Il 19 aprile 1948 si tennero le prime elezioni della Repubblica Italiana. Oggi, 77 anni dopo, ci troviamo con una classe politica che della Repubblica ha tradito tutto.

(Alessandro Di Battista) – Il 19 aprile 1948 si tennero le prime elezioni della Repubblica Italiana. Oggi, 77 anni dopo, ci troviamo con una classe politica che della Repubblica ha tradito tutto: il senso, il coraggio, la dignità.
Quando ero più giovane credevo che l’onestà fosse la dote principale per chi fa politica. Ma crescendo ho capito che non basta. È una precondizione, certo. Ma ciò che davvero distingue un politico degno da un burattino è il coraggio. Il coraggio di dire no, di alzarsi in piedi, di andare controcorrente anche quando tutto rema nella direzione opposta.
Guardate oggi il Parlamento: un deserto di voci. Salvo rare eccezioni la maggior parte dei parlamentari si trasforma via via in pezzi di arredamento del palazzo. Magari c’è chi entra con le idee giuste ma poi, per tutta una serie di ragioni, inizia a contaminarsi con il palazzo stesso.
Un tempo, nonostante l’Italia fosse un Paese sconfitto e umiliato dalla guerra, vi erano politici che non si facevano dettare l’agenda da Washington o Bruxelles. Quantomeno non così.
Aldo Moro, negli anni Sessanta, si rifiutò di offrire qualunque supporto agli USA impegnati in Vietnam. Nessuna base, nessun appoggio. L’Italia, almeno formalmente, difendeva una posizione autonoma. Fanfani, durante la crisi di Suez, da Ministro degli Esteri tenne una linea indipendente, più vicina alla Santa Sede che agli interessi atlantici. Nel 1985 Andreotti, da Ministro degli Esteri, appoggiò Craxi nella crisi di Sigonella, quando si trattò di difendere la sovranità italiana contro le pretese imperiali degli USA.
Oggi invece? Oggi abbiamo una Presidente del Consiglio che non si riconosce più nemmeno allo specchio. Giorgia Meloni, che un tempo si proclamava erede della destra sociale, è oggi l’esecutrice perfetta dei voleri americani. Il suo silenzio su Gaza non è solo complicità: è tradimento. Tradimento verso se stessa, verso la sua storia politica. Una parte considerevole del Movimento Sociale Italiano, il partito dove militò una giovane Giorgia Meloni e ancor di più il Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del MSI, sostenevano la causa palestinese. Poi, politici conformisti, Meloni inclusa, hanno pensato che senza il sostegno a Washington e Tel Aviv, difficilmente sarebbero arrivati al potere. Dunque hanno tradito.
Oggi vediamo Giorgia Meloni volare a Washington per promettere fedeltà assoluta a Donald Trump. Lo fa dopo aver eseguito, senza fiatare, gli ordini di un altro Presidente americano: Joe Biden. La verità è semplice. La Meloni va dove soffia il vento. E mentre lei si inchina, noi svendiamo tutto: dignità, autonomia, sovranità. Ci raccontano che lo fanno per l’interesse nazionale. Ma l’unico vero interesse è quello degli Stati Uniti d’America. Loro fanno affari. Noi paghiamo il conto.
Ragionateci bene. Cosa ci portiamo a casa dalla visita di Meloni alla Casa Bianca? Un tour di Trump a Roma, forse. E poi?
Cosa si portano invece gli Stati Uniti dall’accoglienza riservata a Meloni? Investimenti italiani per 10 miliardi di euro negli USA, l’acquisto di armi americane – quindi il finanziamento diretto delle loro industrie belliche – e, naturalmente, il gas statunitense.
Intanto Trump stringe accordi sulle terre rare in Ucraina e prepara l’uscita dalla guerra. Pensateci. La guerra in Ucraina è servita a giustificare un piano europeo da 800 miliardi per comprare armi. Ma da chi le compreremo? Anche dagli USA. La rottura con la Russia ha spezzato le nostre forniture energetiche. Ma da chi compreremo adesos il Gas? Dagli USA!
Questa non è politica estera. È servitù. È una Repubblica smarrita.
Inoltre è tutto dannatamente ipocrita. Vedere il vice-presidente USA pregare a San Pietro mentre le bombe Made in USA fanno a pezzi centinaia di bambini e neonati al giorno ci mostra il livello orrendo della politica di oggi. Ahimè, sopratutto, quella occidentale.
Grazie Dibba, avanti
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“Ma ciò che davvero distingue un politico degno da un burattino è il coraggio. Il coraggio di dire no, di alzarsi in piedi, di andare controcorrente anche quando tutto rema nella direzione opposta.“
Sì, ma tu?
Tu dov’eri, il 5 aprile… quando c’era da dire no e “alzarsi in piedi”?
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Sono d’accordo, anche se potrà dire che LUI… è sempre stato in piedi senza mai sedersi da molti anni.
Se fosse uno studioso, un accademico, un filosofo… gli darei ragione. Ma ormai dobbiamo considerarlo solo un politico dismesso che lotta contro la depressione per inanità, ben dissimulata devo ammettere. “L’uomo solo” all’opposizione è un ruolo, per giunta vano, che non gli si addice. Ci vogliono TANTE gambe… per andare avanti!
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E lui è uno dei pochi che può andare avanti a testa alta
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Non si merita attacchi per non essersi messo alla ruota del carro 5s il 5 aprile, certo è un peccato non si siano sanate le fratture ma erano violente ed profonde….
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Ma con chi, scusa?
Mica con Conte… casomai con Grillo che gli aveva “preferito” Di Maio.
Poi che cosa c’entra il 5 aprile? Era LA MANIFESTAZIONE contro la guerra e il riarmo, punto, non perdeva l’onore!!!
Diciamo che gli piace il suo ruolo di articolista e ospite a 3000 euro a settimana a Di Martedì… sempre senza sporcarsi le mani…un giornalista, in pratica.
E chi l’ammazza?
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Anail: denuncia di brogli e invito al riconteggio dei voti per la leadership nel 2020; nel 2021 abbandono del Movimento; posizioni contrarie all’alleanza col PD e poi all’appoggio a Draghi nel post Conte2; poi le posizioni contro l’invio di Armi all’Ucraina e a sostegno della Causa Palestina. Riferisco solo ciò che è pubblico, posso solo immaginare cosa sia stato invece il turbinio di zampe sotto la superficie dell’acqua.
Per la Pace avrebbe potuto venire in piazza? Vero, ma evidentemente non è stato disposto a farlo.
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E certo. Appunto questa mancanza di “disposizione” mi lascia perplessa, Ele.
E poi non capisco…il governo con la Lega gli è andato bene, però! Non ha fatto una grinza e ha continuato imperterrito a girare con Di Maio, colui che l’aveva sostituito grazie al magheggio…
Capisco la storia dell’ingresso nel governo Draghi, ma era di Conte, la colpa? O di Grillo?
Poi Conte non ha più appoggiato l’invio di armi, anzi, un governo è caduto per quello, quando ha preso in mano il m5s, privo dei traditori… quindi perché, se ORA gli elementi del casus belli sono spariti, sta ancora ben lontano dal m5s?
Soprattutto aver disertato una piazza così imperniata sui suoi stessi valori mi sembra sintomo più di paura di essere coinvolto e, oserei dire, di ignavia di fondo, che frutto di motivazione profonda.
Si è ritagliato un angolino e ci si è accucciato… così lo vedo io, Ele. Una specie di psicologica paura dell’impegno politico, in un vero partito. Forse è rimasto scottato o forse vuole solo essere leader di sé stesso, ma mi sembra così sprecato… immagina che cosa significherebbe la sua presenza, il suo ritorno per il M5S… invece mi sembra così simile alla Raggi: ci sono e non ci sono.. Certo meno altruista di altri, più individualista che disposto a mettere a disposizione la sua forza e il suo valore (che apprezzo) per il bene della causa.
Che peccato.
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Se li merita eccome…
Prima diceva che il noi tutti eravamo il M5S, quindi ognuno di noi doveva, nel suo piccolo, fare la sua parte.
Ora lui la sua parte la fa con i libri -che non regala, ma vende- e facendo il prezzemolino -sempre con congruo e lauto riscontro- il martedì.
In piazza, la gente c’è andata aggratis, quelli della zona, e pagando di tasca propria, quelli lontani, oltre alla giornata di lavoro persa per tanti.
Poi dice che quelli a palazzo, ormai si confondono con l’arredamento.
Lui pare un cartonato nelle poltrone di floris.
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Posto che andare a La Setta è insostenibile e inspiegabile, almeno lui parla della Palestina e dello schifo che fa il governo de’ Georgia. Che si proponga la tesi chr sia ingiusto pagare chi fa spettacolo lo trovo allucinante. In tv vai a fare spettacolo, lui e tutti gli altri. Io ogni tanto vedo gli spezzoni su YouTube e apprezzo sempre ciò che dice.
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Qui non si sta disquisendo sul fatto che debba, o meno, farsi pagare per le ospitate, evidentemente non casuali ma contrattualizzate, data l’assidua presenza (e ci mancherebbe che andasse pure gratis, contribuendo all’ingrasso di questi fenomeni da circo).
Il Fatto è che sta diventando proprio come quelli che ha spesso contestato nelle precedenti ospitate.
Viaggia, scrive, vende, prezzemola e fa spettacoli, per i quali racimola (buon x lui).
Quindi un business man.
Tu mi dirai “esattamente come Travaglio”.
Certo, ma Travaglio è anche salito sul palco a fare il suo discorso di informazione e denuncia… Non si è comportato da prima donna, non ha fatto il prezioso…
La presenza di Dibba era fondamentale in questo appuntamento.
Quando si ascoltano tutti quei bei discorsi in cui si dice che vanno messe da parte le beghe personali per mirare ad un bene superiore, questo vale anche per lui, eh…
Sia chiaro.
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Purtroppo fa solo da contraltare ai destrorsi, ospiti fissi come lui… e lo sa anche lui che non servirà a nulla, con quei ritmi e quelle interruzioni…una voce dispersa nel vento… 😢
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Sono 80 anni che paghiamo dazio agli Americani….quando finirà questo debito infinito??
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“Andreotti, da Ministro degli Esteri, appoggiò Craxi nella crisi di Sigonella, quando si trattò di difendere la sovranità italiana“
O forse si trattò di non far “cantare” Arafat.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/02/arafat-scagiono-b-in-cambio-di-soldi-lespresso-pubblica-i-diari-del-leader-olp/4133497/
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