuole quello per cui ha pagato e cioè il solito Israele first. Alcuni pezzi grossi MAGA parlano già addirittura di impeachment se cede, non ne possono più di buttar via soldi e vite umane per qualche delirio altrui e non abboccano alle fregnacce dei media mainstream che rispolverano l’ammuffita propaganda sulla sicurezza e lo scontro di civiltà. Siamo noi occidentali l’unica vera minaccia mondiale da decenni ormai, mentre la nostra presunta superiorità è stata sterminata insieme a decine di migliaia di donne e bambini a Gaza. Un bivio politico americano che è anche nostro. Trump ha raccattato un sacco di voti spacciandosi come uomo antisistema, ma un conto sono le campagne elettorali un altro la realtà. L’amministrazione Trump è farcita di sionisti e la lobby controlla il parlamento più di lui. Come dimenticarsi la pioggia di standing-ovation dei parlamentari americani a quel terrorista di Netanyahu a genocidio in corso, seguita da fiumi di soldi ed armi. Una agghiacciante fotografia della deriva delle democrazie occidentali in cui a comandare davvero non sono i cittadini ma i soldi. Sono lobby che finanziano la carriera dei politicanti piegandoli ai loro propositi. E le grandi lobby come quella sionista ma anche quella delle armi ed altre, finanziano entrambi i rami del parlamento per essere certe che il banco vinca sempre. Trump ha anche raccattato un sacco di voti promettendo di scardinare la deriva guerrafondaia perbenista dei neocon, ma un conto sono le campagne elettorali un altro la realtà. Sembra esserci come un blocco di potere economico e mediatico che da dietro le quinte manovra la politica occidentale alla faccia della volontà popolare, come col delirante riarmo europeo. E se i cittadini votano personaggi come Trump e movimenti alternativi, è perché lo hanno capito e rivogliono sovranità. Una crisi democratica che riguarda tutto l’Occidente. Ma ora non resta che attendere la decisione di Trump, la speranza è che prevalga il suo imprevedibile narcisismo patologico e anche solo per vanità alla fine si inventi qualcosa di originale. Con l’Ucraina alla fine ha piantato solo casino e se ne è lavato le mani, ma con Israele che rischia di fare la fine di Gaza è molto più difficile. I missili iraniani sono impressionanti e la grande incognita è se il regime degli Ayatollah è di cartapesta come quello di Saddam che crollò in pochi giorni, oppure se sono davvero in grado di colpire le basi americane sparse nella regione dopo decenni che si preparano al grande scontro. Di certo le nuove tecnologie hanno rivoluzionato i rapporti di forza e ai persiani non mancano certo i cervelloni. Saddam poi era solo, l’Iran invece ha amici e pure potenti che potrebbero cogliere l’occasione per provare ad infliggere all’Occidente una sconfitta decisiva dopo decenni di disastri in tutto il Medioriente e sistemare così una volta per tutte la straziante epopea del popolo palestinese. Se invece prevarrà ancora l’armata occidentale, non resterà che attendere l’ennesima ondata di rifugiati e di estremisti e poi l’ennesima escalation in attesa che qualcuno si decida a sedersi ad un tavolo a negoziare invece di impugnare un fucile.